Settembre in Sardegna!

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“Mai vista una Sardegna così verde, in questo periodo!” Quante volte abbiamo sentito questa frase nel corso della nostra vacanza! Evocherebbe un’immagine del tutto positiva, se non fosse in disaccordo con i “desideri” di una villeggiatura di tipo balneare. Una Sardegna verde e rigogliosa è la conseguenza di tre settimane di tempo instabile, manifestatosi con un continuo alternarsi di pioggia e sole. Nemmeno il periodo della nostra permanenza (dal 6 al 16 settembre) è stato indenne da rovesci di pioggia e da una variabilità che ha in parte disturbato il buon esito della vacanza. Ma, è noto, quest’anno (2002) è stato particolarmente bizzarro, meteorologicamente parlando, e ha giocato brutti scherzi a molti.
Abbiamo scelto Alghero ben consigliati da amici e conoscenti, perché ci è sembrato di dare un valore aggiunto al solo aspetto balneare della vacanza. Ossia, si sa, dal punto di vista della bellezza del mare e delle spiagge è difficile sbagliare, in Sardegna. E allora abbiamo posto la nostra attenzione su una zona in grado di offrire anche molto altro. Di qui la scelta è caduta su Alghero. Alghero è una gradevolissima cittadina, di particolari tradizioni, con un bel centro storico ricco di scorci, stradine, palazzi e chiese antiche, testimonianze di quanto fosse importante sin dai tempi della sua fondazione, da parte dei genovesi nell’ XI secolo, anche se il periodo di maggior splendore lo ha vissuto durante la dominazione aragonese (prima) e spagnola (poi), durata circa 400 anni. Spiccano le belle chiese in stile gotico-catalano, con i caratteristici campanili a pianta ottagonale. Cito S. Francesco, costruita in arenaria, con annesso il bel chiostro. Possenti e ben conservate mura cingono dal porto la città vecchia, interrotte qua e là dalle caratteristiche torri di avvistamento. In cima a questi bastioni, si snoda una piacevolissima passeggiata, dalla quale si gode della vista del mare da una parte, mentre dall’altra s’affacciano i vecchi caseggiati. Questa si è rivelata una scelta alquanto felice siccome, oltre che per i canonici quattro passi del dopo cena, è stata una valida alternativa anche in quei giorni dove, causa capricci del tempo, in spiaggia non si poteva stare. E poi i dintorni, altrettanto ricchi di attrazioni extra balneari.
Da Alghero a San TeodoroLa costa nei dintorni di Alghero l’abbiamo ispezionata a dovere, la caratteristica dell’essere molto frastagliata fa sì che sempre si trovi una spiaggia riparata dai venti. La spiaggia di Mariapia, anche se vicina al centro abitato, ha un bel mare trasparente e una bella striscia di sabbia bianca con alle spalle dune litoranee e pineta. La più raccolta spiaggia del Lazzaretto, con l’antichissima torre d’avvistamento fenicia posta in cima al promontorio. La spiaggia del Porticciolo, anch’essa piuttosto piccola e protetta da un’insenatura. La spiaggia di Mugoni, lunga e sottile con alle spalle eucalipti e pini. La stupenda Porto Ferro, un’ampia baia di sabbia ocra e di mare verde smeraldo. La famosa spiaggia di Le Bombarde non molto grande, la più mondana ma certo questa caratteristica non la priva del suo fascino e del suo mare turchese. Se vi capita di passare da queste parti e vi va di fare uno spuntino, fate un salto al “Tam Tam Bar”. Magari avrete come noi la fortuna di fare una bella chiacchierata con il simpatico proprietario, un vivace signore brianzolo che la vita se l’è proprio vissuta, e vi racconterà degli anni ruggenti, in cui Alghero è stata protagonista e meta di famosi personaggi del jet set internazionale.
Tutte queste spiagge (ma ce ne sono altre, che non abbiamo visto) sono negli immediati pressi di Alghero.
