Lombardia

31 Ottobre, notte controversa

in viaggio con Ci Sono Stato in Lombardia

Sia ben chiaro, sono un profondo sostenitore delle tradizioni locali, del pericolo della omogeneizzazione degli usi, se si vuole anche un po' contro la globalizzazione, visto che ormai è assolutamente richiesto di schierarsi dall'una o dall'altra parte. Ma il discorso della progressiva scomparsa delle nostre tradizioni e del senso di comunità locale, tristissimo aspetto della società superficiale e schizofrenica di oggi, non va per forza allargato ad Halloween, i motivi sono altri e purtroppo ben più profondi.
Certo, la festa è commerciale, come d'altro canto ogni cosa ormai, è un'occasione in più per farci spendere, anche se niente al confronto degli italianissimi S.Lucia, Befana, Carnevale stesso.
Qualche anno fa ho avuto la fortuna di passare un ottobre negli States, in particolare negli stati del New England, dove la festa è sentita nei suoi connotati tradizionali. E' allora che mi sono innamorato di Halloween: ho visto le case di legno del New Hampshire decorate con fantasmi appesi agli alberi e ragnatele sotto il portico, le distese di zucche in vendita negli stores del Vermont, l'atmosfera tenebrosa del Maine; ho visto i bambini mascherati, allegri e dolcissimi, passeggiare alla ricerca di qualcuno che contribuisse a riempire di dolcetti la loro borsa; e ho visto che la tradizione si mantiene viva con le piccole cose, anche una cassetta di mele rosse fuori dal negozio è una bellissima decorazione, non c'è una corsa paranoica agli acquisti degli addobbi migliori, niente a che vedere con il business del Natale, tanto per intenderci.
E' l'atmosfera che si respira a rendere l'ambiente incantato: nel paesaggio multicolore dell'Indian Summer, si respira uno strano mix di mistero, storie paurose nelle serate buie, individui mostruosi in agguato dietro l'angolo, e il contrario di tutto questo, o meglio la sua estremizzazione con lo scopo di sdrammatizzare tutto nello scherzo.
Se vogliamo vedere, Halloween è innanzitutto una festa dei bambini: li aiuta ad esorcizzare nel gioco la paura, lasciamo perdere storie di morti che escono dalle tombe, non c'entrano niente.
Io dico che abbiamo l'opportunità di aggiungere una tradizione nuova al nostro calendario, troppo povero in tal senso; una tradizione che diverta i bambini e consenta a noi grandi di stare loro vicini in un'atmosfera allegramente cupa.
Quindi, se riusciamo a dedicare del tempo a scavare e intagliare una zucca e a giocare con i nostri bimbi con fantasmini e zucche illuminate, se abbiamo il tempo di creare un menu originale a base di zucca per una cena illuminata da candele sparse per la stanza, ben venga la festa Halloween, a patto che non ce ne appropriamo indebitamente trasformandola nella fiera e nell'esaltazione dell'occulto, altrimenti la roviniamo del tutto.
E allora… Trick or Treat? O, meglio, Dolcetto o Scherzetto?

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