L’Islanda dopo l’eruzione
in viaggio con Daniel in Islanda
Introduzione
Ho deciso di fare il mio primo viaggio in Islanda nell’estate del 1996, programmandola per l’estate successiva. Quello stesso autunno il vulcano Grimsvotn, sepolto sotto 997 metri di ghiaccio della calotta del Vatnajokull, cominciò ad eruttare: la lava incandescente ci impiegò 3 giorni a forare quasi un chilometro di ghiaccio, ma nel frattempo si formò un vero e proprio fiume sotterraneo che irruppe nella valle sottostante spazzando via 10 chilometri di strada nazionale nr. 1. Il fiume trascinava nella sua corsa iceberg alti quanto un palazzo di tre piani, in una furia distruttiva che gli Isalndesi non vedevano da decenni. Feci il mio primo viaggio all’inizio dell’estate successiva, curioso di vedere i segni di tanta furia, ma vidi ben poco: gli Islandesi avevano già ricostruito tutti i ponti e buona parte della strada dimostrando una operosità e reattività fuori del comune.
Tredici anni dopo, mia moglie, che condivide con me la passione per i vulcani, mi propone di ritornare e non me lo faccio ripetere due volte.
Quasi a farlo apposta, poco dopo che abbiamo preso la nostra decisione, un altro vulcano della zona, stavolta l’Eyjafjalla, si risveglia: la storia la sappiamo tutti. Questa volta non ha distrutto niente, ma mi chiedo se quando deciderò di tornare una terza volta si risveglierà un altro vulcano! Se succederà mi sa che sono proprio io che porto s… sfortuna!
PERCHE’ E QUANDO ANDARE.
Coincidenze “vulcaniche” a parte, l’Islanda è a mio modo di vedere, il più bel Paese d’Europa dal punto di vista naturalistico. Certalmente è il più estremo e spettacolare.
La natura offre di tutto: vulcani attivi, sorgenti geotermiche (che gli islandesi sfruttano a dovere, si vedono serre dappertutto, specie nel sud del Paese!), fiordi spettacolari, ghiacciai, cascate, paesaggi lunari, una ricca avifauna. Un paradiso per gli amanti della natura. La stagione migliore per andarci è ovviamente l’estate, dato che durante l’inverno quasi tutte le piste interne sono chiuse.
Io ho scelto di andare in giugno la prima volta e anche questa seconda volta abbiamo scelto giugno, perché il Paese è meno frequentato dal turismo, ma soprattutto perché siamo in piena stagione della nidificazione e io e mia moglie siamo appassionati birdwatchers.
Anche se si va in piena estate, non bisogna sottovalutare gli estremi climatici che si possono incontrare: uno dei detti locali è che l’Islanda è un paese che non tollera gli idioti! Dunque bisogna portare con sé anche abiti caldi invernali: giacca a vento, felpe e maglioni, berretto e guanti di lana, giacche impermeabili antipioggia. Bisogna prevedere di vestirsi a “cipolla” perché si possono vivere quattro stagioni in una sola giornata.
GLI ISLANDESI
Gli islandesi sono certamente un popolo particolare, dato che detengono una serie di record che senza dubbio danno una idea della loro identità culturale. In Islanda c’è il più alto numero di libri pubblicati pro capite, il più alto numero di testate giornalistiche pro capite, la più alta percentuale al mondo di utenti regolari di Internet (68%) il più alto numero di figli nati al di fuori del matrimonio, è stato il primo Paese al mondo ad eleggere una donna presidente della repubblica. Dunque un Paese avanzato, liberale, colto. ...continua il viaggio

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