Se poi si è disposti ad allontanarsi un po’, allora è d’obbligo la visita alla famosissima spiaggia “La Pelosa”, a Stintino. Dista poco più di 60 km da Alghero la strada è buona e si raggiunge in meno di un’ora. Che dire, è senza dubbio una delle spiagge più belle del mediterraneo, sabbia candida e acqua con trasparenze da sogno. Direi proprio che è un’esperienza imperdibile, per chi si trova da quelle parti. Peccato per la folla (ebbene sì, anche a settembre!) e per le costruzioni le quali, nonostante abbiano cercato di edificarle il più possibile in armonia con l’ambiente circostante, sono senz’altro troppe. Il paese di Stintino è invece piuttosto insignificante. A poco meno di 50 km, direzione sud, c’è la spiaggia di Bosa. Sinceramente ci aspettavamo qualche cosa di meglio, quindi siamo proseguiti per pochi chilometri e, nei pressi di una minuscola località che si chiama S. Maria al Mare, abbiamo trovato delle solitarie calette di sabbia rossastra, dove abbiamo passato buona parte della giornata. Notevole è il tratto di costa che divide Bosa da Alghero, scogliere e panorami mozzafiato. La strada è un continuo saliscendi tutto curve e per percorrerla ci abbiamo messo più di un’ora. Poi vicinissimi ad Alghero vi è l’interessante complesso nuragico di Palmavera, la necropoli di Anghelu Ruju e, da non perdere, la visita alle famosissime cantine Sella & Mosca. L’ingresso è gratuito e dal 1° giugno al 15 ottobre dal lunedì al sabato alle 17.30 parte una piacevole visita guidata che illustra la storia, la tradizione, le caratteristiche di quest’azienda modello. Il tutto ovviamente all’interno della splendida tenuta Sella & Mosca. Altro punto di forza di questa zona, assolutamente da non perdere, è la visita alle Grotte di Nettuno. Sono tra le più importanti grotte naturali del mediterraneo, il percorso si snoda per un totale di 200 metri, per mezzo del quale si accede alle 4 o 5 “sale” e al lago sotterraneo e si possono ammirare meravigliose stalattiti e stalagmiti che hanno composto delle incredibili sculture naturali.
Gli ultimi due giorni della nostra vacanza li abbiamo passati a S. Teodoro, scelta dettata anche da motivi logistici, in quanto la località è situata non molto distante da Olbia (da dove sono partiti via aereo la coppia di amici), e da Golfo Aranci (da dove sono partiti via mare il sottoscritto e fidanzata). Lungo la statale che separa le due località, merita sicuramente una sosta la bella chiesa della Santissima Trinità di Saccargia. La si vede dalla strada, non passa inosservata. E’ tra le chiese di stile romanico-pisano più famose di tutta la Sardegna. Non limitatevi ad ammirare la sola facciata. Entrate, vedrete anche un pregevolissimo affresco del XII secolo. Lungo il tragitto, oltre i numerosi olivi, pascoli e greggi, notiamo un buon numero di querce da sughero, facilmente identificabili per via della netta differenza di colore e dal dislivello del tronco, causato dalla recente rimozione di una parte della corteccia (il sughero, appunto). Arriviamo a S. Teodoro sotto la pioggia che, a intermittenza, ci ha accompagnato per tutto il tragitto.
Giornata compromessa, quella del 14 settembre, niente spiaggia. Fortunatamente verso le 4 del pomeriggio la pioggia cessa e ci consente così di fare almeno una passeggiata nel paese. Che dire, con negli occhi ancora gli scorci e i vicoletti di Alghero, S. Teodoro ci è sembrato ben poca cosa. Un paesotto senza un centro storico degno di tale nome, cresciuto in fretta, con tante costruzioni nuove, piuttosto signorili. La nostra impressione è stata quella di un luogo che cerca di assomigliare a tutti i costi alle più celebri località della Costa Smeralda. Attenzione ai prezzi dei bar e delle gelaterie……sono piuttosto salati!
15 di settembre: l’ultimo giorno effettivo di vacanza. Fortunatamente il tempo si è fatto clemente e ci regala una bella giornata di sole, dalla mattina alla sera. Visitiamo alle spiagge di Puntaldia e Capo Coda Cavallo. Sono davvero stupende, un mare veramente meraviglioso. Tra le due ho preferito senz’altro la prima, meno famosa, altrettanto bella, ma con molta meno gente rispetto Capo Coda Cavallo. Anche i dintorni di S. Teodoro, (ci dicono, ma lo sapevamo) sono ricchi di spiagge super, ma purtroppo non abbiamo tempo per goderne di persona, domani mattina ci aspetta il viaggio di ritorno, verso “il continente”.
