Egitto

Il Nilo e il Cairo, essenza dell'Egitto

in viaggio con Lorenzo Fachin in Egitto

Partenza 5.30. In bus andiamo sulla sponda opposta del Nilo. Sosta ai colossi di Memnon per le foto di rito e siamo subito al tempio della regina Hatshepsut, moglie del Faraone Thutmosi II. Scendiamo dal bus ed ecco l’urlo indimenticabile di Mo’men che ci accompagnerà per tutta la vacanza “All’arrembaggio!”. Il primo pezzo lo facciamo con un trenino. Ma già da lontano si vede l’imponenza del tempio, costruito sotto una montagna che sembra quasi una delle tre cime di Lavaredo. Fa ancora freddino. Mo’men inizia con le sue spiegazioni, sempre precise ed esaurienti ma mai noiose. Bellissimi alcuni affreschi.
Ed ecco il secondo famosissimo urlo di Mo’men: “Adunata”. In bus verso la Valle dei Re. Vietato filmare e fotografare. Anche qui il primo pezzo è fatto con un trenino. Agli angoli i militari pullulano, ognuno con il suo bel mitra ed alcuni protetti da barriere antiproiettile. Ma onestamente non ci preoccupiamo e dopo poco non notiamo neppure più la loro presenza. Visitiamo tre tombe, se non sbaglio quelle di Ramsete IX, di Ramsete V e di Ramsete VI (ma potrei tranquillamente cannare!). Spettacolari e particolarmente ben conservate. Sono le 9.30 ed il sole inizia già a picchiare. E’ difficile tenere gli occhi aperti senza gli occhiali da sole. In bus verso la Valle delle Regine che ospita le tombe delle Regine e dei Principi deceduti in tenera età. La tomba di Nefertari è chiusa, visitiamo quindi la tomba del Principe Pra-Her-Umenef (figlio di Ramsete II), una delle meglio conservate in quanto situata su una collinetta.
Nel frattempo un ragazzo vuole venderci la classica fisarmonica di cartoline. Prezzo iniziale 25 € per 25 cartoline. Dopo una lunga ma divertente trattativa le compro tutte e 25 per 3 €. Chissà perché sono convinto che mi abbia fregato comunque.
Risaliamo in bus fino alle sponde del Nilo. Mentre il bus raggiunge l’altra sponda utilizzando un ponte, noi utilizziamo una barca a motore. Siamo ai piedi del tempio di Luxor. Distribuiamo le prime caramelle e penne ai bambini. Ore 11, si bolle. Nel tempio si può filmare e fotografare. Veramente impressionante. E’ presente un obelisco fatto erigere da Ramses II (l’altro è situato nella Place della Concorde a Parigi). Ai lati della porta di ingresso due statue raffiguranti Ramses II seduto sul trono. Un lungo viale di sfingi a testa di ariete lo collega al tempio di Karnak.
A piedi raggiungiamo il vicino Tempio di Karnak, il più grande d’Egitto. La temperatura oscilla intorno ai 40° ma l’aria è secca ed all’ombra si sta davvero bene. Anche questo tempio è davvero imponente. La gente pullula in ogni dove. Il tempio è ricco di gigantesche colonne ancora recanti tracce di colore e da splendide statue di granito rosa. Poiché tutti i faraoni vollero ingrandire ed abbellire i templi, talvolta distruggendo e riutilizzando strutture precedenti, l’architettura dell’edificio risulta alquanto complessa. Essa comprende quattro cortili, dieci piloni, un lago sacro e numerosi altri edifici. Oltrepassato il secondo pilone, si penetra nella parte più impressionante con le sue 134 enormi colonne alte più di 20 m. E’ visibile inoltre uno dei due obelischi in granito rosa eretti dalla Regina Hatshepsut. Abbiamo 30 minuti di tempo libero. Approfittiamo per riposare un attimo all’ombra, bere qualcosa ed osservare delle simpatiche lucertole giganti che passeggiano nel piazzale.
Ore 13 ritrovo (anzi Adunataaaaa!). In bus. Alle 13.30 incontro con la scorta armata che ci accompagna fino ad Esna (dove ci aspetta la nostra motonave che nel frattempo ha navigato fin lì per guadagnare tempo e mettersi in coda per passare la chiusa). Arrivo alle 14.30. La nostra motonave è attraccata di punta e per salire a bordo bisogna scendere una collinetta sabbiosa in mezzo a fabbri e carpentieri, aiutati dal personale per evitare di cadere nel Nilo. Beh, anche queste sono esperienze divertenti anche se non tutti i nostri compagni di viaggio sfoderano lo stesso spirito di adattamento.
Pranzo veloce e subito sul ponte per prendere un po’ di sole. Facciamo amicizia con Roberto ed Emanuela, due simpaticissimi genovesi e genoani. Ci godiamo il sole africano stando attendi a non scottarci. Soffia un discreto venticello. Tuffo rigenerante in piscina (ghiacciatissima) e alle 16.30 tè con i biscottini. In camera per una doccia e alle 19.30 al bar per la presentazione del personale di bordo con cocktail. Alle 20 la cena e alle 21.30 io, Alessandro e Roberto siamo accalappiati per organizzare uno spettacolino di cabaret. Le scenette si intitolano “La pipì nel mondo”. Io faccio la parte del tedesco (d’altronde lo sembro proprio), Roberto quella dell’Eschimese e del Francese gay (particolarmente bravo… chissà Roberto, sto scherzando!) e Alessandro quella dell’Indiano. Riscuotiamo un successo incoraggiante. Lo spettacolo termina con uno sketch in cui Jessica e Roberto (il simpaticissimo animatore della nave) coinvolgono tutti i partecipanti in un entusiasmante presepe vivente (nota di merito a Roberto nei panni del bambinello con parrucca ed al grandissimo Arcangelo Gabriele). Alle 22.30 a nanna, nonostante il casino fatto dai viaggiatori spagnoli (che ci perseguiteranno in tutto l’Egitto… ma quanti sono ‘sti spagnoli?).

