Stai viaggiando in Irlanda con Federico

Say Guinness please

Viaggio di: Federico
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§ Una piccola cosa che ho notato in Ulster e in Inghilterra e Scozia precedentemente. Accanto ad ogni attrazione turistica, sia artistica che naturale, si trovano un caffè e il negozio del National Trust in cui si possono trovare souvenirs ed articoli vari che possano interessare i turisti (sempre comunque di buon livello, non ci sono cose tipo la gondola in plastica, la Torre di Pisa segnatempo o il piatto con le conchiglie incollate e i saluti da Maratea) e i cui proventi vanno a finanziare la salvaguardia delle attrazioni stesse, una sorta autofinanziamento insomma, secondo me un'idea tutt'altro che sciocca che in Italia faremmo bene ad importare.
§ Un'ultima annotazione: la cinematografia irlandese sta conoscendo un periodo di grande successo; d'altra parte, anche nel passato il paesaggio irlandese è stato scelto come scenario per alcuni importanti films. Si va da alcuni classici d'Irlanda come "Un uomo tranquillo" con John Wayne, che si svolge nel Connemara, e "La figlia di Ryan" di David Lean, ambientato nella splendida Penisola di Dingle, ad altre pellicole che invece sono state girate in Irlanda sono per sfruttarne la natura, come Braveheart e Excalibur. Più recenti, tra i films più noti mi vengono in mente "Nel nome del padre", "Il mio piede sinistro", "Michael Collins", "Cuori selvaggi" e "The Commitments", la grande pellicola, probabilmente meritevole di maggior successo, imperniata sulla breve storia di un giovane gruppo musicale nella Dublino dei quartieri periferici.

Per i più piccoli

Il viaggio in Irlanda con bambini al seguito non presenta difficoltà insormontabili. Mia figlia, forse perché ha preso dai genitori, ha mostrato di apprezzare la natura e il mare del nord e si è divertita molto soprattutto sulle lunghe spiagge deserte (certo, lo so anch'io che avrebbe preferito il mare d'Italia e le sue comodità). Per l'abbigliamento, meglio ricordarsi una cerata e qualche medicinale per gola e sintomi da raffreddamento, visto la presenza frequente di pioggia e di un vento piuttosto insidioso, comunque le farmacie ci sono anche là. Per quanto riguarda l'alimentazione, anche se agli occhi di un adulto sembra inverosimile, i nostri bambini di solito non gradiscono gli omogeneizzati in vendita all'estero: meglio quindi portarsene un po' da casa per sicurezza, visto che diventano molto utili soprattutto durante gli spostamenti lunghi. Nei pubs, diversamente da quanto accade in Inghilterra, i bambini sono ben accettati quando è presto e tollerati quando si fa tardi, comunque l'affollamento e il fumo inducono i genitori con un minimo di coscienza ad uscire ben prima di suscitare sguardi di stupore e dissenso.

Sport

In Irlanda si va a cavallo, in Irlanda si fa vela, ci sono splendidi percorsi per mountainbikisti; tutto vero, però sono attività che richiedono tempo per i meno esperti e quindi non facili da provare per il normale turista, soprattutto se ci si sposta in macchina cercando di visitare più cose possibile.
Bellissime sono anche le escursioni a piedi, per le quali esiste una vera e propria organizzazione a livello nazionale, della quale purtroppo non ho riferimenti. Per quanto riguarda l'Ulster, l'indirizzo per informazioni sulle magnifiche passeggiate sulla costa o nelle valli interne è quello del Northern Ireland Tourist Board: www.nitb-tourism.com - e-mail a info@nitb.com.

Note Dolenti

Mi resta poco da dire. Ho poco apprezzato la condizione delle strade nell'Eire, come dicevo più sopra, troppo spesso strette, maltenute e quindi lente e pericolose per la confidenza con cui gli irlandesi ne affrontano certi tratti.
Gli irlandesi, in generale mi sono piaciuti molto, è un popolo cordiale e incline al divertimento, sono gentili e spontanei; non posso negare, però, a rischio di sembrare troppo "lombardo" in questo, che mi hanno dato anche una vaga impressione di disordine e disorganizzazione, soprattutto dove per l'affollamento ce ne sarebbe più bisogno, come a Dublino.
Da ultimo, i prezzi in Ulster sono davvero massacranti, d'accordo il cambio sfavorevole, ma perché sentirsi inglesi dove non serve e scoraggiare il povero turista che non ha colpe dell'andamento delle monete?

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