Liguria

La Riviera di Levante

in viaggio con Guido Zamboni in Liguria

Da Sestri Levante si possono intraprendere gite verso l'entroterra con meta Varese Ligure (recentemente nominata località meno inquinata ed ove la vita pare essere la più "sana" ricercabile) seguendo la valle formata dal torrente Petronio e passando attraverso i centri di Casarza Ligure e Castiglione Chiavarese , oltrepassando il colle di Velva ,ove sorge un bel Santuario dedicato alla Madonna della Guardia e proseguendo tra uliveti e castagneti si può giungere sino al Passo di Cento Croci (circa 1.100 metri di quota) in circa un'ora e mezzo di macchina (oppure circa 3 ore e mezzo di bicicletta per chi come lo scriteriato che scrive sia spinto da insani desideri e/o ne abbia la voglia ).
Da qui scendendo dal versante opposto si imbocca la valle del fiume Taro, che attraverso Borgotaro e Fornovo ci porta fino a Parma in meno di un'ora di automobile.
Un'alternativa per il ritorno a Sestri Levante è imboccare la Valle del fiume Taro fino a Bedonia e poi seguirne il corso a ritroso fino al Passo del Bocco e ridiscendere verso la riviera giungendo a Lavagna passando attraverso gli abitati (principali) di Mezzanego e Carasco.
Credo sia inutile rimarcare il fatto che oltre a godere di panorami splendidi ed aria più che salubre, anche gastronomicamente parlando i sopracitati itinerari sono da tenersi in seria considerazione, soprattutto per quanto riguarda pietanze a base di funghi e formaggi oppure insaccati decisamente "caserecci".
Molte sono le Trattorie o le "Bettole" dell'entroterra che inducono in sana tentazione ed in quasi tutte si può trovare soddisfazione.
Tornando a Sestri, e rimanendo in tema, ottimi punti di riferimento per chi ama la buona cucina sono la Trattoria "Mattana", sita nella centralissima via XXV Aprile meglio nota semplicemente e tipicamente come "il Caruggio", ove si possono gustare piatti deliziosi in un insieme di menù in cui parte preponderante è costituita da prodotti (pesce, carne, verdure) cotti alla brace, in un ambiente decisamente "rustico".
Poco distante, sempre nel Caruggio, la più sofisticata e rinomata Osteria del "Polpo Mario", ove non è raro incontrare personaggi famosi del mondo dello spettacolo; a due passi il Ristorante "Portobello" sito nella incantevole baia del Silenzio, da "Angiolina", il "Mira" ed altri ancora, per non parlare dei Ristoranti annessi ad alberghi ed hotels tra i quali meritano sicuramente menzione il G. H. "Villa Balbi", il G. H. "Dei Castelli", il "Miramare", il "Vis a Vis", il "Due Mari" e l' "Helvetia".

Durante la stagione estiva poi in tutta la Riviera Ligure , ma in particolar modo in questo tratto e nel suo entroterra , è un "brulicare" di Sagre ed in ogni Paese, grande o piccolo che sia , se non quotidianamente quantomeno con cadenza molto ravvicinata si susseguono gli appuntamenti sotto pergolati, in boschi, in piazze, sotto tendoni più o meno organizzati per dar vita a feste di piazza, corredate di musica, danze e giochi vari per chi ne è interessato, nel nome di Funghi, Sarde e Pesci vari, Minestroni e "Bagnun" (guazzetto di alici cotte in salsa di pomodoro), Carni in ogni tipo di taglio, Ravioli o "Pansotti", Verdure o Formaggi, della onnipresente e tipicissima Focaccia ... e chi più ne ha più ne metta.
Il tutto ovviamente annaffiato con del buon vino, preferibilmente bianco da gustarsi a temperature basse; i suggerimenti in tal senso cadono sul Vermentino, che si sposa decisamente bene con tutti i piatti a base di pesce, dagli spaghetti ai frutti di mare ,ai Muscoli alla marinara, dalla classica frittura mista alle Orate al cartoccio, dai Totani alla brace al Polpo in insalata, dalle Seppie ripiene alle Acciughe al limone o sotto sale oppure con i non molto noti ma decisamente succulenti "Testaroli" (una pasta di pane, tipo piadina romagnola, cotta in terrine di coccio e condita a piacere con Pesto, Olio e Aglio o Ragù ) ma che non stona sicuramente anche accompagnando verdure alla brace o passate in pastella e poi fritte, oppure ripiene e nemmeno (anche se qui qualcuno inorridirà ) con il saporitissimo "Asado", carne cotta alla maniera argentina, o per meglio spiegare, la parte carnosa della pancia delle vacche, messa a cuocere su grosse griglie appoggiate obliquamente ad un muro, sotto cui ad una distanza di circa un metro vengono tenute vive ma non ardenti le braci; una cottura "a fuoco lento", anzi lentissimo che unitamente ai sapienti trattamenti (con qualche segreto) fa prendere alla carne un particolare aroma.

...continua il viaggio
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