India

Il Gujarat, una delle mille facce dell’India

in viaggio con Sandro e Ivana in India

Introduzione

Durante l’estate decidiamo di tornare in India; ci siamo già stati altre cinque volte visitando sia le regioni del nord che quelle del sud, nonostante questo ne abbiamo ancora tanta da vedere, scegliamo quindi di visitare la regione del Gujarat compresa fra il Pakistan ad est e confinante ad ovest con il Rajasthan al nord di Mumbai (Bombay).
Mi metto in contatto con il mio amico Yasin che insieme al padre dirige la sua agenzia di viaggi a New Delhi, del resto m’inviava spesso i loro programmi, gli chiedo di programmarmi un viaggio di circa 20 gg che partendo da Mumbai comprenda i principali punti d’interesse di questa regione che ancora non è troppo visitata dal turismo di massa. Gli chiedo un programma personalizzato per noi due, auto con autista per tutto il circuito e pernottamenti in alberghi di media – alta categoria, escludendo i pasti dove invece c’è la necessità di pensione completa. La sua risposta è quasi immediata, mi manda un programma di massima a cui posso fare alcune modifiche o richieste, mi prenota pure i voli in combinazione Lufthansa – Swiss in partenza da Roma. Gli faccio notare che se anche la tariffa è molto conveniente (circa 600 Euro A/R) essere a Roma per partire da Fiumicino alle 10:00 significa per avere un margine di sicurezza garantito arrivare la sera prima quindi pernottamento e cena vicino all’aeroporto, senza considerare che solamente il treno da Firenze a Fiumicino costa già la bellezza di 58 Euro, quindi la convenienza va a farsi benedire, quindi mi sposta la partenza da Firenze Peretola con un supplemento di soli 100 Euro. Il volo viene quindi a costare 710 a persona: Firenze/Francoforte/Mumbai (andata) Delhi/Zurigo/Roma (ritorno).
Nella mia richiesta preciso che gradirei che tutto fosse programmato in modo tale da fermarsi a Pushkar durante lo svolgimento della fiera ed al tempo stesso d’effettuare un’ulteriore sosta a Jaipur durante l’avvicinamento di ritorno a New Delhi. Basta chiedere ed ecco che dopo ancora qualche giorno arriva il programma definitivo Arrivo a Mumbai, visita della città, volo interno per Ahmedabhad, tour completo del Gujarat in auto con autista, pernottamenti con trattamento B&B tranne dove invece abbiamo trattamento di pensione completa (tre volte) sosta a Pushkar e Jaipur come richiesto, totale 1800 Euro. C’incontriamo al GTT di Rimini mi danno voucher e biglietti elettronici.
Per il resto il prezzo del visto rivolgendomi ad un’agenzia di Firenze mi viene a costare altri 100 Euro, per quanto riguarda poi le spese durante tutto il viaggio: pasti, ingressi a parchi, musei,e monumenti vari, mance, souvenir e regalini abbiamo speso meno di 250 Euro a testa!

