Germania

Breve tour della Germania cittadina

in viaggio con Alessandro Gioffrè in Germania

La mattina dopo sfoderammo una serie immane di tessere di associazioni (Club Unesco, Kronos, Touring Club, National Geographic, La Repubblica.) per sperare in uno sconto, ma non ci fu verso di convincere i Tedeschi!
Così tornammo in centro: Rathaus, il palazzo più importante della città con parco e laghetto a seguito. All'interno vi erano dei plastici che raffiguravano Hannover nel '600, negli anni '30, dopo i bombardamenti (distrutta) e quella attuale, con pochi palazzi e la cattedrale superstiti e restaurati. La ferrovia è sopraelevata e la stazione centrale sembra un'opera d'arte moderna. I bagni sono a pagamento differenziato per ciò che si deve usare (lavabo, gabinetto, doccia, urinatoio).
La giornata successiva fu interamente dedicata alla visita dell'Expo, con biglietto a persona da 49 marchi che ancora posseggo. Le file agli stand erano immani. Da bravi Italiani ci facemmo subito riconoscere per l'arguzia: entrammo dall'uscita nella maggior parte dei padiglioni, facendo finta di aver dimenticato qualche parte degli stessi; in quello costruito dalla Spagna accedemmo da un ingresso di servizio. In un altro salimmo da una scala chiusa al pubblico ed arrivammo in un ambiente dal quale non si poteva tornare all'inizio del giro, così, addirittura, facemmo aprire la porta che permetteva il transito verso una sola direzione da una guardia, la quale all'inizio era perplessa, ma, compresa la nostra nazionalità (evidentemente conoscendo Italiani e Spagnoli), capì il fatto e ci fece passare.
Lo stand del Giappone (bellissimo secondo le descrizioni) rimaneva chiuso proprio quel giorno. Abbiamo anche preso la cabinovia con biglietto valevole per due corse (andata e ritorno) finché si scopre che era per una sola corsa. Alla sera (dopo aver camminato per circa 11 ore) ci siamo sdraiati su enormi divani dai quali si poteva contemplare una carta geografica affissa al soffitto.
Sono rimasto comunque deluso dall'Esposizione perché era piena di ristoranti, Mc Donald's e negozietti; un'operazione commerciale insomma (il libro "Expo-Book" è costato 50 marchi), è sono stato contento quando ho appreso la notizia che i produttori ci hanno rimesso parecchi soldi. Ho persino ritrovato, l'anno dopo, magliette invendute dell'Expo 2000 in un negozio di Oslo!
Una sera abbiamo cenato al ristorante greco, nel cui menù, però, non era prevista la mussaka, e la cucina greca era adattata al nord Europa.
Durante il viaggio di ritorno abbiamo preso una strada alternativa per visitare Hildesheim (meno bella di Braunschweig) raggiungendo dopo l'autostrada. Sulla strada diritta e monotona mio padre stava ormai dormendo alla guida della Ka 1.3 (colore verde maggiolino) in affitto, e così uscimmo per visitare Magdeburgo. L'imponente cattedrale gotica era in restauro, e in questa città vidi per la prima volta a mia memoria ragazzi che mangiavano e riposavano per terra in una piazza. Quest'abitudine è normalissima nel nord Europa, e c'è anche di peggio (lo scriverò a proposito della Danimarca).
A Berlino, il giorno dopo, passeggiata in Kant strasse, foto alla casa di un mio zio in estate assente dalla Germania; vetrine con scarpe dalla suola spessa 12 cm (veramente!); visita di un negozio pieno di macchine fotografiche d'epoca e 'sbavamento' da parte mia nei confronti di alcuni modelli.
Della Germania mi ha impressionato la struttura urbanistica e la tipologia delle case, che poi ho scoperto essere uguale in tutti paesi del nord.

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