Un viaggio letterario per ritrovare le radici del romanticismo
in viaggio con Paolo Ragni in Germania
10) Friburgo non è da meno. Città di frontiera con la Francia, sta tra il Reno e la Foresta Nera, quindi risente molto dell’influenza francese. Ci arriviamo a metà pomeriggio. L’impressione è smagliante. Piazza del Comune è strapiena di baldacchini per la grande festa della birra, c’è un gruppo che suona. A cento metri piazza Duomo è strapiena per la grande festa del vino, e c’è un altro gruppo che suona. Si passeggia tra una ressa indescrivibile. Da notare la statua di Bertold Schwartz, monaco alchimista a torto ritenuto inventore della polvere da sparo. La città piace subito molto, è circondata da belle mura, belle porte, belle strade, la gente si dà alla pazza gioia. La visita al duomo la rimandiamo all’indomani (è già chiuso). In una città rasa al suolo, rimase miracolosamente illeso, lui e le sue vetrate del Quattrocento. Ci fermiamo in qualche spiazzo d’erba, si chiacchiera, si telefona, si vede la gente bere e ribere.
11) L’indomani finiamo di vedere Friburgo: si entra nella cattedrale, stupefacente, e si vede un piccolo museo di Sant’Agostino, in forte ristrutturazione. Gironzoliamo poco.
Partiamo però senz’altro per la Foresta Nera che dista pochi chilometri. Il tempo torna quello di sempre. Inizia a piovere in modo selvaggio. Riusciamo a comprare caramelle al miele e miele in barattoli di latta da una anziana signora vestita di verde, protetta da un ombrello e che esce dalla macchina non appena ci vede fermare.
Le nuvole quasi ci impediscono di procedere sul passo della Foresta Nera, da dove si dividono i bacini del Reno e del Danubio: non si riesce a vedere nulla. Arriviamo a Feldberg, il punto più alto; buio anche qui dal belvedere, fa anche molto freddo, ma in compenso si mangia una specie di spaghetti di formaggio conditi, che non si è mai vista prima. Riusciamo a fatica ad andare oltre, spingendoci fino al lago Titisee; si zigzaga un po’ per Sankt Blasien, simpatico paesino sul fiume, dove c’è una chiesa così bianca e tonda che non se n’è mai vista un’alta in vita nostra.
L’ultimo momento, ora che ha smesso di piovere, è lo Schluchsee, lago artificiale di un certo interesse. E’ l’ultimo posto che si vede, c’è una piccola stazione ferroviaria, lì a quasi mille metri, è luogo di vacanze domenicali, è domenica tra l’altro. E’ un lago come un altro, la Foresta Nera sembra ben poca cosa se non ci si addentra nei sentieri. Ma il bosco è fradicio, e noi siamo all’ultimo giorno.
Torniamo a Friburgo. L’indomani alle cinque partiremo per Firenze. Alle due ci saremo.

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