Genova per voi - 3. Il giro dei Forti
in viaggio con Leandro Ricci in Liguria
Eccoci così al monte Diamante, punto più elevato del sistema di fortificazioni (667 metri) su cui sorge l'omonimo forte, appunto il FORTE DIAMANTE. E’ anche la postazione delle mura di Genova ubicata più a nord, nonché l’unica fuori dai confini comunali e facente parte del comune di Sant'Olcese. Sul sito di un'antica rocca difensiva di cui si hanno notizie fin dal 1478 con funzione di controllo sulle valli Bisagno e Polcèvera, potenziali vie d'accesso di invasori, il primo progetto del Forte è datato 1747; la costruzione iniziò nel 1756 ma successivamente il Genio Sardo operò ulteriori trasformazioni nel 1814, fino all’abbandono definitivo del 1914, che dura fino ad oggi.Arrivati in cima al Diamante si trova l'ingresso diroccato del forte, anticamente dotato sia di ponte levatoio che di stemma sabaudo, di cui restano solo i pilastri laterali. Il forte è ormai privo delle strutture in ferro, tra cui le grate asportate durante la Seconda Guerra Mondiale quando era in uso la raccolta dell’oro e del ferro “per la Patria” (lèggasi per costruire armi), retorica di regime che ben sappiamo come andò a finire. Nonostante lo stato di abbandono, la struttura ha un indubbio fascino, dovuto alla sua estensione e ai numerosi scorci su mura, bastioni, torri, sottopassi, che si presentano al visitatore aggirandosi - in certi punti con un minimo di cautela - fra le rovine; tenuto poi conto della posizione dominante sugli Appennini, la fortificazione è ben visibile da molti punti delle valli di Genova, con un effetto altamente scenografico.
I prati circostanti il forte sono anche l’ideale punto di sosta per il pranzo al sacco, dopodiché si propongono diverse vie di ritorno: particolarmente appagante è la discesa a Trensasco, rientrando dall’omonima stazione nel capoluogo tramite il trenino della Ferrovia Genova-Casella, panoramicissima e ardita linea a scartamento ridotto molto cara ai genovesi (e alla quale spero di potere dedicare un articolo mirato). Noi invece ripercorremo in parte - vale a dire fino a Forte Sperone - il tragitto dell’andata.
Intrapresa la discesa, si perviene in una trentina di minuti al FORTE PUÌN (m.508) che, già a colpo d’occhio, dà la sensazione - a differenza degli altri - di un’entità viva. In effetti l’edificio è meta di esaurienti visite guidate a cura del Comune di Genova ogni seconda domenica del mese da marzo a novembre.
Così come i Due Fratelli, la realizzazione del Puìn fu opera dei piemontesi, ispirandosi al modello delle Torri francesi, tanto è vero che i lavori, intrapresi nel 1815, ebbero inizio proprio dalla Torre; solo nel quindicennio successivo fu completata la cinta. La fortificazione fu abbandonata alla fine dell'Ottocento e depennata nel 1908 dalle liste militari. La postazione era anche detta “ridotta dei pani” in quanto funzionò come centro di smistamento delle vettovaglie destinate ai siti fortificati della linea di crinale.
Sembra che il curioso nome del Forte sia dovuto alla sottostante baracca, detta del Puìn (in dialetto genovese "padrino"), soprannome dato al proprietario: quindi, con una metafora un po’ fantasiosa, il Forte Puìn potrebbe essere definito Padrino nel senso della protezione esercitata nei confronti dei Due Fratelli.
Il FORTE SPERONE (m.489), raggiunto in pochi minuti di discesa, può essere fatto risalire all’inizio del 1300 come sito di una fortificazione ghibellina che portava il nome di Bastia di Peralto. Fu poi completato nel 1747 con l'edificazione di una caserma con abitazioni per gli ufficiali, magazzini e polveriera (arricchita nel 1820 da tre torri), il tutto racchiuso in una cinta di mura in pietra che già in distanza lo rendono imponente.
Il buono stato di conservazione è dovuto a un’utilizzazione pressoché continua nel corso dell’ultimo secolo: prigione durante la Prima Guerra Mondiale, caserma della Guardia di Finanza dal 1958 al 1981, sede di rappresentazioni teatrali durante l’estate, anche se in maniera alquanto discontinua. Così come il Forte Begato, c’è da augurarsi che qualche intervento illuminato possa valorizzare continuativamente questi capolavori veramente unici dell’architettura, militare e non solo.
Il Forte Sperone è situato sulla sommità del Monte Peralto, noto anche come collina del Righi dal nome della funicolare che la collega al centro cittadino; l’area è meta molto frequentata - oltre che come accesso agli itinerari dei Forti - anche dagli appassionati di jogging che possono disporre di un polmone verde a breve distanza dal traffico urbano.
Non resta che rientrare in città, tramite la citata funicolare o - soluzione obbligata nei periodi di manutenzione della medesima - lungo la carrozzabile.

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