I Sensi della Sardegna
Viaggio di:
Vicky & ManuData viaggio: Settembre 2004
Proprio perché ha un ruolo dominante nella nostra vita, non potevamo far partire che da lei la nostra piccola e semplice analisi; già, perché la Sardegna prima di tutto di vede.
Si vede dalla nave, dal ponte o dai piccoli oblò di una Moby "Fantasy" non certamente impeccabile come pulizia e comfort, si vede attraverso sartie e gomene o antenne radio e satellitari; la si intravede, all'inizio, lontana, scambiandola per uno strano effetto ottico o per nuvole all'orizzonte, ma dopo un po' si comincia a scorgerne il profilo frastagliato delle coste rocciose per passare, avvicinandosi, a capire quali siano le forme dei paesi e delle città, i confini fra boschi e pascoli, la roccia calcarea ed il granito rossastro che sembrano formare un gigantesca scacchiera.
E poi si vede il porto, quello di Olbia, nascosto e protetto dal piccolo e scosceso rilievo dell'isola che lo fronteggia, il nostro approdo dopo ore di mare e di onde (purtroppo molte e molto alte…), la meta temporanea e l'inizio dell'altra parte del nostro viaggio, quello in moto attraverso il cuore dell'isola per arrivare in un piccolo paese,
Cardedu, sconosciuto ai più e fuori dalle più famose mete del turismo VIP, posto grosso modo a metà della costa tirrenica.
Accanto alla strada che percorriamo il paesaggio muta in continuazione, il mare e la vegetazione che grazie a lui riesce a sopravvivere lasciano il posto ad una specie di brulla campagna western dove solo cactus, fichi d'india e piccoli cespugli riescono ad interrompere il rosso colore della roccia della terra riarsa che domina; più avanti, salendo costantemente di quota, la vegetazione sfrutta il clima un po' meno arido per fare nuovamente capolino fino a raggiungere il suo culmine negli splendidi pendii dei monti del Parco Nazionale del Gennargentu coperti di verdissimi boschi e da una ricca vegetazione.
Ma la Sardegna è per noi turisti/viaggiatori soprattutto mare, ed è al mare che torniamo dopo aver passato le montagne e le colline del centro dell'isola, un mare che non delude: limpido, azzurro e blu ma… diverso.
Diverso dalle solite cartoline, diverso dal mare della Costa Smeralda, da quello di Stintino, da quello di Baia Chia o di Villasimius; un mare che sembra "normale", che non affascina subito, al primo impatto, un mare che deve essere scoperto per poter essere apprezzato.
Qui la roccia è granitica e non calcarea, in altre parole è rossa e non bianca e quindi non riesce a riflettere la luce e a mettere in risalto le mille sfumature di azzurro che rendono famose altre spiagge; è però un mare unico, un mare ricco di vita a tal punto da permettere di osservare in tranquillità branchi di pesci (saraghi in prevalenza) nuotare indisturbati vicino a riva o agli scogli, da consentire di scorgere nascosti e mimetizzati fra gli scogli polpi, o ancora talmente limpido da permettere di non capire in qualunque punto quanto sia profondo il fondo marino.
E' anche un mare vero, un mare che nel pomeriggio si rinforza grazie al vento che comincia a soffiare dal largo e gonfia un po' le onde e fa sentire forte la sua voce.
Ed accanto al mare, simbolo della "Sardegna visiva" non possono essere che le cale, le piccole insenature, i piccoli ripari sabbio o ghiaiosi fra gli scogli che fanno da sfondo ad indimenticabili fotografie (reali o mnemoniche che siano). Dedicheremo più avanti una parte del nostro racconto alla descrizione in dettaglio delle spiagge visitate, in ogni caso è non possiamo non anticipare quanto sia stato bello spostarsi ogni giorni di pochi metri o di qualche chilometro e trovare sempre uno scorcio nuovo, un ambiente diverso, un giornaliero rifugio adatto di volta in volta a tutti, ragazzi, adulti o bambini. Rocce da cui tuffarsi nelle acque cristalline, sabbie finissime, minuscoli sassolini, lunghe rive attrezzate e anfratti riparati raggiungibili solo dopo una bella passeggiata: ci sono cale per ogni esigenza e per tutti i gusti e forse la cosa migliore è quella di non limitarsi alla "solita" spiaggia, ma cercare sempre qualcosa di nuovo… ogni volta è una sorpresa.
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