Una volta individuata in Alghero la meta, per i motivi esposti (vedi itinerario), le nostre ricerche si sono concentrate sulla sistemazione. Di alberghi e alberghetti se ne trovano un buon numero, poi la scelta del periodo “settembrino” non dà particolari problemi di affollamento, e il 50% per cento delle strutture da noi contattate garantiva ancora disponibilità. Ma ci andava anche di considerare la possibilità di una sistemazione diversa, e la nostra attenzione si è subito indirizzata verso l’agriturismo. Ma qui sono iniziate le difficoltà, in quanto le informazioni legate a questo tipologia di sistemazione sono davvero rare. Questo è dovuto al fatto che a differenza di regioni come l’Umbria o la Toscana, dove la soluzione agriturismo è oramai entrata da anni nelle consuetudini vacanziere di molti, (data l’abbondanza e l’ottima qualità delle strutture), in Sardegna non è ancora una formula consolidata, tant’è che nonostante i miei appelli su qualche forum (primo tra tutti quello di “Cisonostato”), allo scopo di aver parere di qualche “esperienza vissuta”, non ho ricevuto risposta alcuna. Quindi si trattava di scegliere solo in base a dei nomi e a dei numeri di telefono. Un po’ poco, non vi pare? Per caso siamo approdati ad un sito web (forse l’unico?!?) di un agriturismo. Nonostante la casualità di come la scelta sia caduta su questo struttura, ora posso dire che abbiamo veramente pescato il jolly. Già i primi contatti telefonici avevano testimoniato di come, oltre alle “promesse” descritte sul sito, vi fosse anche qualcuno (Paolo), molto disponibile e attento alle domande che inevitabilmente venivano poste.
“Gli Alberi Blu” è situato a pochi chilometri da Alghero, nel mezzo del parco naturale di Montericciu, una riserva di 400 ettari caratterizzata da una splendida macchia mediterranea in un’alternanza di rilievi e avvallamenti e dove si specchiano due incantevoli laghetti naturali. Vi è un maneggio, nei pressi del quale una decina di cavalli pascolano liberi in un vastissimo prato e vi sono sentieri grazie ai quali è possibile visitare la zona a piedi, in mountain bike o a cavallo. Volpi, conigli selvatici e cinghiali trovano rifugio nella macchia, come non è difficile vedere pernici e altri volatili stanziali e non, spiccare in volo una volta che ci si addentra nel parco. Le sistemazioni, sono composte da strutture abitative nuove, ampie, pulite, arredate con gusto e con rifiniture di prima qualità. Ognuna con una propria veranda, dalla quale, la sera, ci si tratteneva piacevolmente a chiacchierare, sotto dei cieli stellati da paura (quando le nuvole davano tregua!) e immersi nel silenzio più assoluto. Se poi a tutto questo aggiungiamo la profonda simpatia e disponibilità di Franco, Barbara e Stefano, i collaboratori tuttofare dell’agriturismo, alle mirabilie culinarie della cuoca Anna e alle piacevoli chiacchierate con il “boss”, il dottor Giuseppe, direi: niente male per un posto scelto a caso, no?
A San Teodoro invece abbiamo trovato alloggio presso l’hotel La Palma, non molto grande, pulito, carino, ristrutturato di recente, dove il proprietario, forse impietosito dall’acquazzone che proprio in quel momento si stava abbattendo su S. Teodoro e su di noi, ci ha proposto le camere ad un prezzo scontato.
Delle 8 cene consumate ad Alghero, tre sono state presso il ristorante dell’agriturismo. Squisite. Due a base di carne, dove abbiamo gustato, tra le altre cose, un porceddu f-a-v-o-l-o-s-o. Una a base di pesce: eccellente. Delle altre 5 cene, consumate in ristoranti di Alghero, posso dire che, al Mabrouk (via S. Barbara, 4) abbiamo gustato ottimi e abbondanti piatti a base di pesce. Le restanti 4 cene sono state all’insegna della mediocrità, pertanto non mi sento di consigliare nessuno dei locali, peraltro conosciutissimi, che abbiamo provato.
A San Teodoro abbiamo scelto un ristorante che ci è stato indicato (a ragione!) da più persone alle quali abbiamo chiesto consiglio e, data l’aria che tira da quelle parti, il nostro intuito ci ha suggerito di cenare entrambe le sere lì, considerando anche la piena soddisfazione della prima volta. Il ristorante si chiama La Taverna degli Artisti. E’ forse un po’ troppo grande, a prima vista non ispira molto, ma, credetemi si mangia veramente bene e a prezzi ragionevoli. Il personale è molto cortese, preparato ed il servizio veloce. Lo consiglio.

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