Masai Mara, “l’ottava meraviglia del mondo”!
in viaggio con Francesca Sciascia in Kenya
Cotti ma tutti felici ed affamati ci troviamo poco dopo nella sala da pranzo. Cena a base di polenta, chapati, pollo, capra, verdura e patate! Ancora qualche chiacchiera sulla giornata trascorsa e sul programma dell’indomani poi tutti a nanna!Il giorno dopo sveglia alle 7.30, colazione e tutti sul pulmino!
Il Masai Mara si avvicina ed il paesaggio intorno a noi muta continuamente: incominciamo a vedere i masai con le loro mucche, i loro abiti rossi in mezzo ai pascoli e i loro villaggi sembrano portarti in dietro nel tempo, Picasso e Il Presidente sempre pronti e pazienti ad ogni nostra domanda.
Ancora due ora di strada e finalmente ci siamo!
Cominciamo subito il game drive… mamma mia che emozione!
Il cielo è un po’ coperto e gli animali si nascondono meno, siamo fortunati; dopo neanche 10 minuti di strada i ragazzi avvistano un branco di giraffe!
E’ pazzesco come riescano a vedere gli animali da cosi lontano, nei safari che ho fatto con loro mi sono sempre chiesta come fosse possibile, oltre la distanza i colori che si mischiano con quelli della terra, dei cespugli… ma una volta in savana diventano cacciatori, non bracconieri ma cacciatori come i leoni, i ghepardi in cerca della loro preda, per fortuna non da ammazzare ma solo da far fotografare, e i loro occhi non sono come i nostri, e lo capirete!
Proseguiamo il nostro tour ammaliati dai paesaggi che il Mara ci regala tra un po’ di sole e qualche nuvola.
E’ il periodo della Grande Migrazione e lo spettacolo che ad un certo punto si presenta davanti a noi non si puo’ descrivere… centinaia di bufali, con i loro piccoli e gli uccellini che si lasciano trasportare sulle loro schiene, enormi mandrie di zebre e gnu che si spostano cercando acqua e un po’ d’erba.
Per pranzo usciamo dal parco e raggiungiamo quello che sara’ per due giorni il nostro campo, l’Acacia Camp appartenente alla comunità masai. Si trova a pochi minuti dall’ingresso del parco, è gestito da soli masai, ordinato, pulito e composto da tende.
Incredibile ad attenderci pranzo a base di spaghetti, cotti in savana, cucinati dai masai… terribili ma da apprezzare l’impegno! 10 e lode pero’ allo spezzatino con fagiolini e carote! Non c’era la polenta, Picasso ha saltato il pranzo! ...continua il viaggio

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