Itinerario

29 Ottobre 2010 Venerdì Mumbai
Atterriamo a Mumbai alle 0.45 circa, addirittura con qualche minuto d’anticipo. Le pratiche di dogana ed immigrazione sono praticamente inesistenti, ma aspettiamo quasi mezz’ora per ritirare i bagagli. Ci portiamo verso l’uscita, l’aeroporto è stato recentemente rinnovato,e quindi con un aspetto decisamente migliorato dalla volta precedente anche se sono passati dieci anni dall’ultima volta. Usciamo e notiamo subito il cartello con il nostro nome mostrato dalla persona che ci sta aspettando, è un incaricato che c’è venuto a prendere con il pulmino dell’albergo dove passeremo la notte. Siamo stanchi ma non stanchissimi, il volo da Francoforte e di poco più di sette ore ed essendo in Italia ancora in vigore l’ora legale il jet lag si riduce a solo tre ore e mezzo, quindi quando arriviamo in albergo secondo il nostro orologio biologico non è ancora mezzanotte.Comunque andiamo subito a dormire, ci viene detto che abbiamo appuntamento con una guida per la visita della città intorno alle 9.
Riposiamo abbastanza bene e dopo una prima colazione già in stile indiano siamo pronti per cominciare.Solo al mattino ci rendiamo conto che l’albergo Ramee Guestline è nel quartiere periferico di Juhu anche se può essere comodo per l’aeroporto.Infatti puntualmente arriva un autista con una macchina, per fortuna non si tratta di una vecchia Ambassador ma è un modello non importato in Italia della Suzuki. Il traffico è semplicemente caotico, ci sono i classici e caratteristici tuk-tuk ricavati dai furgoncini Ape della Piaggio in numero incalcolabile che s’infilano in ogni spazio libero disponibile, tantissimi vecchi taxi 1100 Fiat gialli e neri, con il tassametro esterno posizionato sul parafango sinistro,auto private normali,vecchi autobus, camion, motorini con almeno tre persone sul sellino, biciclette e pedoni tutti in mezzo di strada senza seguire apparentemente nessuna regola scritta, ad aggravare ancora di più è il suono dei clacson che vengono suonati anche se non ce n’è nessun bisogno. La precedenza sembra appartenere o al più grosso o a chi s’immette per primo ad un incrocio. Attraversiamo all’inizio un quartiere abbastanza povero, subito appare il volto tipico dell’India dove un’estrema indigenza contrasta con le insegne pubblicitarie di grosse Compagnie multinazionali, impieghiamo quasi due ore per arrivare verso la zona centrale e sul lungomare. Chiedo di farmi arrivare ad una banca per cambiare i soldi, mi accompagna da un cambia valute all’internodi un negozio cambio 100 euro a 60:1.
Facciamo la prima sosta al Mani Bhavan l’edificio dove Ghandi passò molti anni della sua vita dal 1917 al 1934 e fu il quartier generale dove organizzò e condusse il suo movimento che avrebbe condotto all’Indipendenza del Paese bsandosi sempre su principi d’eguaglianza e non violenza.Adesso questo palazzo è trasformato in un museo dove sono raccolti numerosi cimeli rappresentati da fotografie, riproduzioni e ritagli originali di giornali con articoli su le importanti personaggi incontrati in quegli anni, i primi problemi avuti con l’amministrazione coloniale inglese, la sua biblioteca, la sua spartana camera da letto è rimasta com’era con la ruota della “ Charka “che imparò a filare. In questi locali fu arrestato per la prima volta all’alba del 4 gennaio 1932. Durante la nostra visita non manca la classica scolaresca, che stranamente si presenta ordinata e composta.
Ci fermiamo poi per una breve visita ad un primo tempio di Walkeshwar in gran parte in marmo, ci sono alcuni pellegrini, vi passiamo una mezz’ora per poi proseguire nel nostro giro. Ci fermiamo davanti alla stazione centrale, Victoria Terminus, sembra quasi una cattedrale l’edificio finito di costruire nel 1887 merita veramente una foto, continuiamo poi nel nostro giro sempre in mezzo al traffico allucinante della città. Ci facciamo portare, visto che senza accorgersene siamo arrivati all’ora di pranzo in un ristorante, ci raccomandiamo che sia un locale non turistico, ci accomodiamo in un ristorante dove gustiamo un menù vegetariano rappresentato da una zuppa di pomodoro,varie verdure e salsine roti e nan.Continuiamo poi per la Marine Drive con eleganti giardini, da una prospiciente altura vediamo il panorama di Chowpatty Beach, io scherzo dicendo che sembra Copacabana, purtroppo tutto è velato da una foschia dovuta ad un elevato grado d’inquinamento. Immancabile la sosta al Gate of India un arco di trionfo costruito in stile indiano Moghul per accogliere re Giorgio V nel 1911.Per noi rappresenta il ricordo del nostro fidanzamento che avvenne proprio a Mumbai nel gennaio del 2001. Di fronte c’è il famosissimo Taj Mahal Hotel, c’è un imponente servizio d’ordine in previsione dell’imminente arrivo di Barak Obama, ma questo non c’impedisce di muoversi liberamente.
Rinunciamo all’Isola d’Elephanta, ci siamo già stati altre due volte poi sono quasi le quattro del pomeriggio, considerando che ci vorrà almeno un’ora e mezzo per tornare all’albergo, preferiamo rientrare. Prima di cena facciamo un breve giro nei pressi, intorno ci sono tantissimi negozietti che vendono un po’ di tutto da articoli casalinghi, frutta verdura, piccole apparecchiature, vestiti, ceniamo a buffet la stanchezza ormai si fa veramente sentire, a nanna !

30 ottobre sabato Ahmedabad
L’autista c’accompagna all’aeroporto, il nostro volo Jet Line ha un’ora di ritardo, ci concediamo un ottimo caffè espresso, cosa quasi impensabile fino a pochi anni prima, purtroppo rimarrà l’unico di tutto il viaggio. ...continua il viaggio

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