Grecia

In giro per la Grecia

in viaggio con Alessandro Gioffrè in Grecia

Nel pomeriggio affianchiamo con l’automobile gli Ethnikòs Kìpos (giardini) e facciamo una sosta allo Stadio (nel senso antico del termine, infatti non sono mai entrato neanche nello stadio moderno della mia città), effettivamente un circo massimo, con pista nera e posti per gli spettatori bianchi, suppongo realizzato per le prime Olimpiadi moderne, ma potrei essere in errore.
Già stabilita prima della partenza l’isola della nostra futura permanenza, la mattina del 19 raggiungiamo il Pireo, città portuale di Atene, dopo aver scartato l’ipotesi di prendere la nave per le Cicladi da Rafina (dal lato opposto dell’Attica). La nave è un catamarano moderno e molto veloce della Minonian Lines che c’imbarca assieme alla nostra macchina. Breve scalo a Syros ed arrivo a Mykonos poco prima del tramonto.
Ad attenderci ci sono decine di signore che affittano stanze in abitazioni private; avendo la possibilità di spostarci autonomamente possiamo scegliere una casa sita nell’interno e quindi più economica (se non ricordo male circa 10000 dracme al giorno - 30 € per quattro persone). L’abitazione si trova a nord del paese, in linea d’area con il porto nuovo, immersa in uno splendido paesaggio roccioso ricoperto di cespugli e controllata dal simpatico cane da guardia Rocus.
Ci accorgiamo subito della grande forza del vento in queste zone, un tempo sfruttato dai tanti mulini che si vedono sull’isola: la mattina presto porta umidità e tutto si riveste di uno strato umido che il sole di metà mattinata asciugherà completamente.
L’isola consta di innumerevoli baie e spiagge (una trentina, intervallate da costa rocciosa). Così solitamente, per visitarne il più possibile, ci rechiamo in due spiagge al giorno. Tra le altre: Agrari, Paradise (in questa facciamo l’incontro piacevole quanto inaspettato dei miei cugini danesi in viaggio per l’Egeo con la barca), Super Paradise, Elia, tutte nella parte sud; Panormos nell’insenatura settentrionale, vicino il lago salato di Marathi. Nelle spiagge noto con piacere una certa diffusione del nudismo. Volentieri m’immergo con maschera e pinne per ammirare gli splendidi fondali mediterranei.
L’interno dell’isola, come già detto, è caratterizzato da un paesaggio roccioso e brullo ricco di piante xerofite (più semplicemente: paesaggio mediterraneo), e la maggior parte delle stradine che si snoda lontano dalla costa (a parte quella che collega Mykonos ad Ano Mera) non sono asfaltate, ma in cemento pressato; comunque le cartine stradali dettagliate (1:50000 in giù) differenziano le due tipologie di strade.
E’ obbligatoria una visita al monastero di Ano Mera, unico paesino interno (ed il solo dell’isola oltre Mykonos). Il monastero è piccolo e rivestito di uno splendido marmo bianco. Al suo interno un monaco è intento nelle faccende clericali, così non possiamo disturbare troppo; mio padre lascia un’offerta nell’apposito luogo ma non siamo sicuri che il monaco le gradisca da parte dei visitatori sporadici.
Il paese di Mykonos è tipicamente greco, pieno di casette cubiche bianchissime con le balaustre di legno verniciato di blu. Le strade sono lastricate di pietre piatte anch’esse verniciate di bianco ai bordi tra gli incastri, cosicché le stradine appaiono come un intrico di pennellate bianche, che vengono rifatte forse più volte l’anno (alcuni tratti sono in rifacimento durante la nostra visita).
Le chiesette sono tantissime e tutte molto piccole, alcune con la facciata con bordi scalinata che in cima diventa una croce greca. La cattedrale di Mykonos, nei pressi del cosiddetto quartiere Italiano, è rivestita di pietra bianca ed ha il portone di legno colore rosso carminio.
La sera “non muore mai”: i locali notturni sono pieni di persone provenienti da tutta Europa e anche da fuori. Bellissima la Little Venice, tratto con costruzioni a ridosso del mare, tra le quali il vecchio pellicano Petros I usa dormire allontanando in modo poco cortese chi disturba il suo sonno, ed il giovane pellicano Petros II (in un certo senso la mascotte dell’isola) si aggira fra i ristoranti in attesa di ricevere gli avanzi della serata; così come usano fare i tantissimi, famosi gatti delle Cicladi. Vicino la spiaggia noto anche la presenza di anatre ed oche.
Little Venice si trova dal lato opposto del porto, e da essa, si possono notare sulla collina i sei mulini a vento, divenuti emblema della Chora, ovvero il centro urbano principale (Mykonos). Accanto ai tantissimi locali notturni, alcuni dei quali tipicamente per persone omosessuali (qualcuno vestito in modo appariscente), si possono trovare negozi con articoli di prestigio.
Anche la periferia del paese è pulita e ordinata, con giardini, scuole d’arte, qualche piccolo museo a tema marinaresco, un piccolo anfiteatro, anche se la presenza delle automobili (che in centro sono bandite) la rendono più caotica. ...continua il viaggio
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