La Festa della Madonna del Soccorso a Sciacca
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Sciacca è un comune di circa 45.000 abitanti della provincia di Agrigento. È una città di mare, turistica e termale. Ricca di monumenti, chiese e notevoli eminenze di architettura civile, è nota fra l'altro per il suo storico carnevale.
Sciacca si trova sulla costa sud-occidentale della Sicilia tra le foci del fiume Platani e Belice; ad est s’innalza il Monte San Calogero alto 386 metri, alle cui falde scaturiscono, per un percorso di circa sei chilometri, le acque termali per le quali la cittadina è giustamente rinomata.
Il culto di Maria Santissima a Sciacca ha antichissime tradizioni. Il culto della Madonna sotto il titolo del Soccorso incominciò nel 1432.
Arrivò a Sciacca per mare e fu portata in chiesa dai giovani marinai, dando cosi origine al privilegio, che questa categoria ha tuttora, di portare il simulacro nelle processioni.
Nel Novembre del 1625 si manifestò a Sciacca l'epidemia di peste che aveva avuto inizio, in Sicilia, l'anno precedente. Grande fu la mortalità e numerosissimi i casi di malattia; la popolazione venne decimata. A nulla valevano le medicine e le penitenze, il ricorrere ai Santi invocandone il patrocinio.
Si pensò allora di ricorrere alla Vergine del Soccorso: il 2 febbraio 1626, giorno della purificazione di Maria Santissima, i Giurati di Sciacca, il capitano d'armi Orazio Strozzi, il clero ed il popolo, nella Chiesa Madre, implorando la cessazione della peste, elessero Maria Santissima del Soccorso Patrona principale della città. Promisero in modo solenne di portare il suo simulacro "per sempre e irrevocabilmente" in processione il 2 febbraio di ogni anno.
La sacra immagine venne tolta dal suo altare nella Chiesa S. Bàrnaba e, posta su un fèrcolo, fu portata in processione di penitenza per le vie della città. "Viva Maria! La grazia è fatta!" grida la folla e l'eco gioioso si spande per tutti i rioni della città, dove il grido viene ripetuto da mille e mille petti, mentre le campane suonano a festa e le artiglierie dei baluardi cominciano a sparare a salve.
La peste cessò e fu celebrato nella cattedrale il solenne ottavario durante il quale furono messe ai piedi della Madonna le chiavi della città. Le chiavi di argento dorato che ora si vedono pendere dall'aurea cintura della sacra immagine, ricordano l'avvenimento ed in memoria della "fumata" che segnò la cessione della peste.
Tuttora, durante la processione del 2 febbraio, quando la sacra statua arriva nella piazza del mercato, viene bruciata una grande quantità di incenso in una conca di rame.
Il voto fu confermato il 1 aprile 1644: Filippo IV prescrisse ad ogni città del suo regno di eleggere a propria patrona la Vergine Santissima sotto il titolo di maggiore devozione.
L'incoronazione avvenne in forma solenne il 9 febbraio 1751 nella Chiesa Madre dove la statua stette fino al 18 dello stesso mese, giorno in cui fu riportata alla sua chiesa di S. Agostino.
Il 13 e 18 gennaio la terra tremò varie volte violentemente e i cittadini atterriti chiesero che la statua della Patrona venisse portata in una chiesetta di legname costruita vicino al Calvario monumentale che sorgeva dove ora è la Villa comunale. La folla raccolta fuori dalla Chiesa cominciò a gridare al miracolo e l'entusiasmo raggiunse il culmine quando si affacciò alla porta della Chiesa il padre guardiano di S. Francesco mostrando il pannolino bagnato dal sudore che fuoriusciva dalla statua della Vergine Maria. ...continua il viaggio

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