Egitto

L'Oasi di Siwa e El-Alamein

in viaggio con Milena e Marco in Egitto

Prima andare nella nostra camera, chiediamo alla guida se è possibile prolungare il nostro soggiorno a Siwa di un giorno, togliendo una notte ad El Alamein: dopo qualche verifica, riescono ad accontentarci. Inizialmente pensiamo di sfruttare la giornata in più per rilassarci in piscina mettendo in programma di fare la gita ad Alessandria due giorni dopo. Poi però ci informiamo meglio sull’escursione di Alessandria e sull’ultima gita prevista a Siwa. Decidiamo di fare l’escursione nell’Oasi di Tabaghbagh (depressione di Qattara) perché ci incuriosisce di più. Abbandoniamo l’idea di andare ad Alessandria in modo da rilassarci un po’ almeno gli ultimi due giorni. Il costo dell’escursione del giorno seguente è di 50 euro a testa.

Giovedì 7 gennaio
Ci svegliamo verso le 8, mangiamo e ci troviamo con il nostro gruppo per l’escursione nell’ Oasi di Tabaghbagh. Ritroviamo la jeep del primo giorno e senza esitare ci saliamo.
Partiamo intorno alle 9.30, passiamo in mezzo a chilometri di deserto roccioso e ci fermiamo per varie soste fotografiche. Verso le 12.00 arriviamo all’oasi che è a 133 metri sotto il livello del mare. Sembra veramente di vedere un mare che si è prosciugato. Ripartiamo e poco dopo ci fermiamo per un’altra sosta dove troviamo fossili di conchiglie e stelle marine incastonate nelle rocce. Ripartiamo per un altro punto panoramico da dove la guida ci fa scendere all’interno della depressione. Il panorama è fantastico, assomiglia un po’ alla Monument Valley ma con colori rosa biancastri. Risaliamo verso l’auto e ci dirigiamo verso l’ Oasi di Om Ktabein per il pranzo. Il panorama che ci circonda assomiglia ai tipici paesaggi della savana. Dopo pranzo ci concediamo un po’ di sole. Risaliamo sulla jeep per proseguire il nostro giro, ma una delle jeep non si accende: questa volta non è la nostra! Cercano di collegarla ad un’altra ma niente da fare! Per farla ripartire, sono costretti a montare entrambe le batterie di un’altra jeep. Riprendiamo l’avventura percorrendo zone sabbiose pianeggianti. Facciamo una sosta in un punto caratterizzato da una distesa di sabbia piatta con dei coni di roccia di varie dimensioni che fanno da sfondo: si tratta di Cones in the sand. A questo punto la nostra guida ci propone di saltare il percorso in mezzo alle dune (come da programma) per andare in una zona del deserto, poco conosciuta, molto più bella di quella che stiamo vedendo. Facciamo una votazione democratica e per una sola persona si decide di saltare le dune. Poco dopo, raggiungiamo una pianura di sabbia dorata con quattro spettacolari monumenti di roccia di colore giallastro nella parte bassa e rosso in cima: si tratta di Monuments in the sand. In quel momento capiamo che la scelta è stata quella azzeccata! E pensare che ieri volevamo passare questa giornata a riposarci in hotel… Lasciamo questo bellissimo posto e raggiungiamo le Dune di Al Arag. Ci fermiamo con la jeep a ridosso di un paio di dune. Da quel punto possiamo salire a piedi in cima ad una duna ed ammirare il panorama dalla cresta. Dopo aver scattato decine di foto, ripartiamo per l’ Oasi di Al Arag. L’oasi è caratterizzata da una depressione (30 metri slm) di deserto roccioso a ridosso di formazioni rocciose giallastre con la cima rossiccia. In una di queste formazioni rocciose si trovano delle tombe egiziane scavate nella roccia. Sono una quarantina e risalgono alla fine del periodo tolemaico e inizio del periodo romano (100 BC - 100 AD). Sono isolate in un angolo dell'oasi a forma di piccola baia, scavate a una quindicina di metri d'altezza nella roccia gessosa, con ingressi quadrati o rettangolari, stanzette piccole, buie, vuote e col soffitto irregolare. Le poche e semplici pitture rimaste sono dedicate alle divinità egiziane. Sostiamo per fare qualche foto poi risaliamo in auto per rientrare a Siwa mentre il sole sta tramontando. Arriviamo in hotel e dopo cena ci fermiamo nel locale dell’hotel per berci un the fumare un bel narghilé alla mela.

Venerdì 8 gennaio
Ci svegliamo verso le 6.30 e dopo aver fatto colazione ci troviamo con il nostro gruppo per partire per El Alamein. Appena usciamo dalla camera ci troviamo in mezzo alla nebbia, che ci accompagnerà per metà viaggio. Arriviamo al Ghazala Resort, dove avevamo già sostato per poche ore dopo il nostro arrivo in Egitto. Dopo pranzo nonostante il vento un po’ fastidioso, riusciamo a stare in spiaggia fino al tramonto. Per cena riusciamo a trovare un posto per la cena a base di pesce, sebbene fosse necessaria la prenotazione il giorno prima. Mentre ceniamo ci accorgiamo che scende la nebbia sempre più fitta! Dopo cena incontriamo Giancarlo e Alessandra e passiamo la serata insieme al casinò. Ci divertiamo molto e con soli 10$ dollari riusciamo a giocare un paio d’ore alla roulette finché ovviamente rimaniamo senza nulla…

Sabato 9 gennaio
Ci svegliamo verso le 8.00 e fuori c’è ancora nebbia. Così ritorniamo a letto e ci alziamo verso le 10.00. Dopo aver fatto colazione, passiamo un paio d’ore nella piscina riscaldata al coperto. Dopo pranzo visto che ormai la nebbia è sparita, andiamo in spiaggia a prendere il sole. Marco si concede una partita a beach volley e poco prima del tramonto si fa anche un bagno veloce nell’acqua gelata del Mediterraneo.
Per cena ci uniamo al tavolo con Giancarlo e Alessandra per la cena orientale che non è niente male. Dopo cena ritorniamo al casinò, ma questa sera non gira bene e ci fumiamo 20 euro in meno di un’ora! ...continua il viaggio
  • Stampa questo diario di viaggio
  • Aggiungi ai Preferiti del browser questo diario di viaggio
  • Discuti con tanti amici di questo diario di viaggio
  • Your email is never published nor shared. Required fields are marked *