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La Riviera di Levante

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Dal piazzale della chiesa una scalinata porta al Castello, che i genovesi eressero nel Cinquecento per controllare il passaggio nel golfo, in contrasto con la quasi simmetrica ed analoga costruzione pisana di Lerici.
Da qui si gode la vista della piccola insenatura ove, nella scogliera, si apre la "Grotta Arpaia" rifugio preferito del poeta inglese Byron.
Tornando verso il molo si può percorrere il "caruggetto" di via Capellini ove si aprono negozi caratteristici ed invitanti "Hosterie" ove si può gustare il pesce appena tolto dal mare, unitamente alla trattoria sul porto " Iseo".
Naturalmente numerosi altri piccoli posti in faccia al mare esistono da qui fino a La Spezia, ove eccellono per esempio "La Pia", "La Posta", "Da Dino", "Da Caran" e tanti altri .
Lo splendore del Golfo riprende, dopo aver superato la città, oltre il porto mercantile, a S. Bartolomeo, a Ruffino, a Muggiano, villaggi ancora stretti fra calate ed ormeggi da cui si può raggiungere Punta Calandrella, da superarsi a piedi seguendo un sentiero ben tracciato: da quassù si spalanca alla vista la baia tra San Terenzo e la Punta di Maralunga, con Lerici distesa al centro.
A San Terenzo del poeta inglese Shelley rimane solo una lapide in ricordo su Casa Magni ove abitò, ma una visita al porticciolo è d'obbligo, sotto il castello medievale.
Ottimo qui il cacciucco, i bianchetti fritti, le sarde ripiene ed i funghi "al funghetto", dono prezioso delle colline tra il fiume Magra ed il mare.
A 2 chilometri soltanto sorge Lerici, riparata dai venti dai colli fitti d ulivi e dal promontorio ove si erge il duecentesco castello pisano dai cui spalti si gode una vista insuperabile del Golfo .
Qui vi sono negozi d'ogni genere, comprese le specialità alimentari, in modo che chiunque desideri fare uno spuntino (magari a base di pesce appena fritto e di vinello bianco delle Cinqueterre fresco ) in campagna, fra gli scogli, tra i pini di Punta Maralunga, o sull'incantevole spiaggetta di Fiascherino, possa scegliere bene.
Se volete mangiare a Tellaro, che ha una vita ferma, senza macchine nè motorini, con gente che sale e scende grandi e piccole scalinate, provate alla "Gritta", dove finisce la strada ... se trovate posto .
Non mancano però le buone Trattorie neppure a Lerici, tra le quali potrete scegliere fra "La Conchiglia", "Le Due Corone", "La Calata" o prediligere gli chef degli alberghi che portano il nome dei poeti, l' "Hotel Shelley" e l' "Hotel Byron".

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