Stai viaggiando in Liguria con Anna M.

Trekking alle Cinque Terre

Viaggio di: Anna M.
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A questo punto imbocchiamo il sentiero numero 1, l’Alta Via, segnalato dalle tacche rosse e bianche tipiche dei sentieri di montagna, che fino al colle di Gritta è in discesa e coincide esattamente con la strada asfaltata. Nonostante non transitino molte macchine non è affatto divertente procedere sull’asfalto.
Velocemente raggiungiamo, quindi, il colle di Gritta (330 m.) dove troviamo un altro ristorante.
A questo punto il sentiero procede di nuovo nel bosco salendo. Praticamente recuperiamo parte della quota persa scendendo al colle dal santuario. Per un tratto, è possibile vedere (dove la vegetazione non è tanto fitta) il golfo e la zona di Levanto, oltrepassiamo quindi il Monte Rossini e giungiamo in prossimità del colle del Bagari, ultimo punto da cui si vede il golfo di Levanto.
Arrivati sul colle, procediamo sempre sul sentiero numero 1, passiamo sotto la vetta del Monte Vè e dopo un tratto molto panoramico arriviamo fino all’incrocio del sentiero 1 con il sentiero 10. Questo è forse il tratto del sentiero più bello. Si cammina in falso piano e si gode di una bella vista sul golfo di Monterosso e di tutte quante le Cinque Terre.
Come detto lasciamo il sentiero 1 che prosegue in direzione di Levanto e prendiamo il sentiero 10 e in niente giungiamo presso la Sella di San Antonio (314 m) dove ci sono i ruderi della chiesa di Sant’Antonio Abate. Si tratta di punto molto panoramico e affollato per via della presenza di una scolaresca. Veramente questo è l’unico tratto in cui abbiamo incontrato delle persone, per tutto il resto della giornata abbiamo goduto di questi sentieri in perfetta solitudine. Non abbiamo incrociato una sola persona e dire che sul treno e alla stazione c’era moltissima gente, taluni anche attrezzati da veri e propri trekker. Ma... chissà dove saranno andati!
Infine scendiamo, imboccando il sentiero 10 che da Punta del Mesco ci riporta a Monterosso. Anche questo sentiero in quanto a ripidezza si difende bene, ci sono anche dei gradini in pietra progettati per Sansone tanto sono alti.
Soddisfatte del giro appena concluso ci rilassiamo sulla spiaggia, l’acqua è fredda ma è lo stesso un sollievo per i nostri poveri piedini.
Per il pernottamento abbiamo scelto un posto a Corniglia, località da dove partirà il sentiero che prenderemo domani. Corniglia è il terzo paese andando verso sud. Sono le 18 e abbiamo proprio voglia di andare a farci una doccia e sistemarci per la sera, ci rechiamo in stazione, comperiamo il biglietto del treno (1,20 €) e attendiamo il primo treno che ci porta a Corniglia, e come volevasi dimostrare... viaggia con circa 10 minuti di ritardo!
Dalla stazione, per raggiungere l’abitato di Corniglia che domina il mare dai suoi 90 m. di altezza, ci sono tre alternative, fare una simpatica scalinata che conta 377 scalini detta la Lardariana, percorrere la strada asfaltata per circa un chilometro oppure prendere un pulmino che offre un servizio navetta. Optiamo per la seconda, di scalini ne abbiamo già fatti troppi mentre il pulmino è più pieno di un tram a Torino in orario di punta. Così ci incamminiamo a piedi per la strada e in breve tempo siamo in paese. Corniglia è un borgo a tradizione agricola, questo lo si può dedurre dai moltissimi terrazzamenti che ci sono intorno al paese, dai vigneti. Mi piacciono e mi incanta queste spettacolari piante di limoni ricche di frutti enormi. Attualmente Coniglia, come tutti i paesi del golfo, vive molto di turismo.
Come da accordi presi con la signora Mariangela, titolare del B&B "Le Terrazze", appena arrivate in paese le telefoniamo e lei viene a riceverci per accompagnarci in quella che sarà la nostra casetta per questa notte. La seguiamo nel cuore di Corniglia, in questo groviglio di vicoli e stradine. La stanza è un vero e proprio mini appartamento, camera da letto, bagno, soggiorno con cucina (100 € a notte). Molto bella, e la signora Mariangela è molto gentile e premurosa, tant’è che ci aiuta anche a trovare un locale per la cena (non abbiamo voglia di prepararcela, nonostante la cucina a disposizione). Il paese è piccolo, e i locali di conseguenza ma lei ci trova posto “dal Cecio” (Ristorante Cecio). Così dopo una bella sistematina andiamo a farci la nostra bella mangiatina di pesce per la modica cifra di circa 18 € a testa, comprensiva di una bella fetta di deliziosa torta ai pinoli.
Finita la cena facciamo due passi (come se non ne avessimo fatti già abbastanza) per il borgo e andiamo a godere della vista notturna sul belvedere del paese e poi ce ne torniamo a casa a dormire. La stanchezza per la camminata di oggi e per la sveglia, alle 4.30, inizia proprio a farsi sentire.
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