Trentino Alto Adige

La Strada del Vino

in viaggio con Leandro Ricci in Trentino Alto Adige

TERMENO – Borgo di origine romana, presenta diverse case signorili del XVI secolo che si affacciano su suggestive stradine. Degna di nota è la parrocchiale trecentesca, soprattutto per i cicli di affreschi dei sec. XIV-XV all’esterno e all’interno ma anche per l’imponente campanile di 86 metri, curiosamente unito alla facciata tramite un ponte.
CALDARO – Centro principale della “Strada del Vino”, sorge nelle vicinanze dell’omonimo lago ed è circondato di magnifici vigneti dai quali si ricava il già citato vino che ne trae il nome. Uno spazio scenografico e molto vivace è la piazza centrale, circondata da edifici rinascimentali ottimamente conservati e piacevole luogo di ritrovo, anche grazie ai tavolini dei numerosi locali che vi prospettano. Ma l’attrattiva decisamente più raccomandabile è il Museo del Vino (sito internet http://www.provinz.bz.it/volkskundemuseen/Wm_it_0.htm), ospitato nelle sale del Castel Montetondo. Una serie di strumenti per la lavorazione e di recipienti dai più umili ai più preziosi formano un percorso istruttivo attraverso duemila anni di storia della viticoltura. Ma le due maggiori curiosità sono un colossale torchio che da solo occupa un’intera sala e un manichino in grandezza naturale raffigurante il “saltaro”, secoli fa il guardiano al servizio del proprietario dei vigneti; nei due mesi precedenti la vendemmia, abbigliato con pelli di animali, in testa un serto di piume simile a quello degli Indiani d’America, al collo collane di denti e ossa, in mano bastone e schioppo, aveva il compito di allontanare gli intrusi dalle vigne, con le buone o con le cattive.
APPIANO – Centro storico attraente quanto Caldaro, con belle dimore cinquecentesche dalle tipiche finestre a sporto: molto originale la Casa von Vohlgemuth, divisa in due corpi collegati da un loggiato. Particolarmente fornita e meritevole di una visita è la Cantina Sociale. Una passeggiata a piedi di una trentina di minuti porta al dosso dominato dalle rovine del Castello di Appiano; è rimasta però in buono stato la cappella, decorata con affreschi duecenteschi di scene sacre e profane, mentre un’altra ala è stata restaurata e riconvertita a semplice ma piacevole posto di ristoro.
Allargando la visita ai dintorni ci si può sbizzarrire tra parecchi altri castelli, alcuni dei quali sono oggi alberghi di fascino: una citazione va a Castel Warth, fortemente scenografico per i suoi muri quasi completamente ricoperti di rampicanti e per la posizione alla sommità di un pendio di vigneti rigogliosi.
EGNA (NEUMARKT) – Pur non ubicata lungo la “Strada del Vino” propriamente intesa, ma giusto al di là dell’Adige di fronte a Cortaccia, Egna deve essere inserita in questo itinerario per l’analoga vocazione a frutteti e vigneti del suo territorio. Degno di nota è il nucleo medioevale, valorizzato dalle abitazioni dipinte di bianco, dalle belle insegne, dai suggestivi cortili e dai portici che caratterizzano i due lati della via Andreas Hofer, principale asse viario della cittadina. Proprio questo è lo scenario che, nel primo fine settimana di settembre, ospita le manifestazioni della Laubenfest (appunto Festa dei Portici) in un’atmosfera di grande coinvolgimento: se ancora non fossero sufficienti quelle elencate, una ragione in più per venire a passare qualche giorno da queste parti!

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