Angoli di India insolita
in viaggio con Franco Pizzi in India
Introduzione
Mathura, Vrindavan e Goverdhan sono località connesse al culto del dio Krishna. La leggenda ci racconta che Krishna nacque a Mathura, passò la giovinezza allegramente con le fanciulle-pastorelle di Vrindavan fra le quali la sua preferita era Radha e sconfisse il dio Indra a Goverdhan quando quest’ultimo, per punizione, aveva fatto piovere per sette giorni accusando la popolazione di dare più importanza ai lavori piuttosto che dedicarsi ai sacrifici per il dio Indra. A quel punto, per salvare gli esseri umani e animali, Krishna sollevò la collina di Goverdhan sul suo mignolo, radunò i suoi protetti sotto la collina come fosse un ombrello, e aspettò finchè Indra, stanco, cedette di interferire e smise di piovere.
Questi sono posti di pellegrinaggio molto venerati dai seguaci di Krishna in tutto il mondo. Il culto di Krishna è basato principalmente sulla devozione e sul canto del nome di Krishna e di Radha, e quindi in questi luoghi si avverte un notevole fervore religioso.
Da non perdere
MATHURA conta un grande numero di templi di tutte le dimensioni, in ognuno dei quali si sente cantare, dal vivo oppure da una audio-cassetta; per strada una banda musicale, quelle di solito riservate per i matrimoni, canta il nome Radhe-Radhe a suon di tamburi e tromboni. Alla sera i devoti scendono verso i ghat sullo Yamuna affollandoli per assistere alla cerimonia dell’aarti: il Vishram Ghat è quello che richiama più devoti in assoluto. Un sadhu spinge un carrettino pieno di kulfi [il gelato indiano] e per renderlo più visibile accende le lampadine intermittenti che illuminano la scritta sul suo mezzo “Radhe Radhe”.
La città di Mathura è disgustosa: mucche, cani randagi, scimmie e maiali lasciano in giro i loro escrementi, fogne a cielo aperto, buche nelle strade, sporcizia e polvere, e per coronare il tutto uno smog nell’aria che rende difficile respirare. Ma in mezzo a tutto questo caos c’è un via vai di persone e l’atmosfera allegra e vivace fa dimenticare quello che c’è intorno.
Mathura vanta anche un museo governativo di prim’ordine, con bellissime statue buddhiste e induiste in arenaria ritrovate nei dintorni, molte delle quali risalenti al periodo dell’impero Kushan (1/2 secolo D.C). Ma a visitare il museo ero sola…
VRINDAVAN, il cui nome significa ‘boschetto di basilico’, ora è diventato una cittadina, con un bazaar, stradine strette, pavimenti sconnessi, e anche qui un grande affollamento di esseri umani e animali. Per visitare i templi più noti - tra cui il Govind Deva Temple costruito in arenaria rossa in occasione della visita di Akbar al maestro Hari Das, il guru del suo musicista Tansen - il mezzo migliore è il rickshaw a pedali, dalla cui altezza si riesce ad osservare tutto senza essere importunati.
Questa cittadina è molto frequentata dai seguaci occidentali di Krishna, che si vedono in giro, le ragazze vestite con il sari, i ragazzi con il dhoti e il codino dei Hare Krishna. Mi racconta la guida che questi ragazzi passano parecchio tempo a Vrindavan, vivendo negli ashram della cittadina, e la maggior parte di loro parla correntemente l’hindi. Molti si dedicano ai progetti di beneficenza dell’organizzazione Iskcon (International Society for Krishna Consciousness). Tra questi: distribuzione cibo e abiti, scuole, ospedale, piantare alberi, pulire l’ambiente, ma anche il progetto “cura per le mucche”.
Il tempio Iskcon è decisamente interessante da visitare. È una struttura relativamente nuova e pulita, piena di gente. C’è chi canta, chi balla, chi suona gli strumenti musicali, chi pulisce gli oggetti in ottone del tempio e chi in questa allegra atmosfera rende semplicemente omaggio a Krishna e Radha.
Vrindavan è anche nota come “la città delle vedove”. La città è piena di donne che vengono qui a concludere il loro percorso terreno per mancanza di alternative. Ho visto anche i “Bhajan Ashram” dove le donne si riuniscono per cantare bhajan (canti religiosi) tutto il giorno in cambio di poche rupie. Vietato fotografare…
GOVERDHAN è stata la sorpresa maggiore per me. Non avevo mai sentito parlare di questa località situata ad una ventina di km da Mathura.
Già all’ingresso della cittadina notai un grande affollamento di pellegrini che avevano costruito alcuni campi tendati dove pernottare. Vengono qui a fare il parikrama (il percorso sacro) intorno alla collinetta sollevata da Krishna per salvare la gente dall’inondazione provocata dal dio Indra. Un percorso di più di 20 km, fatto per lo più scalzi. Si vedono intere famigliole intraprendere questo cammino purificatorio. ...continua il viaggio

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