In giro per la Grecia
Viaggio di:
Alessandro Gioffrè
Di certo non è un’isola propriamente per turisti che viaggiano in economia, anche se le occasioni per risparmiare ci sono: andarci, come abbiamo fatto noi, con la propria vettura, anziché arrivare in aereo nella pista vicina al paese, ed affittare un’automobile o un motorino (quest'ultimo tipo di affitto comunque molto in voga sull’isola). In caso di problemi non passerà molto tempo prima che qualcuno vi offrirà il suo aiuto; a noi è capitato mentre ci eravamo semplicemente fermati per scegliere sulla cartina la strada da seguire.
Dedichiamo un giorno alla visita di Delos, piccola isola a sud-ovest di Mykonos, raggiungibile in breve tempo con barconi che fanno il tragitto più volte al giorno. L’isola è disabitata: si trovano i musei e gli scavi archeologici a cielo aperto delle città antiche, nei due civilizzatori principali, Greci e Romani, i quali ci hanno lasciato mosaici e strade perfettamente conservate. Il mito vuole che il dio Apollo sia nato qui.
Abbiamo la fortuna di incontrare un gruppo italiano corredato da guida che ci elenca le principali costruzioni di pietra visibili dalla strada principale. Una simpatica presenza sono i rettili, probabilmente ramarri, lunghi 20 cm che popolano l’isola.
Il 26 Luglio lasciamo, un po’ a malincuore, l’isola che ci aveva ospitato per una settimana e raggiungiamo il Pireo con la motonave Agapitos. Partiamo per il Peloponneso, facendo una breve sosta sul Canale di Corinto, per scattare qualche fotografia ad un’imbarcazione che lo attraversa.
Poi procediamo per l’Argolide, lungo la statale 70. Ormai a notte fonda troviamo un albergo non molto economico a Nea Epidauros, e la mattina dopo ci rechiamo a Palea Epidauros, con baia e spiaggia frequentata, riuscendo anche a trovare un piccolo anfiteatro antico, ancora utilizzato, al di fuori delle rotte turistiche.
Ma il grande, famoso anfiteatro di Epidauro è sito verso il centro della penisola dell’Argolide. Dopo l’ingresso, gratuito grazie alla tessera del Touring Club Italiano (probabilmente questa è poco conosciuta in Grecia e non sapendo che sconto applicare ci lasciano entrare), del parco archeologico, immerso nei pini domestici ed altri alberi mediterranei, ci accoglie un insieme di costumi collocati in delle bacheche, e, finalmente, l’immenso teatro. Saliamo la gradinata fino in cima, mentre nella scena una guida tedesca illustra come l’acustica sia stata studiata in modo talmente egregio che, facendo cadere una moneta sulla lastra di pietra al centro della scena, il rumore di questa si possa sentire fino ai gradoni più alti. Simpatica la presenza, nelle vicinanze del teatro, di colonne e massi di scena, perfettamente imitanti quelli veri, ma di polistirolo…
Nel tardo pomeriggio arriviamo a Nafplio, sulla costa occidentale dell’Argolide, dove troviamo un albergo a buon prezzo, con le porte molto basse. La cittadina portuale, molto frequentata, ha uno splendido centro storico chiuso al traffico, e sulla collina che la sovrasta si erge un castello che però vediamo solo dall’esterno in quanto ormai è sera.
Il giorno successivo percorriamo la litoranea che da Nafplio porta verso il Peloponneso meridionale, passando da Nea Kios e Mili. La zona da noi attraversata, a forma di arco con il mare verso sud, è caratterizzata da una costa con fondali bassi e dalla presenza di discoteche e altri locali di svago in una zona praticamente desertica. Nelle vicinanze le rovine di Lerni.
Risaliamo verso Argos, che visitiamo brevemente, e giungiamo nel sito archeologico di Micene. Anche qui entriamo gratuitamente grazie alla tessera del TCI (che, ironicamente, non consente l’entrata gratuita neppure in Italia), visitando la tomba di Agamennone e l’Acropoli da cui si accede attraverso la famosissima Porta dei Leoni. Osservandola si rimane stupiti: è incredibile come gli uomini della straordinaria civiltà greca siano riusciti a rendere così belli tre semplici monoliti che fungono da ingresso! Dopo una spiacevole visione di un atto di maleducazione da parte, purtroppo, di un italiano del nord, ci inerpichiamo per l’Acropoli sentendo, forse per la prima volta, il vero caldo estivo della Grecia. Notiamo una delle via principali ormai polverosa, gli interventi di restauro, e, nei pressi della cima della collina, scendiamo una scalinata che prosegue nelle viscere della montagna per una cinquantina di scalini, scoprendo un tunnel scavato nella roccia, rivestito con massi mastodontici intonacati con uno strato di conglomerato spesso due cm, in alcune parti staccatosi.
È ormai il 29 Luglio. Proseguiamo, su una nuova strada a quattro corsie che congiunge Corinto a Tripoli, nel Peloponneso centrale, verso Arhea Korinthos, nei pressi della quale si trova l’Acropoli dell’antica Corinto. Dalla cima del monte si sovrasta un’ampia zona di campi destinati all’arboricoltura. Le fortificazioni più recenti (dallo stile mi sembrano medievali) si mescolano con quelle di origine greca.
Ripercorriamo la strada dell’andata per Patrasso, dove la sera prendiamo la nave per Brindisi; si tratta della stessa nave dell’andata, la Maria G., forse un po’ datata ma comunque elegante.
Il 30 Luglio il nostro viaggio ellenico è ormai concluso: visitiamo Alberobello, il centro di Taranto, passiamo dal castello di Capo Roseto Spulico in Calabria, e la sera siamo a Reggio.
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