danibi ha scritto:Non si fa di tutta un'erba un fascio, mi riferisco alla vs. opinione negativa per alcune guide e per i walking safari.
Bisognerebbe quanto meno provare l'esperienza con professionisti seri, non prezzolati o mal pagati, che amano il loro lavoro, gli animali e sono, soprattutto, rispettosi dell'ambiente.
Sicuramente non sono incosciente, nè spericolata, non andrei a piedi con chiunque nella savana, ma con una guida Wilderness o con un Chris McBride che è cresciuto a "pane e leoni" non avrei alcun dubbio a rifare ciò che si è fatto insieme.
Scusa Danibi ma vorrei chiarire una cosa, a proposito di questo intervento, se no rischiamo di discutere parlando di cose diverse. Tra l’altro non ho ovviamente piacere di essere tacciato come uno che fa di ogni erba un fascio dunque spiego un po’ meglio le mie ragioni per evitare fraintesi.
Io parlo sempre di animali, ma mi pare si sia capito che sono prima di tutto un appassionato di ornitologia.
Ora, in Africa, se diciamo 5 persone fanno tre chilometri in jeep in savana o anche non necessariamente in savana ma in un ambiente mediamente o fortemente alberato farà due tipi di danno:
danno all’ambiente, perché sappiamo quanto possano danneggiare le ruote di un mezzo che pesa 20 quintali, e in più spaventerà più o meno un certo numero di animali a seconda dell’ambiente in cui si trova.
Ma se lo stesso gruppo di persone percorre quegli stessi tre chilometri a piedi, sicuramente il danno ambientale sarà mooolto più limitato, tuttavia non spaventerà gli stessi animali, neppure il doppio ma perlomeno il triplo o il quadruplo! Questo perché almeno l’80% degli animali che incontrerà, insetti esclusi, saranno uccelli!
Uno può fare un walking safari con la più brava guida del mondo, anche cresciuta a pane e leoni, ma non esiste una sola guida al mondo capace di rendere invisibile se stessa e le persone che accompagna agli uccelli! Loro ti vedono, e si spaventano. E questo non lo può negare nessuno, neanche la più brava guida del mondo. Ecco perché stiamo parlando di due cose diverse, io non mi riferisco alla professionalità delle guide, ma al fatto che tutte minimizzano – chi più chi meno - l’impatto su certi tipi di animali, considerati un po’ di “serie B”. D’altra parte, basta prestare attenzione ai richiami che ci sono sopra la nostra testa per capire cosa rappresenta per gli uccelli un’invasione di campo, quando ci muoviamo a piedi: il problema è che la maggior parte dei turisti che ci sono in Africa non sono assolutamente interessati agli uccelli: sì, li fotografano se gli si parano davanti, ma è raro vedere qualcuno che si interessi specificatamente a loro! Così la maggior parte delle persone non sente neppure i richiami che ci sono sopra la loro testa, perché tutti i loro sensi sono proiettati verso l’emozione di vedere questo o quel mammifero!
Questo le guide, tutte le guide, comprese quelle più accorte, lo sanno, ed ecco perché dico che minimizzano. Qualunque guida che abbia un minimo di onestà intellettuale, non avrebbe problema ad ammettere che i walking safari sono ben più stressanti per animali come gli uccelli dei safari normali! Se non altro per il fatto che anche gli uccelli africani sono in gran parte abituati all’equazione uomo che cammina= potenziale nemico visto che tanto i Masai, quanto le altre popolazioni locali di altre zone, (e probabilmente anche qualche agricoltore bianco!), se possono li cacciano per mangiarseli! Ecco perché li spaventa di meno una jeep che passa che non delle persone che camminano nella savana!
Ora, visto che io ho una particolare sensibilità e passione per gli uccelli, penso si capisca perché non amo molto i walking safari. Con questo non voglio criticare chi li fa, infatti nessuno può dire in questo forum che lo abbia mai fatto, anche perché mi rendo perfettamente conto che se dovessimo proibire tutto ciò che porta stress agli animali, dovremmo starcene tutti a casa, io per primo, ma visto che amo particolarmente gli uccelli, preferisco evitare se posso questo tipo di safari. Anche perchè ci sono altri momenti in cui inevitabilmente arreco disturbo ai miei amati uccelli, quindi se qualche volta posso evitare lo faccio! Ecco le mie ragioni, che non hanno nulla a che vedere con le capacità di questa o quella guida.
Un rapace spaventato, fatto fuggire dal suo nido, potrebbe non tornare anche per un giorno intero! Sono proprio i rapaci i più sensibili: un’aquila potrebbe leggere una riga di giornale ad un chilometro di distanza, figurarsi se non vede 5 – 6 persone avvicinarsi magari al suo nido…. E tutti quanti sappiamo quanti rapaci ci sono in Africa: non tutti sono come il nibbio bruno che viene a rubarti il pane dalle mani, la maggior parte sono timidissimi: anche questa faccenda dei nibbi bruni, a NgoroNgoro, tra l’altro, è una cartina tornasole della scarsa sensibilità che si ha verso animali di serie B come gli uccelli: se fossero dei ghepardi addestrati saremmo tutti qua a scandalizzarci per come vengono trattati gli animali, ma siccome sono dei nibbi, nessuno dice niente: o, meglio tutti dicono che i rangers non vorrebbero che gli si dia da mangiare, ma….. ma sono uccelli, chi se ne frega, diamogli da mangiare di nascosto e abituiamoli come fossero dei polli all’ingrasso!
Ormai ci ho fatto il callo, ma questo non significa che la cosa non mi rattristi.
Ecco, mi sembrava doveroso sottolineare questo mio punto di vista.