Naxos a modo mio, al di là degli stereotipi
in viaggio con Leandro Ricci in Grecia
Introduzione
Perché Naxos “a modo mio”?
Chi mi conosce può già immaginare il senso. Come affermato più volte nel forum e in altri resoconti, io ritengo restrittiva l’equazione “isola greca = mare e solo mare”. Lo so bene, chi va in vacanza - magari obbligatoriamente ad agosto - cerca il relax come stacco da undici mesi e mezzo di vita lavorativa cittadina, relax che trova nella vita in spiaggia: più che giusto e meritato.
Sotto questo aspetto, Naxos, fra le isole greche, è ideale: la costa occidentale è un litorale pressoché ininterrotto, non meno di una ventina di chilometri di larghe spiagge sabbiose affacciate su un mare cristallino, solo intervallate di tanto in tanto da qualche promontorio. Una caratteristica che soddisfa tutti i gusti: dalla coppia al singolo, dal naturista alla famiglia con bambini, ognuno può trovare un angolo non affollato, anche nel pieno della stagione estiva. Ad essere pignoli, si può osservare che le spiagge sono un po’ tutte simili, ma eventualmente è un livellamento verso l’alto: del resto, la varietà di - ad esempio - una Milos è ineguagliabile.
Però un’isola greca, in varia misura, è anche altro: ci sono i villaggi, c’è l’interno, ci sono le vestigia lasciate nel corso della Storia dalle varie civiltà e dominazioni, ci sono le bellezze naturali, c’è la cucina, magari gustata in una taverna popolare di paese, c’è il contatto con la quotidianità che regala le esperienze di viaggio più genuine, ci sono le scoperte inattese se appena ci si scosta dalle abituali rotte turistiche.
Anche in questo senso Naxos è esemplare ed era quindi prevedibile che si rivelasse un’isola tagliata su misura per me: magari un po’ sovradimensionata rispetto al mio ideale, ma ricchissima di cose da vedere e apprezzare che la rendono mai noiosa o ripetitiva.
Quindi, ecco il significato di quel “a modo mio” del titolo: qui non troverete il catalogo completo delle spiagge, anche se non mi sono fatto mancare meravigliose nuotate, il più delle volte a corollario di giornate dedicate a panoramiche passeggiate, sia costiere sia all’interno. Visto quindi che l’aspetto mare è ampiamente sviscerato nel topic del forum dedicato all’isola, questo resoconto vuole essere un’alternativa e un’integrazione: una selezione di itinerari attraverso quelle zone, più o meno decentrate dalla costa, che in una vacanza-tipo possono giusto riempire una giornata di meteo incerto o di tregua per la pelle in via di arrostimento in spiaggia. Amando io camminare e avendo a disposizione due settimane, è stata quella l’impronta predominante del mio soggiorno.
Ho definito Naxos “un po’ sovradimensionata” e mi spiego meglio. Naxos è la più estesa delle Cicladi con 428 kmq, vale a dire da tre a cinque volte isole che ho amato come Sifnos, Serifos, Paros, Ios, addirittura dieci volte Sikinos e quindici volte Folègandros e Kimolos. Di contro può anche essere definita piccola: ci vogliono infatti quasi 4 Naxos per fare Rodi e 20 per fare Creta.
Giusto per dare un po’ i numeri…
Rispetto alle altre Cicladi, Naxos si differenzia per l’abbondanza di acque che - pur non mancando aree brulle e montuose che culminano nei 1004 metri dello Zas, la quota più alta dell’arcipelago - favoriscono una vegetazione rigogliosa: ulivi e querce secolari, alberi da frutta, vigneti, vere e proprie muraglie di ginestre e azalee, l’eccellenza delle patate per cui l’isola è rinomata. Del resto, basta allontanarsi dalle zone costiere, per forza di cose più antropizzate, e dirigersi verso l’interno per prendere coscienza di una realtà agricola, rurale e pastorale ancora ben radicata: qui il turismo lo si vede ma giusto “di striscio”, costituito dagli estimatori delle camminate e da chi dedica alla visita di qualche villaggio - come rilevato qualche riga sopra - sporadiche giornate alternative al mare.
Come spostarsi
A Naxos si può arrivare da Atene con voli Olympic Air o via mare dal Pireo con una traversata di circa sei ore con traghetti veloci. Tutte le Cicladi circostanti sono collegate con buona frequenza da diverse compagnie.
TRASPORTI INTERNI
La KTEL garantisce un buon servizio di autobus per le principali località. Una direttrice frequentatissima è quella verso le spiagge di Agios Prokopios, Agìa Anna e Plaka, un’altra collega tutti i villaggi dell’entroterra garantendo, per quelli non serviti, fermate in corrispondenza dei rispettivi bivi; secondo la simpatica consuetudine greca, basta comunque chiedere all’autista “στάσι” (stasi, fermata) per scendere in qualunque punto del percorso o, da terra, fare un cenno al bus in arrivo anche lontano dalle fermate “ufficiali”. Il terminal è in testa al molo dei traghetti, biglietti presso il chioschetto KTEL lì vicino o nei punti vendita di ogni villaggio sede di fermata. ...continua il viaggio

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