Umbria

Castelluccio di Norcia: la fioritura!

in viaggio con Luplay in Umbria

Venendo da Montegallo i più intrepidi potranno prevedere un’escursione (lunga anche se non particolarmente faticosa) al Monte Vettore ed al lago di Pilato.
A questo punto è opportuno parlare un po’ della leggenda che aleggia su questi monti azzurri ed in particolare sul lago di Pilato.
La leggenda del lago vuole che il celeberrimo corpo di Pilato dopo la morte fu portato sulle acque rossiccie del lago da diversi bufali o buoi. Nel tempo il sito è stato il luogo prediletto di fattucchiere, maghi e stregoni per cui tuttora sul posto aleggia un certo mistero.
Il monte Vettore è la cima più alta dei Monti Sibillini è può essere raggiunta oltre che da Forca di Presta anche da Foce di Montemonaco con un sentiero solo inizialmente ripido, ma comunque non adatto ai non allenati (almeno 2-3 ore di cammino a seconda del passo tenuto).

LA FIORITURA DELLA LENTICCHIA
Cosa aspettarsi?
Un tripudio di colori sull’altipiano che, a seconda della maturazione della lenticchia, vanno dal giallo, al rosso, per finire ad un magnifico azzurro. Considerando che la semina non è avvenuta nello stesso tempo sarà pertanto possibile vedere delle fasce di terreno gialle a fianco di altre rosse a fianco di altre azzurre il tutto con i ricami dei papaveri con il loro rosso intenso.
Venendo da Forca di Presta lo sguardo viene subito catturato dall'immagine di un’Italia che spicca sul fianco della montagna per effetto di una sapiente piantumazione della zona.
Naturalmente, non in tutte le stagioni il gioco dei colori della fioritura raggiunge il top, ma comunque lo spettacolo ripagherà ampiamente il visitatore per la fatica necessaria per arrivarci.

Curiosità

Girando per l’abitato di Castelluccio non sarà difficile trovare le scritte satiriche che fanno riferimento a fatti e persone del luogo. Molto più complicato interpretarle!

Note Dolenti

Il gioco dei colori stimola l’innata propensione di ciascuno di noi nel realizzare delle foto artistiche.
Occorre tenere però in considerazione che si tratta di un prodotto della terra seminato e lavorato con fatica dagli agricoltori del posto. In questo periodo la presenza di centinaia di turisti che invadono come cavallette i campi coltivati determina delle reazioni ai limiti della civiltà.
Nel mio caso, conoscendo il problema e facendo attenzione a non calpestare assolutamente il campo coltivato, ho però incontrato un cafone della peggiore specie. Capisco il nervosismo, ma il linguaggio scurrile in presenza di bambini piccoli, non è mai giustificabile.
Da evitare inoltre di andare alla festa della fioritura (quest’anno il 15 giugno), solitamente un po’ in anticipo sulla fioritura e senza attrattive particolari.

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