Varallo, 21.02.2004
Jambo! Jambo! pole-pole, chaculacena, hakuna nzuri, da me maglietta, “mella” matita, hakuna matata, nessun problema, mama, papa, vedere “mio ufficio”, come stai, rogia-rogia... e così via: è il fiume di parole che la folla dei vari Hila l’autista gigantesco, Yellow l’imbroglione, Gladis Reggiani la stilosa, Gertrud la dolcissima, Bundi Pius il bambino rotondetto, Gabriel Mwambogo Tuxah il poliziotto timido, Bakari Alfani il misterioso, Hasha la bambina affascinante, Omar Mohamed il ragazzo prodigio, Mathias Ziro lo sconosciuto e cento altri ti rovesciano addosso mentre ti danno la mano e pacche sulle spalle oppure dimostrano un distacco deferente.
E’ l’umanità sorridente a trentadue denti bianchissimi, dai vestiti multicolori, solitamente allegra attentissima a studiarti per rendersi simpatica e ottenerne vantaggio ma nel medesimo tempo pronta a darti un’effimera ed un po’ ambigua amicizia che ti circonda e che contribuisce a rendere l’Africa così interessante, al punto da coinvolgerti con un sentimento sottile ma penetrante che più non ti abbandonerà.
Ti senti leggero, fanciullo mentre nuoti nell’acqua limpidissima fra nerissimi bambini che ti guizzano festosi e vocianti attorno mentre scorrono discorsi fatui ed ingenui… e vengono fatti stupidi scherzi. Ti senti coinvolto dal clima di generale quasi allegra irresponsabilità imperante fra la gente… i tuoi pensieri se ne vanno. Il tuo egoismo se ne va. Pur di dare gioia al loro bisogno daresti tutto quello che hai con te senza quelle remore che forse a casa ti accompagnano.
Ti accorgi che tutto il "gioco" è un calcolo da parte dei tuoi nuovi amici, che rinnovano con tutte le persone che incontrano, ma la leggera delusione che provi non lede la tua gioia.
Il mare bellissimo e caldo,la bianca spiaggia di sabbia corallina, la contorta conformazione della barriera, il cielo amplissimo e leggermente velato dalla calura, le vele dei piccoli catamarani degli indigeni, i colori ed i profumi delle boungavillee e del mòpani e la marea birbona che ti nasconde talora il mare. Splendida Watamu che nostalgia!
Mentre scrivo a Varallo nevica, il cielo è grigio e vela le montagne, tutto è bianco e freddo.
Splendida Watamu, affascinante e misteriosa savana che nostalgia!
Hila ci accoglie alle quattro del mattino davanti all’hotel Aquarius sulla sua possente jeep, mentre vecchie frettolose tardone italiane rientrano in albergo di ritorno dalle loro squallide avventure notturne.
Via subito a pochi km nella foresta fittissima popolata di scimmie e pitoni su una pista sterrata piena di buchi a novanta all’ora. Fra uno scossone ed un altro guardiamo con timore il viso poco rassicurante della nostra gigantesca guida, il buio profondo della notte, le rare apparizioni di povere capanne fatte con graticci di bastoni intrecciati ,spalmati di sterco e argilla con il tetto di foglie e paglia. Qualche isolato indigeno in bicicletta, con il solito bidone giallo di plastica per il trasporto dell’acqua, salta dalla sella, come un grillo, per non essere investito. Siamo soli a molti km da ogni cenno di civiltà! Questa consapevolezza si insinua trasformandosi pian piano in un subdolo senso di indefinita preoccupazione.
Il cielo accenna a schiarire; si uniscono a noi altre tre jeep; altra gente; ci raggiungono due italiane, anziane, ma ancora di illuse speranze: la mummia e la svampita.
Hila si gira con uno splendido sorriso che gli trasforma il volto,il cielo rischiara… la vita è bella! Magnifiche emozioni ci aspettano. ...continua il viaggio »