Francia

Mure a dritta, virata di prua: rotta verso le Isole d’Oro!

in viaggio con Barrbara in Francia

Lunedì 2 giugno 2008
Ultimo giorno di vacanza, purtroppo. Dopo la colazione e dopo aver sbrigato le formalità al porto, lasciamo Porquerolles alla volta del nostro punto di partenza, Pin Rolland.
Per farlo, costeggeremo la penisola di Giens e la rada di Hyères, passando in rassegna la piccola e selvaggia ÎLE DU GRAND RIBAUD e concedendoci un paio d’ore di relax al largo della tranquilla ÎLE LONGUE, che abbiamo notato essere frequentata dagli amanti del trekking. A farci compagnia, solo un paio di gabbiani, che sembrano ben abituati alle imbarcazioni e vengono a cercare il cibo senza timore, e una moltitudine di meduse, l’unica cosa che riesce a placare la voglia di fare un bagno in queste acque calme e cristalline.
Alle 16 in punto ormeggiamo alla banchina di Port Pin Rolland e, a malincuore, torniamo tutti con i piedi per terra, in ogni senso!

Curiosità

La nostra barca
Si trattava di una barca a vela Harmony 42, lunga poco meno di 13 metri, con tre cabine, due bagni con doccia, la dinette trasformabile (2 posti letto), la cucina. L’equipaggiamento comprendeva salpa ancora elettrico, frigorifero, caricabatteria, timone a ruota, pilota automatico, doccetta esterna, GPS, ecoscandaglio, speedmeter, VHF (apparato ricetrasmittente), radio stereo, lettore cd, tender con motore fuoribordo, tendalino, tutta l’attrezzatura da cucina e, ovviamente, le opportune dotazioni di sicurezza.
Vita di bordo
Di tutta l’esperienza, la vita di bordo - dalla condivisione degli spazi, alla necessità di collaborare attivamente in ogni singola attività per assicurare un minimo di mantenimento della barca - è uno degli aspetti che mi sono piaciuti di più. Lo spirito di adattamento è senz’altro una componente fondamentale, soprattutto in caso di coabitazione con persone che non si conoscono, come nel nostro caso. Non posso negare di essere stati alquanto fortunati, visto che ci siamo ritrovati in barca con persone gioviali e alla mano, e comunque le giornate trascorse insieme sono state talmente poche da arginare qualsiasi “effetto collaterale” da convivenza forzata!

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