Isole Faroer (Fær Œer)

Le Faer Oer, essenza di "Grande Nord"!

in viaggio con Paolo Ragni in Isole Faroer (Fær Œer)

Alla fortezza non siamo stati, vista la sua poca sussistenza, è quella dentro la quale sta il faro, che si vede molto bene. Ma forse era meglio fare qualche passo in più ed arrivarci, anche se la vista non può essere migliore di quella che si gode dalla circonvallazione.
E' carino passeggiare lungo il porto, gironzolare per la darsena, frugare da un rivenditore di libri, andare nella cattedrale (integralmente di legno, che ripeto non esiste in loco e che i varesini ci dissero arrivare dalla Norvegia), girare per la grande libreria cartoleria e così via. E' un pezzo di vita faeroese. Tra le case c'è qualche cespuglio: sono estremamente odorosi. Non mi intendo di botanica, ma somigliano le labiate, tipo grandi cespugli di salvia, che profumano però di un misto tra ginepro e nepitella. Mah. Si troveranno questi cespugli un po' dappertutto, specie rivolti a sud.
Giriamo ancora un po' l'isola, vediamo dei laghetti ed alcune viste splendide, semplicemente prendendo le strade che la piantina scaricata dal web ci mostra. Alla fine non ci sarà una sola strada asfaltata dove non saremo stati.

Quarto giorno
Lasciamo l'isola di Streymoy, dove è Torshavn, e andiamo a Sandoy. Ci eravamo informati preventivamente sugli orari (tra l'altro la libreria cartoleria della piazza di Torshavn è anche ufficio turistico, e all'ostello hanno dépliant utili). Si prende la strada per Kirkjubor e, dopo qualche minuto, costeggiando laghi molto suggestivi, si svolta a destra e si scende a un minuscolo porticciolo. Il biglietto si fa a bordo, anche perché al baracchino sta scritto "Malad" o qualcosa di simile, ed è chiuso.
E' una bella giornata, si viaggia benissimo per mare, la nave è grande, imbarca anche camion. In 40 minuti ci siamo. Nella mattinata si gira tutta l'isola, riusciamo anche a fare un pieno di benzina, si vedono paesaggi meno severi e selvaggi dei precedenti, ci sono chiesette col camposanto, fornai molto forniti, giornali sportivi, porticcioli, antichi insediamenti vichinghi poco riconoscibili. Il paesaggio è ameno, sereno e riposante. Alle 12.45 si riparte per poter correre alle scogliere di Vestmanna.
Corsa alle scogliere di Vestmanna: per un soffio arriviamo entro le 14, quando dovrebbe partire il battello. Ma qui fanno le cose in modo diverso. Ci fanno montare e rismontare diverse volte, così che alla fine si capisce con quale nave si va. La gita, che dura un'ora e mezzo, è sottocosta. Non è pericolosa, è altamente spettacolare: alcune viste sono incredibili, come certe grotte e caverne dove la nave, pure grande com'è, riesce ad infilarsi. La cosa più sconcertante è il sistema delle recinzioni. Dato che ci sono più pecore che cristiani (Faer Oer significa Isole delle Pecore, Oer è isole e Faer è pecore), questi ultimi, se ne hanno voglia, recintano i campi. Alcuni paletti e alcune reti sono su scogliere letteralmente perpendicolari, viene il dubbio che siano stati montati con l'elicottero. Le pecore si arrampicano come e più delle capre, e spesso vivono allo stato selvatico: nessuno le tosa e cade loro il vello spontamente.
Conviene, ovviamente, fare il viaggio all'aria aperta, ma la nave è molto grande e comoda, così che se si ha freddo o gli schizzi danno noia, si può godere un buon panorama anche dall'interno.
Dopo l'escursione, un po' di riposo ed un po' di bevanda calda. Piccola spesa ad un distributore di benzina (sono la risorsa alimentare numero uno). Infine, per non tornare subito a Torshavn, ancora bellissime escursioni con la macchina: molto raccomandabile andare a Hosvik e Hvalvik. Brutta Kollafjordur, che è un cantiere.

Quinto giorno ...continua il viaggio
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