Kenya

Jambo! Ricordi dal Kenya

in viaggio con Giorgio Chiarino in Kenya

Ormai è chiaro, si vede qualche villaggio di agricoltori. La foresta piano piano ha ceduto alla savana. Il sole sale in cielo, gigantesco come solo all’equatore si può vedere.
Un’aria fresca, secca e piacevolmente profumata dalle acacie ci investe. E’ la prima sorpresa di questa terra che sta sensibilmente salendo di altitudine. I cespugli piuttosto bassi, le rare piante di acacia risaltano sul terreno ineguale che le recenti piogge hanno coperto di una bassa erba verde di uno strano color salvia-azzurrino. Questo verso l’infinito! In lontananza gli indefiniti contorni di montagne dai profili ora dolci ora severi. Sono le avanguardie dei complessi del Kilimangiaro e del monte Kenya. Là in mezzo, da qualche parte si snoda il Rift. L’emozione mi prende al pensiero che la nostra razza si è evoluta in quei luoghi e che lì, sia pure lontanissime, vi sono le stazioni del lago Turkana e di Laetoli.
Fra i cespugli corrono veloci alcuni dik-dik. In alto volteggia una fish-eagle.
Dopo molte ore arriviamo ad uno degli ingressi del Parco Tsavo. Guardie in divisa ci guardano distrattamente mentre le radio portatili gracchiano rumorose: rogia-rogia.
Un cesso o meglio un buco, come vi erano anche da noi un tempo, accoglie la nostra impellente urgenza che ci fa superare con distacco il muro della puzza.
Un elefante in veloce fuga si allontana al di là del lento fiume Galana, figlio sia del Kilimangiaro sia del Kenya. Una pista di terra rossa di ossidi di ferro e di argille si snoda davanti e dietro di noi.
La jeep, guidata in modo sapiente da Hila, alterna corse veloci e rallentamenti per la ricerca di tracce e animali.
Un caleidoscopio di immagini: l’elegantissimo ghepardo in veloce caccia di una lepre, ippopotami affioranti dalle rossicce acque del fiume, fiancheggiato dalle palme dalle scure foglie e coronate da fronde secche che nessuno ha mai tagliato, gli scuri e grossi kudu, le antilopi d’acqua, le agili gazzelle di Grant, i bellissimi impala, le zebre, le giraffe curiose, i possenti bufali, gli avidi avvoltoi, i colorati marabù, i conturbanti babbuini.
Il sole alto nel cielo ha scaldato l’aria. Hila efficientissimo trae dal frigorifero fresche bottiglie di acqua.
Non si può scendere dalla macchina, anche i bisogni corporali vanno soddisfatti appena dietro alla jeep, con un certo imbarazzo per tutti, presto superato dalla necessità.
Purtroppo la “mummia” per l’emozione non riesce a orinare. Solo dopo diverse fermate riusciamo a superare questo problema.
La "svampita” e la “mummia” senza alcuna vergogna fanno ridicole avance a Hila. Annita ed io a stento tratteniamo una bella risata liberatoria. Hila, poveretto, finge di stare al gioco. ...continua il viaggio
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