Toscana

La Maremma toscana: Capalbio

in viaggio con Federico in Toscana

Consigliamo inoltre una passeggiata, preferibilmente in bicicletta ( vicini noleggi) nella vasta Riserva Naturale della Feniglia, gita questa particolarmente adatta ai bambini. Da Orbetello viene quasi naturale spingersi a visitare il Promontorio dell'Argentario, proteso nel mare e rivolto, con la sua costiera alta e rocciosa, verso l'isola del Giglio.Il paesaggio è veramente incantevole e spiccano i due centri di Porto S. Stefano e Porto Ercole (A.P.T. Porto S. Stefano 0564/814208) che offrono anche un tocco di mondanità e di "vita". Da Porto S. Stefano sono attivi i collegamenti con l'isola del Giglio ( da sola varrebbe un soggiorno di almeno una settimana; abbiamo solo il rammarico di averla potuta ammirare " al volo").
Un altro itinerario che consigliamo caldamente è quello che da Capalbio porta ,passando per Manciano ( da vedere il centro storico col bel panorama visibile dal Castello), a Saturnia, borgo prima etrusco poi romano e medievale accanto a cui sgorgano le calde e sulfuree sorgenti termali. Le cascate offrono uno spettacolo particolarmente emozionante nelle giornate fredde in cui i vapori provocati dal calore dell'acqua si diffondono creando effetti surreali; fare il bagno nella zona delle cascate, ove sono presenti delle vasche formate da concrezioni calcaree, è veramente suggestivo: peccato però che, dato l'affollamento sia quasi impossibile e non particolarmente igienico. Un' alternativa più sicura ma anche meno caratteristica è data dai grandi stabilimenti termali per cui Saturnia va famosa ogni dove. Da Saturnia si può poi proseguire verso San Martino sul Fiora e quindi verso la zona di Sovana, Sorano e Pitigliano. Queste tre cittadine sorgono in una zona tufacea particolarmente caratteristica e sono ricche di testimonianze etrusche (necropoli e "vie cave") e medievali. Descrivere appieno le bellezze di queste tre cittadine è impossibile in poco spazio: vi lasciamo la gioia di scoprirle passo per passo, documentandovi su quanto avrete la fortuna di ammirare e ricordandovi oltretutto le delizie gastronomiche che la zona riserva. (A Pitigliano viene prodotto tra l'altro un ottimo vino bianco D.O.C. che prende appunto il nome della cittadina, acquistabile presso la Cantina Cooperativa di Pitigliano, a pochi passi da Piazza Petruccioli.) Da Pitigliano è poi possibile tornare a Caparbi portandosi nuovamente sulla strada per Manciano.
Una terza gita che consigliamo porta da Capalbio, attraverso i piccolissimi centri di Pescia Fiorentina e Pescia Romana ( nelle vicinanze la curiosità del Castello dei Tarocchi, sorta di opera d'arte all'aperto composta da sculture moderne e visitabile solo su appuntamento), a Montalto di Castro e quindi a Tarquinia famosa per le sue necropoli etrusche poste a circa due chilometri dal centro, che sarebbe a sua volta affascinante se non fosse circondato dalle brutture dell'edilizia "moderna" degli anni 60-70. La visita alle tombe ipogee, ( 0766 856308)che sono protette da un sistema a vetri che permette di controllarne l'umidità interna, è veramente affascinante se siete appassionati di archeologia o se solo semplicemente vi affascina il mistero degli Etruschi. Da Tarquinia consigliamo poi di portarsi nella zona di Tuscania, (uff. turistico: 0766 436371) forse il paese più affascinante della Tuscia. La passeggiata nel centro storico di Tuscania riserva incontri ravvicinati con Chiese medievali e rinascimentali, testimonianze etrusche raccolte presso il Museo Archeologico (0766 416209) ed antiche torri medievali. Attenzione, fuori dalle mura di Tuscania vale sicuramente la pena di visitare le due chiese di S. Pietro e di S. Maria Maggiore, testimonianza splendida dello stile romanico. Da Tuscania consigliamo poi di prendere la strada per Canino (fermarsi all'Oleificio Sociale per acquistare dell'ottimo olio) e quindi proseguire per Vulci dove in località Ponte dell'Abbadia è da non perdere il Museo Archeologico Nazionale di Vulci, ospitato nel bellissimo Castello dell'Abbadia. (0761 437707)
A Vulci è anche visitabile un'oasi del WWF (0766 897015) importante perché tutela le acque del fiume Fiora, uno dei pochi ambienti in Italia in cui sopravvive la lontra. Da Vulci si torna a Montalto e quindi a Capalbio.
Siamo consci d'avere dato informazioni piuttosto stringate: d'altra parte le possibilità e le attrattive di questa zona sono tali e tante da non poter essere "compresse" in un breve resoconto: se qualcun altro vuole dare il suo contributo ...

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