Cercando un altro Egitto - 2. Una rosa per Akhenaton
in viaggio con Leandro Ricci in Egitto
Pochi metri oltre, un altro piccolo edificio ospita la tomba di Isidora, in cui è visibile - all'interno di una teca - la mummia di una giovane donna che annegò nel Nilo nel 130 d.C.L'ultimo, ma non meno importante, luogo di visita della giornata raggiunto con una breve passeggiata in salita è anche il più antico del sito di Thuna el-Gebel, cioè la prima delle 14 steli (e perciò battezzata A) ad essere scoperta (1714) tra le 14 che Akhenaton fece scolpire per delimitare il territorio della sua nuova capitale Akhetaton: si tratta di un bassorilievo incavato nella roccia e recentemente protetto da un cristallo, raffigurante il Faraone "eretico" e la sua famiglia che fanno offerte al dio sole (Aton).
A questo personaggio, tra i più emblematici della storia egizia, e alla sua città "Orizzonte di Aton", sarà dedicata in prevalenza la giornata di domani.
Lunedì 27 marzo
Come accennato, il protagonista della giornata sarà proprio lui, Amenhotep IV o Amenophis IV o Akhenaton o Akhenaten o il "Faraone eretico" che dir si voglia. Questo sovrano della XVIII dinastia, salito al trono come Amenhotep IV nel 1353 a.C., è uno dei personaggi più rivoluzionari dell'intera storia egizia: dopo cinque anni di regno stravolge la religione proclamando l'esistenza di un unico dio, Aton (o Aten), che rappresenta il sole e ingloba le attribuzioni di tutte le divinità adorate fino a quel momento, cambia il proprio nome in Akhenaton e trasferisce la sede del potere da Tebe alla nuova capitale Akhetaton (o Akhetaten, "Orizzonte di Aton"), nel sito oggi convenzionalmente noto come TELL-EL-AMARNA, dal nome della tribù dei Beni Amran qui insediatasi. Non solo: la sua rivoluzione coinvolge anche l'arte, tanto è vero che le opere del suo periodo raffigurano le persone con grande realismo - senza dissimularne i difetti - in contrasto alla perfezione idealizzata con cui erano ritratte in precedenza. Lo riscontreremo nei dipinti delle tombe che visiteremo oggi, com'è del resto anche per la sua statua (tutt'altro che conforme a canoni estetici "classici") esposta al Museo del Cairo. Dopo la sua morte (1336 a.C.), saranno in pochi anni ristabiliti gli antichi culti e distrutto tutto quanto potesse ricordarlo, come a cancellare velocemente le tracce di un'eresia da dimenticare al più presto.
Lasciata El-Minya, dirigiamo anche oggi in direzione sud lungo la strada sulla riva ovest del Nilo. Toccata dopo 40 km. Mallawi (vi faremo sosta al ritorno per visitarne l'interessante Museo), dopo altri 10 giungiamo all'attracco del ferry (termine pomposo, chiamiamolo una chiatta a motore…) che porta sulla sponda opposta al villaggio di El-Till. A bordo godiamo di begli scorci della vita lungo il fiume e abbiamo un breve contatto con la realtà locale, sotto forma dei camioncini scassati e dei carretti che trasbordano i loro carichi di canne da zucchero, ortaggi e mercanzie varie; in barba alla scorta armata (non possono certo scaraventarle fuori bordo!) si intrufolano anche alcune bambine, che rendiamo felici acquistando di buon grado per pochi soldi dei cestini di vimini intrecciato.
Il primo sito di visita (ingresso 16 LE) è proprio la tomba reale di Akhenaton che, trovandosi in una valletta laterale del Wadi Abu Hasa el-Bahri, è stata soggetta nel corso della storia ad inondazioni; da qualche anno è stata messa in sicurezza con opere di muratura sui lati del wadi e facilitata la strada di accesso, un tempo problematica.
L'ingresso della tomba è orientato a est, presumibilmente allo scopo di ricevere i primi raggi e l'energia del sole mattutino (non dimentichiamo che proprio il Sole - Aton - era la divinità suprema dell'"eresia" amarniana). Il complesso, raggiunto tramite una larga scala in discesa, comprende vari vani ipogei destinati nelle intenzioni alle sepolture del Faraone e dei familiari quali la figlia Meketaten, la madre Tiye e la moglie Nefertiti. Rimane poco delle decorazioni murali, costituite per lo più da scene di offerte della famiglia reale ad Aton: notiamo che, a differenza delle rappresentazioni precedenti in cui le figure umane e divine sono in piedi fronteggiandosi sullo stesso piano, il dio - in forma di disco solare radiante - è qui sempre sopra il Faraone che lo venera rivolgendosi in alto. E' tuttora controverso se Akhenaton e i suoi familiari vi siano realmente stati sepolti; di certo, quando la tomba fu scoperta nel 1880, era molto danneggiata e quasi del tutto depredata. Dai frammenti dei sarcofagi e dei canopi ivi rinvenuti e oggi al Museo del Cairo, si può però ragionevolmente supporre che il sovrano sia realmente stato sepolto qui, anche se mai è stata rinvenuta traccia del corpo.
Lasciato il sito, ripercorriamo a ritroso il wadi, per fare sosta presso il suo imbocco alla stele U. E' questa, insieme alla A vista ieri a Thuna el-Gebel, la più facilmente accessibile delle 14 scolpite a delimitare i confini del territorio di Akhetaton: raggiunta con una breve passeggiata fino alla base di una falesia rocciosa, è un'iscrizione alta oltre sette metri, sotto la quale si scorgono i resti di statue della famiglia reale intagliate nella roccia; essendo questa piuttosto tenera, il tutto è purtroppo deteriorato da millenni di intemperie.
Una peculiarità dell'area amarniana è costituita dalle tombe nella roccia, cui si accede - un po' come quelle di Beni Hasan - tramite una scalinata, dalla cui sommità si gode di un vasto panorama dell'area dell'antica Akhetaton. Le tombe sono in tutto 25, suddivise in due gruppi: sei settentrionali e diciannove meridionali (ingresso 20 LE). I rilievi interni sono di grande importanza artistica per lo stile innovativo, fatto di linee più morbide suggerite dalle posizioni meno schematiche delle figure: piuttosto che il defunto in relazione all'aldilà, le scene privilegiano l'aspetto terreno della vita del Faraone, che vediamo intento alle attività quotidiane, quali mangiare, bere, giocare con i figli. La colorazione spesso ben conservata aggiunge ulteriore vivacità alle scene. Caratteristica comune delle tombe è che la maggior parte sono incompiute, evidentemente a causa della brevità del periodo amarniano e della volontà di non lasciarne traccia dopo la morte dell'"eretico".
Del settore settentrionale, sono attualmente aperte alla visita le tre seguenti, quelle di: ...continua il viaggio

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