Cercando un altro Egitto - 2. Una rosa per Akhenaton
in viaggio con Leandro Ricci in Egitto
- Huye, sovrintendente dell'Harem reale. Le decorazioni raffigurano, tra l'altro, la coppia reale a un banchetto con in mano un calice di vino e un'anatra arrosto, Akhenaton che accompagna la madre Tiye a un tempio solare a lei dedicato, il Faraone su una lettiga mentre riceve delegazioni straniere.- Meryre II, scriba reale e sovrintendente dell'Harem di Nefertiti. L'interno è dominato dalla scena dei festeggiamenti per il dodicesimo anno di regno: in presenza della coppia reale che si tiene per mano sotto un baldacchino, si svolgono gare di lotta mentre delegazioni straniere consegnano doni.
- Meryre I, alto sacerdote di Aton (nessuna relazione con il precedente). E' la più fastosa e ben conservata di questo gruppo di tombe: tra le numerose raffigurazioni sulle paeti, la coppia reale sul carro a cavalli, Meryre che riceve l'onorificenza del colletto d'oro, il sacerdote che accompagna la famiglia reale con un'affollata processione al grande tempio di Aton, oltre le consuete scene di offerta ad Aton; tra la miriade di particolari, si nota un rilievo con un gruppo di musici tra cui un suonatore d'arpa cieco, ma i tanti altri li lascio al gusto della scoperta dei futuri visitatori.
Circa sei chilometri dividono la suddetta area da quella delle tombe meridionali, tra cui visitiamo quella di Ay. Tra le molteplici attribuzioni, Ay aveva quelle di "capo degli arcieri", "scriba reale", "sovrintendente dei cavalli del Signore delle due terre"; ciò fa pensare che godesse di grande favore a corte, tanto che ascese - peraltro per un regno breve - al trono faraonico alla morte di Tutankamon. L'importanza del personaggio si riflette nella bellezza della sua tomba: i rilievi policromi sui due lati dell'ingresso ritraggono Ay con la moglie Tiye in adorazione di Aton insieme con la famiglia reale, e di nuovo la coppia con l'iscrizione dell'Inno ad Aton; nella sala sepolcrale con quattro colonne finemente decorate, spiccano raffigurazioni di Ay e Tiye che venerano i cartigli reali, una scena della famiglia reale con figure danzanti, Ay che riceve doni da Akhenaton.
Dell'area di Akhetaton propriamente detta, che si estendeva lungo una fascia di 15 km. sulla riva est del Nilo ai piedi delle montagne che ospitano le necropoli appena descritte, sono visibili oggi solo rovine, dalle quali continui studi iniziati nel 1887 hanno ricostruito con buona plausibilità la destinazione degli spazi.
Il Palazzo Settentrionale (o Palazzo di Nefertiti) era una residenza autosufficiente circondata da mura con sale e porticati che si affacciavano su un giardino centrale con stagno artificiale. Lo splendore delle decorazioni a carattere paesaggistico di pavimenti e muri può essere apprezzato dai frammenti esposti al Museo del Cairo.
Non molto di più rimane del complesso del Palazzo Reale, del Grande e del Piccolo Tempio di Aton. Le indagini archeologiche hanno permesso una ricostruzione virtuale della città, con la strada principale e quelle laterali, le abitazioni dei funzionari, il quartiere dei militari, i magazzini, i forni, le manifatture, le botteghe; di tutto ciò il visitatore odierno può però solo vedere basse cinte di mura e resti di colonne.
Per una dettagliatissima ricostruzione dell'intera area amarniana, raccomando il sito Touregypt riportato nei links in calce.
Terminata la visita dell'"Orizzonte di Aton", resta giusto il tempo, sulla via del ritorno a El-Minya, per la visita del Museo di MALLAWI (ingresso 6 LE + 10 per la fotocamera). Piccolo ma interessante, espone materiale proveniente dalle aree di Thuna el-Gebel e Hermopolis Magna, tra cui sarcofagi, maschere di mummie, ceramiche, suppellettili funerarie di epoca tolemaica e greco-romana. Particolarmente curiosi sono le mummie e i sarcofagi in pietra degli ibis sacri al dio Thoth.
Rientrati in hotel, abbiamo ancora un'ultima curiosità: visto che è l'ultima notte che passeremo a El-Minya, ci sembra il caso di fare almeno un giro sommario in città, per quanto non presenti eminenze tali da renderla irrinunciabile.
Ciò avverrà dopo cena, con l'obbligo dell'accompagnamento della scorta armata. Percorriamo circa un chilometro della "corniche" del Nilo, un ampio viale sul quale si susseguono spazi verdi con tavolini e chioschetti di ristoro; sostiamo ai tavolini di uno di questi per bere qualcosa ammirando il corso del Grande Fiume, sempre attorniati da poliziotti, alcuni a piedi e altri su una jeep sul bordo della strada. Un'atmosfera surreale, dalla quale ci alleviano le prime gocce di pioggia che ci inducono a ritirarci in albergo.
...continua il viaggio

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