Trentino Alto Adige

Fra Val Passiria e Val Ridanna, splendido manifesto di Alto Adige

in viaggio con Sandra Boni in Trentino Alto Adige

26 luglio 2009
La mattina molto presto ci chiudiamo nelle nostre giacche e berretti di lana (temperatura vicina allo 0) e partiamo con un bel sole che sta lanciando riflessi dorati su tutto il paesaggio rendendolo, se possibile, ancora più magico. Si preannuncia una giornata luminosa.
Saliamo per un ripido sentiero in ombra fino alla Forcella Monteneve (2690 mt) e qui giunti si apre un panorama grandioso, ma che non è altro che un ricco antipasto di ciò che ci aspetta in questa lunga giornata. Passeremo gradualmente dalla Val Passiria alla Val Ridanna.
Scendiamo rapidamente nella valle sottostante la Forcella, cominciamo la serie dei guadi e le marmotte ci vengono a dare il buon giorno con i loro fischi e lasciandosi anche fotografare. Ora si riprende a salire per raggiungere il Passo dell’Erpice, ma prima costeggeremo uno dei tanti laghetti che incontreremo oggi con le acque dai colori incredibili, questo è di un blu lapislazzuli che passa gradualmente ad un blu notte, è circondato da sfasciume di calcare candido come neve che ne esalta il colore. Noi lo sfasciume lo attraversiamo e saliamo, saliamo fino ad arrivare al Passo dell’Erpice e tornare a 2693 mt.
Altro cambio di panorama, siamo nella valle superiore dell’Erpice e siamo circondati da vasti nevai che ancora resistono e che finiscono nell’immancabile coloratissimo laghetto che chiude la conca. Naturalmente il Peter Pan che è in tutti noi si scatena, gli scarponi diventano sci in una improbabile discesa e qualche palla di neve sfreccia, ed a volte si infrange, sulle nostre teste (o lungo le schiene). Siamo incantati: sole caldo, neve, cascate ovunque e roccia che brilla sotto i raggi luminosi, anche i più frettolosi sono costretti a fermarsi davanti a questo spettacolo.
Si riparte per iniziare a scendere, la valle si allarga e incontriamo un vasto pianoro che il recente disgelo e le innumerevoli cascate hanno trasformato in un “prato mollo”, cioè camminiamo su uno strato erboso intriso di acqua.
Più avanti altro panorama suggestivo costituito da meandri di acqua che si insinuano tra l’erba, la concentrazione di minerali di ferro disciolti colora l’acqua di rosso e complice il riflesso di un cielo terso e reso blu dall’aria di altra quota, abbiamo l’impressione di guardare un quadro impressionista con i colori che sfumano uno nell’altro in un cromatismo perfetto.
I sentieri di oggi sono lunghi e pieni di sassi, a volte non agevoli, ma quasi non ce ne accorgiamo, perché siamo continuamente attratti da qualche nuovo spettacolo. Prima di arrivare ai piedi della Vedretta Piana ad esempio, molto sotto di noi, compare un lago abbastanza ampio che sembra un turchese incastonato nelle rocce, o il lago precedente ancora circondato di neve le cui lingue, specchiandosi nell’acqua, formano una freccia che sembra indicarci la via.
Ultimo strappo in salita verso il Rifugio Vedretta Piana, poi si inizia la lunga discesa verso Masseria in Val Ridanna su un sentiero che merita tutta la nostra attenzione in quanto è a ridosso della montagna, con tante radici e sassi e soprattutto con un fiume che scorre impetuoso nella gola sottostante. Inoltre dopo tante ore di cammino la concentrazione diminuisce, mentre bisogna essere vigili fino all’ultimo metro.
Da lontano iniziamo a vedere la malga che troveremo alla fine della discesa, ma è piiiiiiiccola.
Dopo la necessaria sosta di rifornimento energetico a base di speck, imbocchiamo una strada bianca e in leggerissima discesa che ci porterà al paese di Masseria.
Almeno così credevo e invece si riprende un sentiero con radici, sassi ecc. ecc. tanto per finire in bellezza, dopo aver guardato il panorama da un balconcino naturale. ...continua il viaggio
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