Irlanda: l’Isola di Smeraldo
in viaggio con Grazia Marchionni in Irlanda
Partiamo dall’Italia col sole e il sole ci attende anche in Irlanda, insieme a una splendida fioritura di narcisi che vediamo in ogni aiuola, balcone o giardino. Per ora il clima ci è propizio e non rimpiangiamo di non essere andate a Lisbona con mia sorella.Arriviamo a Dublino nel tardo pomeriggio e, dopo aver raggiunto l’albergo e preso possesso delle camere, ci lanciamo immediatamente alla scoperta di Temple Bar, il cuore pulsante della città, soprattutto di sera quando i numerosissimi pubs si animano di gente e musica. L’esplosione del turismo di massa ha probabilmente un po’ snaturato questa zona che comunque rimane interessante e divertente da visitare.
Domenica prossima qui a Dublino si disputerà l’ultima partita del torneo di rugby “Sei Nazioni” tra le nazionali d’Irlanda e Inghilterra che, essendo entrambe in testa alla classifica, vale come finalissima per aggiudicarsi il trofeo. Questo incontro è veramente molto sentito, ogni pub si prepara ad accogliere frotte di tifosi e le vetrine sono decorate con caricature e disegni molto divertenti dove puntualmente gli inglesi vengono stracciati.
Siamo così affascinate da tutto ciò che ci circonda che non teniamo conto del fatto che gli orari dei pasti sono abbastanza diversi da quelli a cui siamo abituate e quando ci decidiamo a cercare un posto per cenare è troppo tardi. Finiamo così in un ristorante messicano, un po’ triste e per niente tipico: ovviamente ci divertiamo lo stesso ma non è esattamente quello che mi immaginavo per la mia prima serata sull’Isola di Smeraldo. Non importa, domani ci rifaremo!
Mercoledì 26 Marzo
Anche oggi niente pioggia (chissà a Lisbona che tempo fa?) e dopo colazione ci lanciamo alla scoperta di Dublino.
Abbiamo solo un giorno per visitare la città e decidiamo che la migliore strategia di attacco è agguantare al volo il tour di un City Sightseeing con uno di quegli autobus a due piani dai quali lungo il percorso si può salire e scendere a piacimento alle soste, ottimamente segnalate, che più ci interessano. Oltretutto è una magnifica giornata, c’è il sole e non fa affatto freddo, e stare al secondo piano dell’autobus, quello scoperto, è divertente e piacevole.
Ci sono un sacco di cose da vedere come la Cattedrale di San Patrizio; Dublin Castle, fatto costruire da re Giovanni nel XIII secolo e oggi sede della Chester Beatty Library; la Christ Church Cathedral, la chiesa più imponente di Dublino. Ciò che personalmente mi ha emozionato di più è stata senza dubbio la visita al Trinity College (dove tra gli altri hanno studiato Oscar Wilde e Jonathan Swift) ed in particolare vedere il Book of Kells e la Library Long Room.
Il Book of Kells è uno dei libri più antichi esistenti al mondo, risale infatti al IX secolo d.C., e pare provenga dalla Scozia, dall’isola di Iona, opera dei monaci del monastero di San Colomba. E’ un manoscritto contenente i Vangeli ed altri testi sacri con miniature e splendide decorazioni. E’ composto da quattro volumi e ne vengono esposti due alla volta, uno aperto su una pagina miniata e uno su una pagina di testo. Ogni giorno vengono esposte pagine differenti quindi è sempre una nuova emozione. Il fatto di essere venute in un periodo di bassa stagione ci ha permesso una visita accurata e molto agevole che è proseguita nella Long Room, una biblioteca lunga 65 metri contenente circa 200.000 tra libri e manoscritti e l’arpa di Brian Borù, una delle più antiche d’Irlanda, risalente al 1400.
L’altro simbolo della città è indubbiamente la fabbrica della birra Guinness e decidiamo che non possiamo mancare di visitarla. Qui provo inizialmente un certo fastidio per l’impostazione smaccatamente trionfalistica ed esagerata del museo situato all’interno di un edificio di vari piani con un enorme atrio centrale. Si capisce subito che si tratta di una sfacciata operazione di marketing; poi lungo il percorso mi lascio affascinare dall’interattività della mostra dove scopro i rumori e soprattutto gli odori del procedimento di tostatura e fermentazione dell’orzo e di tutti gli altri ingredienti, per giungere alla fine all’ultimo piano, uno spettacolare bar panoramico dove veniamo premiate con una pinta di birra e una vista mozzafiato sulla città.
Oltretutto si dice che la Guinness più buona del mondo sia quella più vicina al luogo di origine, quindi senz’altro ne valeva la pena! ...continua il viaggio

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