Le Faer Oer, essenza di "Grande Nord"!
in viaggio con Paolo Ragni in Isole Faroer (Fær Œer)
La partenzaMangiamo in fretta appena prima di partire, restituiamo la macchina alle Informazioni dell'aeroporto e aspettiamo cinque ore che l'aereo parta. Le piste sono ferme, gli aerei pure causa il maltempo. Invece che alle nove partiremo alle due del pomeriggio. La Atlantic Airways ci paga a tutti la colazione. In questi casi, occorre grande occhio (anzi orecchio) alle notizie dette frettolosamente dall'altoparlante, e grande attenzione nell'imbarco, perché tutti gli aerei, visto il beltempo, partono pressoché contemporaneamente, le file si assommano all'unica porta (c'è solo la Gate One) e confondersi sembra facile.
Per complicare le cose, infine, la sosta obbligatoria alle Shetland, Occorre scendere (si possono lasciare i bagagli a mano in aereo, così almeno noi abbiamo fatto, c'è chi invece si è portato dietro il contrabbasso), fare vedere i documenti, aspettare un quarto d'ora in una saletta, farci regalare qualche cioccolatino e infine rimontare in aereo.
Infine arriviamo a Stansted. Il resto è viaggio di Londra, ma questa è un'altra storia.

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