Patmos, cocktail di sacralità e mondanità
in viaggio con Myria in Grecia
Introduzione
In Grecia per l’undicesima volta! Anche quest’anno non ho avuto la minima esitazione per decidere la meta delle vacanze estive: malata in maniera irrecuperabile di “grecite” acuta, da undici anni associo l’estate alle isole greche… Per me non esiste alternativa: mi trovo talmente bene in terra ellenica, amo così profondamente l’atmosfera che si respira che credo continuerò a lungo a frequentarla…
Novità dell’estate 2009: per la prima volta, dopo le Ionie e le Cicladi, ho messo piede nelle isole del Dodecaneso. Ho visitato Leros e Patmos. Devo dire che sono stata pienamente soddisfatta della scelta e la vacanza è risultata perfetta.
Ho trovato Leros non molto turisticizzata, ancora fondamentalmente autentica, adattissima alle mie esigenze. Patmos possiede spiagge obiettivamente molto più belle, ma per i miei gusti è troppo frequentata, per lo meno nel mese di agosto. Costituisce una meta ricercata da vacanzieri facoltosi (non di rado al porto approdano splendide imbarcazioni greche, inglesi, francesi o italiane) o da navi da crociera, vedi Costa. Si aggiunge poi il turismo religioso davvero considerevole che porta spesso navi cariche soprattutto di anziane donne greche vocianti, rigorosamente vestite di nero, al seguito dei popi.
Tutti trasbordati su pullman numerati, in fila alla Grotta dell’Apocalisse poi alla Chora per l’immancabile visita al Monastero. Il tempo per l’acquisto di qualche icona come souvenir e via di nuovo. La gente affolla Skala, il porto, le spiagge adiacenti e la Chora. Basta allontanarsi e scegliere luoghi più isolati per recuperare la tranquillità. In ogni caso, il fatto di essere meta di passaggio per tanti turisti o pellegrini rende inevitabilmente Patmos un’isola cosmopolita, distaccata, un po’ asettica, privandola della caratteristica atmosfera intima, della grecità autentica vissuta in altre isole. Per lo meno queste sono state le mie impressioni. Il feeling nato con Leros non si è ripetuto.
L’isola, paesaggisticamente molto bella, si estende per 34 Kmq, è lunga 12,5 Km, ha uno sviluppo costiero di 63 Km e una popolazione di 2530 abitanti. Il suo suolo è vulcanico, roccioso, con poca flora sulle colline basse che si susseguono e terminano in decine di lingue di terra protese nell’azzurro intenso del mare Egeo: preziosi intarsi fatti di piccole baie e profonde insenature.
Un breve cenno storico
I primi abitatori dell’isola si crede siano stati i Dori e più tardi gli Ioni. Durante l’Impero Romano divenne luogo d’esilio. Anche Giovanni Teologo, vittima delle persecuzioni di Domiziano contro i Cristiani, venne relegato e qui scrisse la sua Apocalisse. Nell’XI secolo il Beato Christodoulos fece costruire il Monastero di Aghios Ioannis. Nel 1523 ebbe inizio l’occupazione turca, nel 1821 l’isola partecipò alla rivoluzione, più tardi ci fu una seconda occupazione turca, seguita da quella italiana. Il 7 marzo del 1948 venne definitivamente riunita alla Grecia.
Come spostarsi
VIA MARE
Da Atene (Pireo) partono le navi della Blue Star e della GA ferries.
Durante i mesi estivi Patmos è compresa nelle rotte della Dodekanisos Seaways (catamarani veloci) che tocca tutte le isole del Dodecaneso (partenza e arrivo terminale a Rodi). Samos Hydrofoils collega quotidianamente Samos a Patmos.
VIA AEREA ...continua il viaggio

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