Sicilia

Prima volta in Sicilia: Palermo e l’ovest

in viaggio con Bruna Barducci in Sicilia

Introduzione

Primo incontro con la Sicilia: nove giorni tra Palermo, Agrigento… e tutto quello che riusciamo a vedere nell’“angolo occidentale” di questa splendida isola. Archeologia e arte, ma anche un piccolo tentativo di “viaggio nella memoria” della storia recente di questa parte d’Italia, ovvero quella scritta dalle vittime della mafia. Il tutto con un compagno inseparabile: il meteo pazzerello!

Itinerario

7 ottobre 2011
La nostra avventura sicula inizia con qualche disappunto: l’aereo parte da Rimini con oltre due ore di ritardo! Il volo si svolge senza problemi particolari nonostante le molte nuvole… peccato però che atterriamo a Palermo che è quasi buio e col cielo nuvoloso (promette pioggia!) fa buio ancora prima. Quindi vediamo la grande roccia ed il mare sconfinato tra cui si trova incastonato l’aeroporto… ma il tempo di recuperare i bagagli ed usciamo che è già buio pesto.
Con il pullman (Prestia & Comandè) raggiungiamo il centro in circa 45 minuti: passiamo naturalmente per Capaci, proprio sotto la montagna dove Brusca premette il pulsante che spezzò la vita del Giudice Falcone e della sua scorta, passiamo per l’autostrada che costeggia il mare, e poi attraversiamo il centro “nuovo” lungo Via della Libertà, con tanti negozi di “griffe”, e poi il Politeama, il porto, la Cala ed alla fine raggiungiamo la stazione centrale.
A poca distanza, in Via Garibaldi, si trova il nostro B&B “O’ Scià”, dove ci accoglie una simpatica signora che ci consiglia di andare a cena alla trattoria “Da Salvo” dove fanno ottimo pesce. Dice che non sa dirci la via (perché lei è di Catania, suo marito ed i suoi figli sono di Palermo!) ma è in piena Kalsa. Poco dopo mi chiama Hakon, il nostro faro nella nebbia che con i suoi consigli su CSS ci ha aiutato non poco, e ci consiglia altri locali in Piazza Marina. Crediamo di seguire le sue indicazioni per andare in Piazza Marina ma lungo Via Alloro non ci raccapezziamo più… finché non ci troviamo davanti a tante luci e tanta gente, dietro le quali ci appare la Trattoria Da Salvo! Sarà stata la buffa coincidenza di aver trovato quel che non si cercava ma di cui ci avevano parlato… sarà stato l’aver visto in mezzo alla strada un panzone col grembiule che cuoceva grigliate sontuose… ma ci fermiamo all’istante! E così ci gustiamo una strepitosa grigliata mista con aggiunta di impepata di cozze.
Dopodichè riprendiamo a girare senza meta o quasi per la Kalsa e dintorni. È praticamente questo il nostro primo incontro con Palermo, una sorta di vero e proprio appuntamento al buio, visto che è notte e l’illuminazione è scarsa, giusto quella di alcuni localini alternativi zeppi di giovani. La gran parte di case, palazzi, negozi sono ovviamente chiusi e spenti… ma ciononostante vedo quello che un po’ mi aspettavo da questa città: un affascinante mix di splendore e decadenza, di bellezza e degrado. In alcune vie passiamo davanti a veri e propri bassi, da cui provengono pianti di bambini, odori di cucina e di umidità, con arredamenti miseri che si intravedono dietro le tende. E magari a pochi metri c’è un palazzo splendido da poco restaurato e ancora più in là una casa che pare bombardata pochi giorni prima.
Con non poca fatica ritorniamo al B&B: quando sono in una città sconosciuta ho la classica deformazione da città romana… ovvero sono sempre convinta che ogni città sia a reticolato romano: cardo/decumano e via andare… in un mondo di angoli retti non ci si perde mai! E invece conviene capire subito che a Palermo, e di certo nella Kalsa, non esiste un solo angolo retto!

8 ottobre 2011
Durante la notte c’è stato un mega temporale con acqua davvero a catinelle. Speriamo che la pioggia si sfoghi stanotte e ci grazi di giorno! E infatti al mattino il cielo è grigio ma poi va aprendosi sempre più. Facciamo una ricca colazione servitaci con tanto di condimento di chiacchiere della signora Angela ma anche con le due nostre nuove amiche: la Iris, una specie di pagnotta dolce ripiena di ricotta e poi impanata e fritta, e la Bomba, una specie di krapfen ugualmente farcito di ricotta… entrambe deliziose, anche se ci costeranno parecchie migliaia di passi (ma tanto abbiamo il contapassi!).
Partiamo quindi in direzione Palazzo dei Normanni, attraversando il quartiere dell’Albergheria, non molto diverso dalla Kalsa quanto a degrado e desolazione, e naturalmente il mercato di Ballarò, con invitantissimi e coloratissimi banchi di frutta, pesce e cibo di strada. Ma noi, avendo appena mangiato le bombe, non possiamo favorire!
Prima del Palazzo dei Normanni, però, visitiamo la Chiesa (sconsacrata) di San Giovanni degli Eremiti, con le tipiche cupole rosse, bell’esempio di architettura arabo-normanna. Per entrarvi il biglietto costa 6 euro, francamente troppi visto che non vi è nulla all’interno e la sua bellezza è solo all’esterno; va detto però che il chiostro è assolutamente delizioso, un vero angolo di pace fatto di palme, fichi d’india e cactus, mentre attorno sfreccia un traffico indiavolato.
Poi dopo una breve attesa in fila alla biglietteria entriamo nel Palazzo dei Normanni. Al primo piano la vera meraviglia: la Cappella Palatina. È una cappella completamente ricoperta di mosaici dorati, che raffigura scene del Vecchio e del Nuovo Testamento e della vita dei Santi Pietro e Paolo. È stata fatta costruire a metà del 1100 dal re normanno Ruggero II ed oltre ai mosaici ha un bellissimo soffitto a cassettoni ed a “muqarnas”, una specie di “stalattite” di legno decorato tipica dell’arte araba. Davvero da lasciare senza parole. ...continua il viaggio

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