Trekking alle Cinque Terre
16 maggio 2004
Ci svegliamo con calma, il paese è un gioiello in quanto a pace e silenzio. Dalla finestra del nostro soggiorno possiamo ammirare l’abitato di San Bernardino.
Mentre io preparo il tè, Michela e Roberta fanno un salto a comperare la colazione. I negozi sono aperti e un bel croissant fresco ci fa proprio gola! Finita la nostra tranquilla colazione, sistemiamo i nostri zaini e ci incamminiamo senza prima essere tornate al belvedere per ammirare la vista sulle scogliere e sul golfo con la luce del sole. Restituiamo la chiave alla signora Mariangela, compriamo della focaccia e della frutta per il pranzo e ci incamminiamo verso la chiesa del paese (la chiesa di San Pietro).
Oggi percorriamo un sentiero che da Corniglia ci porta sull’Alta Via, che percorreremo per un lungo tratto in direzione sud e lasceremo in prossimità della Sella della Croce per scendere a Riomaggiore. Anche oggi abbiamo stimato un 3-4 ore di cammino.
Il nostro primo sentiero, il numero 7/a, parte infatti di fianco alla chiesa di San Pietro, che oggi è tutta addobbata per un’imminente matrimonio, e non solo quella, pure la via che porta alla chiesa è tutta addobbata con i soliti manifesti per dissuadere i due sposi.
Il sentiero sale in fretta lasciandosi Corniglia alle spalle. In alcuni punti, dove la vegetazione non è tanto fittasi può ammirare un fantastico panorama su Corniglia e dintorni, tant’è che mi diletto a fare parecchie fotografie. La vegetazione è sempre fatta inizialmente dalla macchia mediterranea che poi lascia spazio al bosco di ulivi, betulle e castagni.
In prossimità del punto in cui il sentiero incrocia la strada asfaltata siamo raggiunte da una signora francese che non se la cava troppo bene con la lettura delle cartine, tant'è che più volte ci interpella e tutte le volte non azzecca la nostra esatta ubicazione. In ogni caso fino al Prato del Monte, dove finisce il sentiero 7/a e si collega al sentiero 1, facciamo la strada insieme, poi noi proseguiamo verso sud e lei verso nord, da qualche parte sarà pur arrivati, chissà se dove voleva...
Prato del Monte, circa un’ora abbondante di cammino da Corniglia, è un piano immerso nel verde dove a parte i cartelli segnaletici dei vari percorsi e un bel pezzo di prato rovistato dal cinghiale non c’è null’altro da segnalare. Prendiamo quindi il sentiero 1 in direzione di Portovenere; il sentiero prosegue pianeggiante per alcuni tratti, in lieve discesa in altri, ancora in lieve salita in altri e in altri ancora sale decisamente.
Stando alla cartina oltrepassiamo Aia del Cane (punto di incontro di altri sentieri) ma che non presenta nessuna segnalazione degna di nota. Camminiamo nel bosco, nel silenzio e nella quiete del bosco rotto solo dal canto degli uccelli, in taluni tratti il sentiero perde di vista la costa e offre invece una vista sull’entroterra di questa regione. Oltrepassiamo, senza accorgercene, e dire che avevamo scelto questa destinazione come punto per fare pranzo, il Menhir di Monte Capri. Questo Menhir, noi non lo abbiamo visto, o eravamo troppo impegnate a camminare e chiacchierare o la segnaletica è proprio scarsa e ci è sfuggito. Fatto sta che ce ne accorgiamo che siamo quasi a Sella della Croce e di tornare indietro, con 'sto caldo, non se ne parla proprio. Così ci cerchiamo un bel posticino nel bosco e pranziamo sedute su un tronco.
Oggi a differenza di ieri, abbiamo incontrato qualche persona in più e anche dei ciclisti in mountain-bike, forse perché è domenica. Non ci aspettavamo però, una così bassa affluenza su questa via!
Da Sella della Croce imbocchiamo il sentiero 01, detto la Via dei Mercanti, che ci porta direttamente a Riomaggiore. La Via dei Mercanti è così chiamata perché veniva usata dai mercanti per trasportare la merce fin al paese. Si tratta di un sentiero in alcuni tratti abbastanza ripido e stretto. La mia guida riporta infatti che i mercanti la merce la dovevano portare loro stessi perché in taluni punti il sentiero è talmente stretto che i muli non passavano. Anche sul fronte fauna, l’unica specie che ammiriamo oggi sono le lucertole, niente gheppio o poiana come citava la guida e tanto meno, con 'sto caldo, la salamandra.
Quasi giunti a Riomaggiore il sentiero attraversa la strada asfaltata che collega i diversi paesi, e qui va detto che, anche se ci sono le strisce pedonali, questo attraversamento posto subito dopo una curva non è dei migliori visto che non si ha nessuna visibilità sulle macchine che stanno per arrivare! In ogni caso, incrociamo le dita e attraversiamo!
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