Etiopia

Una terra tormentata che si svela poco a poco: l'Etiopia

in viaggio con Morenita Ruggi in Etiopia

A dire il vero si mormora che qui si possa comprare di tutto, da un Kalashnikov a un cammello, fino all’incenso più prezioso.

TRASFERIMENTO
Lasciata Addis Ababa iniziamo il lungo viaggio di trasferimento su una strada pista che è un tortuoso serpente di terra battuta e sassi, sballottati come su un ottovolante, attraversando terre particolarmene fertili e disseminate di piccoli villaggi.
Mi avvicino incuriosita ad un gruppo di uomini che spalano e setacciano degli strani granelli di colore rosso. Sono lenticchie. Avremo modo di gustarle durante il viaggio.
Proseguendo tra una distesa infinita di pietre dalle forme ardite ammiriamo uno degli spettacoli più drammatici e primitivi del mondo. Nei campi magri contadini pascolano mandrie di mucche altrettando scheletriche, arano e mietono con gesti antichi.
Ci fermiano ad ammirare il paesaggio circostante in luoghi apparentemente disabitati. Bastano pochi minuti e dal nulla, come per incanto, spuntano decine di persone e ragazzini vocianti che si accalcano intorno a noi presi dalla curiosità per questi stranieri.
Attraversiamo vaste distese di brulle alture dagli spazi infiniti, un paesaggio tormentato fatto di gole vertiginose e di dolci ambe, le montagne dalle cime piatte.
Non si capisono le sue genti, la sua cultura e le sue tradizioni se non si percorrono le piste di questo immenso tavolato.
Amara e tigrini, le etnie che si sono divise fin dall’antichità queste aspre terre, sono genti guerriere, fiere ed orgogliose, che lottano ogni giorno per la sopravvivenza, contro carestie povertà e guerra.
L’Etiopia è un paese in eterno conflitto con l’Eritrea, il paese confinante. Durante il percorso ci sono ancora le testimonianze della guerra sfociata tra il 1998 e il 2000. Oltre 100.000 etiopici ed eritrei sono morti in nome di pochi km., di sassi.
Sulle colline gruppi di capanne di paglia e fango formano villaggi che si mimetizzano nel paesaggio circostante. I contadini lavorano nei campi con metodi arcaici. Dividono la pula dai chicchi facendola calpestare dai cavalli. ...continua il viaggio
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