Viva San Corrado!
in viaggio con Federico in Sicilia
Introduzione
Una bella lezione per due “nordofili” come noi, sempre alla ricerca delle scogliere ventose, delle luci del Nord e del fresco nel bel mezzo dell’estate: per colpa delle tonsille di mia figlia, che sembrano due palline da golf, di qualche mal di gola di troppo e dei consigli della pediatra, eccoci nel Meridione che più Meridione non c’è, solo una volta in precedenza provato (e apprezzato) in tanti anni di viaggi-vacanza.
Il risultato? Ne sono entusiasta, entusiasta dei posti, della gente, del mare e dell’arte, della cucina; perfino il clima, a cavallo tra agosto e settembre, è stato molto meglio di quanto temessi, soprattutto nella zona occidentale della Sicilia, dove il caldo secco e ventilato non è stato per nulla un problema.
D’altronde, sapevo che non poteva essere diversamente, per luoghi di tale fascino e fama.
Per carità, l’anno prossimo si torna “in su”, a beccare un po’ di umidità, ma che bella, la Sicilia!!
Clima
Abbiamo trovato clima secco e ventilato all’ovest, mentre molta più umidità, aria meno tersa e caldo più fastidioso all’est; avendo un’esperienza più che limitata, non ne avrei certo scritto, ma dato che mi è stato detto che questa differenza è abbastanza una costante, la riporto, con la dovuta cautela.
Come spostarsi
Questa volta abbiamo rinunciato alla classica soluzione del Fly & Drive, tante volte sperimentata: siamo approdati in Sicilia in pompa magna arrivando dal mare, a bordo della lussuosa “Superba”, della flotta Grandi Navi Veloci ( Traghetti nel Mediterraneo ). Sì, non avendo mai viaggiato in nave, abbiamo scelto di provare un’esperienza nuova, che ci permettesse tra l’altro di poter disporre della nostra macchina e di avere maggiore spazio per il bagaglio. Dal punto di vista economico la soluzione non era del tutto conveniente: abbiamo speso circa 900 euro per andata e ritorno di tre persone con autovettura, e sistemazione in cabina tripla interna (NB. Le cabine quadruple, triple, doppie o singole sono perfettamente identiche: due letti, altri due “a scomparsa”, un armadio e un bagnetto, quello che cambia è semplicemente il numero degli occupanti). La tariffa era superiore a quelle ottenibili con volo low-cost Wind-Jet e noleggio auto, inferiore invece prendendo in considerazione altre compagnie aeree.
Il tragitto viene coperto in circa 20 ore, dalle 21 alle 17 del giorno successivo; tempo per stufarsi non ce n’è, anche perché la sera passa alla scoperta della nave ed il giorno successivo dura solo fino alle 15 circa, quando i passeggeri sono invitati a radunarsi presso i punti prestabili per organizzare lo sbarco. Le navi sono belle e lussuose, decisamente, mettono a disposizione piscina e idromassaggio, cinema, sala giochi, piano bar e animazioni varie, con un programma fin troppo fitto. Purtroppo, abbiamo constatato come la nave su cui si capita sia particolarmente importante, vista la differenza enorme di qualità e servizi tra la “Superba”, che ci ha portati all’andata, e la nave che ci ha accompagnati nel ben più triste ritorno (ho scordato anche il nome), nettamente peggiore quanto ad ambienti e qualità del servizio.
Altra nota stonata hanno rappresentato per noi le complesse procedure di imbarco e sbarco, che comportano tempi, disagi e fatiche secondo me eccessivi per chi abbia pagato un biglietto tutt’altro che economico.
Tirando le somme, se penso all’andata consiglio alla grande la scelta della nave, una vera e propria tappa della vacanza che va ben oltre il semplice trasferimento, se penso al ritorno, rimpiango il mio vecchio fly&drive.
Vengo alla Sicilia. Innanzitutto, una buona notizia: le autostrade non si pagano, salvo qualche tratto (per noi, da Giarre a Taormina). Per il resto, abbiamo trovato traffico scarso nelle zone extra-urbane, con percorrenza decisamente tranquilla, anche se inevitabilmente abbastanza lenta. Nettamente diversa la situazione tra il “far-west” trapanese (inteso semplicemente come estremo Ovest) ed Est dell’Isola, dove le strade sono meglio tenute e la segnaletica addirittura presente…
Per quanto riguarda le città, e soprattutto Palermo (mi dicono che per Catania valga lo stesso), direi che il traffico è già più un problema, anche se mi aspettavo ingorghi ben maggiori, dopo aver sentito in tante occasioni racconti drammatici di situazioni invivibili. Tutto sommato, ho trovato il solito traffico eccessivo, tale e quale alle intasate città del Nord. Ben diverso, invece, è il “tipo” di traffico che si incontra: luoghi comuni a parte, le regole della viabilità sono ben poco rispettate, se esistono. La gente del posto dice che si tratta di un “gioco di sguardi”, nel senso che agli incroci si decide chi passa in base a rapide intese fatte di occhiate; niente di drammatico, comunque, ne sono uscito indenne con relativa tranquillità, il problema maggiore semmai erano i motorini che, per essere visti, hanno la buona abitudine di procedere al centro della carreggiata…
Altra nota molto ma molto dolente: il parcheggio. Non ci credevo, ma è proprio così: a Palermo non c’è posto per parcheggiare. Non è che si trovi difficilmente, proprio non c’è!! Per quanto mi riguarda, me la sono cavata con le indicazioni dei nostri ospiti dell’agriturismo: la prima, non molto regolare ma indubbiamente efficace, consiste nel parcheggiare all’interno della cittadella universitaria, giusto a ridosso del centro, approfittando della scarsa attenzione delle guardie ai cancelli; l’altra, trovare un buco nell’unico parcheggio centrale che esiste, il cosiddetto Parcheggio Ungheria dove, incredibile a dirsi, si può trovare posto a pagamento come in qualsiasi città del mondo!
Dove alloggiare
Abbiamo soggiornato in due agriturismo, uno in provincia di Trapani e uno nell’entroterra siracusano.
Il primo è l’Agriturismo Case Colomba (Case Colomba ) a Buseto Palizzolo (Tp), posto nel mezzo delle colline che si trovano grosso modo sotto il capo di San Vito, appena a sud della strada n.187 che congiunge Castellamare con Trapani. ...continua il viaggio

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