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La “Carrese” di San Martino in Pensilis

Viaggio di: Ci Sono Stato
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San Martino in Pensilis è un paese di circa 4800 abitanti, situato a 281m dal livello del mare. È uno degli 84 comuni della provincia di Campobasso che, insieme ai 52 della provincia di Isernia, costituiscono la regione Molise.
A San Martino vengono coltivati grano, barbabietole, girasoli, ed è ricco di grandi distese di ulivi e vigneti, che producono vini esportati in tutto il mondo.
I prodotti tipici che caratterizzano il paese sono i torcinelli di interiora d'agnello attorcigliati da budella e cotti alla griglia, e la pampanella, carne di maiale con perperoncino dolce e piccante cotta al forno. Inoltre è famosissima la pasta con la mollica che viene mangiata per tradizione con le mani il giorno di San Giuseppe. Gli altri primi piatti tipici sono la pasta alla chitarra (nome derivato dallo strumento usato per la sua preparazione, simile ad una chitarra), i cappelletti, i cecatelli e le tacquenelle (taccozze). I dolci tipici sono: la pigna, panettone rivestito di zucchero cotto preparato in occasione della Pasqua; i mostaccioli, le caragnole, le screppelle e i cavicioni.
Oltre alla Carrese, che si svolge ogni 30 Aprile, e la festa patronale di San Leo il 2 Maggio, a San Martino si festeggiano con manifestazioni tradizionali e grande partecipazione San Biagio il 3 Febbraio, San Giuseppe il 19 Marzo, Sant'Antonio il 13 Giugno e San Donato il 6 Agosto.
San Martino fa parte dell'Associazione Nazionale Città dell'Olio

LA CARRESE
La tradizionale Corsa dei Carri trainata dai buoi, detta anche Carrese, deve la sua origine al ritrovamento delle Reliquie del Santo Patrono di San Martino in Pensilis San Leo.
Il Santo nacque nel villaggio fortificato di Cliterniano, intorno all’anno Mille, da nobile famiglia. Fu educato secondo principi cristiani indirizzati all’amore verso il prossimo e verso Dio. Si fece monaco dell’ordine di San Benedetto ed entrò nel convento di San Felice, non molto distante dal luogo ove era nato.
Nel convento predicò il Vangelo e fece esercizio di virtù applicando la regola “ora et labora”; per tali motivi il Signore lo rese conosciuto con i miracoli: questi fecero sì che le popolazioni della zona del Cliterniano ed il Vescovo di Larino del tempo lo proclamarono “Santo” subito dopo la sua morte, che avvenne il 2 Maggio di qualche anno dopo il Mille. Fu sepolto sotto l’altare della Chiesa del convento di San Felice ove stette per circa un secolo.
Un giorno, tra l’anno 1154 e l’anno 1182, a seguito di una battuta di caccia del Conte di Rotello, Roberto di Bassavilla, e di altri nobili della zona, il Corpo del Santo fu ritrovato e portato in “processione” su un carro trainato da buoi, con l’accompagnamento del Clero e del popolo, nella Chiesa di Santa Maria in Pensili di San Martino.
La memoria del Santo era diffusa e forte nella tradizione dei sammartinesi. Presto, perciò, questi sentirono il bisogno di adorarlo con pellegrinaggi nei luoghi ove era vissuto ed ove erano state ritrovate le Sue Reliquie. ...continua il viaggio »

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