Le bellezze dell'Inghilterra del Sud
in viaggio con Ivan Sgualdini in Inghilterra
5° giorno: Newquay - Land’s End - Penzance - Marazion - St. Michael’s Mount - Mullion Cove - Lizard Point - St. Austell6° giorno: Eden Project - Cheddar, Cheddar Gorge - Wells - Glastonbury, Thor - Bristol
7° giorno: Oxford
8° giorno: Cambridge
9° giorno: Londra Stansted - Rientro
Da non perdere
Diario di viaggio
1° giorno
Sono partito da Cagliari prendendo la corriera per Alghero che arriva in coincidenza del volo Ryan Air per London-Stansted. La tariffa di questa compagnia aerea è imbattibile in qualunque situazione, anche senza particolari offerte. Il volo è stato puntuale, anzi è arrivato addirittura con dieci minuti in anticipo, e in aeroporto mi sono fermato ad aspettare l’arrivo del mio grandissimo amico Carlo (con cui ero già stato in Irlanda), che è arrivato da Dublino verso le 18. Avevamo pianificato questo viaggio velocemente nel giro di due settimane, spulciando tutto quello che si poteva trovare in Internet sull’Inghilterra.
La prima cosa che abbiamo fatto è stata quella di sederci al bar dell’aeroporto e rilassarci un attimo per festeggiare nuovamente il nostro incontro, poi siamo andati alla Hertz e abbiamo ritirato la macchina che avevamo prenotato in anticipo per una settimana. Una Fiat Punto blu nuova fiammante e lucidissima ci aspettava, ovviamente con tipica guida a sinistra inglese (certo se penso alle condizioni in cui l’abbiamo riportata, non era certamente più né fiammante né lucida…).
Armati di cartine stradali di ogni genere, abbiamo preso l’autostrada che scende per la circonvallazione di Londra, notando, esattamente al contrario di come ci aspettavamo, che il traffico era ordinato e scorrevolissimo persino nei pressi della metropoli. Dalla circonvallazione, proseguendo in senso orario, si oltrepassa un enorme e modernissimo ponte sospeso ad arco, che attraversa il Tamigi in un punto dove il fiume è piuttosto largo, e finisce al casello dove si paga un pedaggio (le autostrade infatti in Inghilterra sono tutte gratuite ma si pagano pedaggi per i ponti). Abbiamo preso successivamente una deviazione per il Sud-Est, verso la nostra prima meta che era Canterbury.
Le autostrade sono ben segnalate, ma bisogna capirne i meccanismi, perché a volte i cartelli sono talmente tanti che confondono, e spariscono nei momenti cruciali… Un altro particolare che abbiamo subito notato è stato quello dei lavori in corso: soltanto la pignoleria e precisione degli inglesi può portare a un simile spettacolo, migliaia di segnalazioni apposte sul manto stradale in maniera incredibilmente simmetrica, esattamente equidistanti una dall’altra e per una lunghezza a volte di km (anzi di miglia)! E la vera chicca era che, nonostante le accuratissime segnalazioni dei lavori in corso, non c’era nessuno che lavorava e non c’era il minimo cenno di lavori, magari una ruspa, un camion, niente! Certo può capitare una volta tutto ciò, ma in una settimana abbiamo appurato con enorme stupore che era assolutamente una norma, trovare le stesse segnalazioni che restringono l’autostrada ad una corsia, rallentando il traffico, e nessun segno di lavori in corso! Senza considerare che ci sono gli autovelox e le macchinette fotografiche nascoste nei piloni delle segnalazioni per lavori, pronte a scattare se si supera il limite delle 30 miglia orarie… ahhh gli inglesi!
Chiusa la parentesi delle autostrade, siamo arrivati dopo circa un’ora e mezzo a Canterbury, una sorridente e splendida cittadina, dove abbiamo trovato con poca fatica un hotel/B&B a 3 stelle, l’Ersham Lodge, distante appena dieci minuti a piedi dal centro. Il prezzo ci sembrava accettabile, considerato che era già buio ed eravamo stanchi, e l’interno e la stanza erano davvero caratteristici e belli.
Ci siamo rinfrescati velocemente e siamo usciti verso le 22, eccitati come capita sempre all’inizio di qualunque viaggio, e con tanta voglia di fare. Abbiamo fatto una passeggiata per il centro cercando di scovare la maestosa Cattedrale, simbolo di questa cittadina, ma era impossibile avvicinarsi perché circondata e chiusa dalle abitazioni, con un solo ingresso di un portone che ovviamente è tenuto aperto solo di giorno. Ci siamo fermati a bere una birra in un pub carino del centro, e poi abbiamo passeggiato per il perimetro della cittadina dove restano ancora in piedi le parziali alte mura medievali. Non ci restava dunque che scaraventarci a letto, riposarci e caricarci per il giorno seguente… ...continua il viaggio

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