Isole Faroer (Fær Œer)

Isole Faroe, surreale realtà

in viaggio con Barrbara in Isole Faroer (Fær Œer)

Nel pomeriggio rimaniamo sull’isola di Streymoy, vagando nell’area tra Kollafjørður e Tórshavn.
Per cena, infine, ci affidiamo alla fidata brasserie, ma questa volta non siamo soli: ceniamo con Ólavur, per salutarci, visto che la nostra vacanza è ahimè agli sgoccioli.

Giovedì 21 agosto 2008
Ultimo giorno effettivo di permanenza sulle isole. L’umore non è dei migliori perché ci sembra già di sentire la mancanza di questi luoghi e il grigiore del cielo che incombe su di noi non aiuta a stemperare l’amarezza.
Dopo gli ultimi acquisti in aeroporto, dove abbiamo verificato eventuali cambiamenti o avvisi in vista della partenza, iniziamo a preparare le valigie e poi visitiamo la chiesa del nostro paese, Sandavágur, che finora avevamo visto solo da fuori. All’interno dell’edificio, vicino all’altare, un’antica pietra che riporta alcuni graffiti testimonia l’origine vichinga del villaggio.
Nel tardo pomeriggio ci spostiamo a Tórshavn in vista della cena e concludiamo la serata a casa di Ólavur, che nel pomeriggio ci aveva telefonato per un’urgenza legata agli obiettivi della macchina fotografica. E così, mentre lui e Alessio cospirano su lenti e materiale fotografico vario, passiamo in rassegna molte fotografie di Ólavur. Saremmo potuti andare avanti fino a notte fonda!

Venerdì 22 agosto 2008
Alle sei del mattino lasciamo la nostra auto al parcheggio dell’aeroporto e alle sette in punto siamo sull’aereo.
Carichi di ricordi, emozioni e souvenir, salutiamo con rammarico le nostre isole, che a poco a poco spariscono sotto uno spesso strato di nuvole. Prima di tornare a casa, ci aspetta una fugace ed impegnativa prova di ritorno alla realtà… Londra!

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