Mercoledì 6 aprile 2005
Sveglia alle 6.30, colazione e partenza prevista alle 7.30. La motonave nella notte ha superato la chiusa di Esna ed ha raggiunto Edfu.In realtà scendiamo dopo le 8 a causa di un problema alla passerella di una nave vicina (le navi sono attraccate una a fianco dell’altra quindi per scendere e salire a bordo occorre passare attraverso più di una motonave). Sbarchiamo e subito siamo attorniati da venditori che mettendoci delle sciarpe al collo ci dicono il loro nome strappandoci una promessa: quando torniamo dobbiamo a tutti i costi visitare il loro mercatino poco distante. In bus per 15 minuti di slalom tra le carrozzelle trainate da cavalli (che non vedono di buon occhio i pullman) ed arriviamo al tempio di Horus, secondo per maestosità solo al tempio di Karnak. E’ il tempio meglio conservato in Egitto con una splendida facciata simmetrica di cui una parte è perfettamente martellata (Mo’men ci spiega che lo “sfregio” è stato fatto con cura da un artista; all’epoca era infatti un modo per indicare che la religiosità era mutata). Anche qui c’è tantissima gente. Dopo la spiegazione abbiamo 40 minuti di tempo libero per le foto. C’è la fila per fare la foto davanti alle due statue di granito nero raffiguranti un falcone. Litigo con un ragazzo spagnolo un po’ troppo esuberante per i miei gusti ma non arriviamo alle mani (anche se per poco). Corriamo al bazar vicino. Tutti ci chiamano e ci offrono qualcosa, ma mai con l’insistenza trovata a suo tempo in Marocco. Compriamo un cappellino per Rossella (da 35 a 3 €) ed un paio di occhiali Oakley taroccati (da 30 a 4 € - bellissimi, peccato che dureranno meno di una giornata prima di rompersi!).
Ritrovo ore 10.30 e tutti in bus. Davanti la motonave ci aspetta il nostro amico a cui avevamo promesso una visitina nel suo bazar. In realtà siamo stanchi e gli diamo 1 euro senza seguirlo. A bordo limonata ed asciugamani rinfrescanti. Corsa ai lettini sul ponte.
Intanto la nave parte. Sul ponte lo spettacolo è fantastico: il Nilo con le sue palme verdi e dopo poche centinaia di metri subito il deserto, le case in pietra, le mucche… indimenticabile. Le altre motonavi che incrociamo ci salutano. Fa caldissimo e ci rinfreschiamo in piscina. Ketty, l’altra simpaticissima animatrice della nave, organizza una seduta di Aquagym a cui rinunciamo volentieri. Distesi sul nostro bel lettino ci beviamo un karkadè ed un cocktail alla frutta (rigorosamente senza ghiaccio). In camera per prepararci per il pranzo (alle 13). ...continua il viaggio
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