Etiopia

L'Etiopia, il popolo che cammina - Parte terza

in viaggio con Leandro Ricci in Etiopia

Introduzione

Si conclude il resoconto del viaggio in Etiopia lungo la "Rotta Storica", le cui due parti precedenti, riguardanti le note generali e i primi nove giorni, sono già pubblicate su questo stesso sito con il medesimo titolo.
Questa è la cronaca delle ultime sei giornate, il cui itinerario si sviluppa in direzione sud da Makallé ad Addis Ababa con digressione a quell'autentico "fiore all'occhiello" che è Lalibela.

Da non perdere

DIARIO DI VIAGGIO

Lunedì 23 ottobre 2006
Makallé - Lalibela (km. 365)
Come già affermato nelle parti precedenti, risulterà difficile fare una classificazione delle quindici giornate di questo viaggio in quanto ad attrattive, paesaggi, umanità, ogni genere di spunti d'interesse. Senza dubbio però, per spettacolarità, la tappa di oggi (anch'essa - manco a dirlo - lunga e impegnativa) finirà, in un'ipotetica graduatoria, per gareggiare con quella già effettuata da Gondar ad Aksum (vedi Parte Prima).
Lasciata Makallè, si punta in direzione sud lungo la già nota strada n. 1: si tenga conto che non si scende mai sotto quota 2000, che anzi oggi sarà abbondantemente superata.
Dopo una quarantina di chilometri entriamo in Maych'ew, le cui strade sono in pratica bloccate da una grande animazione: infatti, oggi ha termine il Ramadan e la popolazione musulmana - che qui è prevalente - festeggia improvvisando raduni, cortei, balli e canti. Approfittiamo per una pausa-caffè in un localino con cortile e per l'ennesimo piacevole contatto con la gente del luogo, in un susseguirsi di tentativi di conversazione, foto, curiosità reciproche.
Altri 53 km. ed eccoci a Kobo, principale diramazione per Lalibela, ma notizie raccolte ieri sera dagli autisti danno la strada interrotta per lavori; cosicché ne percorriamo altri 48 fino a Woldya. Questa è l'ultima località che fornisca qualche servizio prima dei 120 km. per Lalibela, occasione per il pieno di carburante e un controllo degli pneumatici.
Ci si immette ora su una strada secondaria che, dopo qualche decina di chilometri, diventa sterrata; si guadagna quota, prima insensibilmente poi con progressione più accentuata, mentre il paesaggio all'intorno si fa via via più grandioso. Si svelano orizzonti sempre più vasti, che invogliano a ripetute soste contemplative: terrazzamenti coltivati, ambe imponenti, canyon profondi, falesie inaccessibili, chiazze di fiori variopinti. Come già detto nella nota introduttiva, ottobre è il mese in cui, dopo il periodo delle piogge, la campagna è più rigogliosa e ricca di colori.
Facciamo sosta per il pranzo al sacco su uno slargo panoramico che ci regala una vista spettacolosa, non lontano da quota 3000: sotto di noi ammiriamo l'opera di coloro che tracciarono questo percorso tagliando un ripido pendio con una lunga serie di arditi tornanti.
C'è da rimanere senza fiato: ma ci rendiamo conto di quanto è bella questa Etiopia? ...continua il viaggio

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