Io a febbraio 2010 non ho trovato turisti a Kompong Plukhh, oltre a noi al massimo c'erano un altro paio di persone. Gli abitanti non ci hanno filato più di tanto, alcuni salutavano e/o sorridevano, ma altri si facevano i fatti loro. Nessuno però sembrava infastidito, del resto abbiamo fotografato la strada del villaggio e i gamberetti che stavano ad essiccare al sole, mica siamo entrati in casa loro!
Davanti alla scuola 4 bambine molto piccole ci hanno salutato, una di loro mi si è attaccata alla mano e hanno voluto una foto.
Appena sbarcati al villaggio una signora ci ha voluto vendere a tutti i costi dei quaderni da donare alla scuola, li abbiamo comprati e donati in una classe insieme a un po' di penne che avevo portato da casa. La signora mi era sembrata un pochino insistente: la motivazione poteva essere nobile (ma la signora era interessata al suo guadagno!) però personalmente ritengo che la beneficienza debba essere una scelta e non un obbligo.
Il pagamento dell’ingresso funzionava come descritto da ortensia, prima di salire in barca c’è un posto ove si paga, non so quale è l’importo a persona perché per noi pagò il driver, che noi avevamo preso per la mezza giornata di escursione, tutto incluso. Ovviamente non so quali percentuali vadano al villaggio, quali allo stato e quali al barcaiolo e difficilmente le spiegazioni di persone coinvolte possono essere ritenute affidabili: in questi casi tutti tendono a dire che a loro non va nulla, ma prendono tutto gli altri.
L’escursione è comunque molto interessante e consigliabile, sia per la visita a piedi al villaggio (che a febbraio si può fare perché il villaggio non è sommerso) ma ancor di più per la parte di fiume che si percorre per raggiungerlo: alcune case sono alte ben tre piani, davvero impressionanti.
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