Cuba

Cuba è...

in viaggio con Archifoglio in Cuba

Cuba è il sorriso della baia di S. Maria, e la sua spiaggia bianca e deserta abbellita qua e là da palme ricurve che continuano a battersi instancabili contro il vento.
Cuba è carrozze, calessi e carrettini che si muovono cigolanti, annunciati dai festosi campanelli dei cavalli e degli asini.
Cuba è il vecchio West di Sergio Leone: case di legno, trascurate per decenni, mostrano assi ruvide e scheggiate senza più una traccia di vernice; e le sue ampie verande ombreggiate, dall’alto di due o tre scalini, accolgono panche e sedie a dondolo sempre pigramente occupate.
Cuba è quartieri dell’Avana pieni di palazzi demoliti o sventrati come in un immediato dopoguerra.
Cuba è la telenovela dopo cena, quando le strade si svuotano e tutti, bianchi, neri, vecchi, bambini, uomini, donne, si fiondano davanti al televisore.
Cuba è l’enorme volta celeste piena zeppa di stelle, molto più lucenti e vicine che qui da noi, con l’Orsa Maggiore voltata all’incontrario e la stella polare vicino all’orizzonte.
Cuba è la pigrizia incorreggibile di gran parte dei cubani.
Cuba è una moltitudine di lucciole che vagano tra le casette lungo la spiaggia.
Cuba è una matura coppia di cubani abbracciati sul bagnasciuga, solo con un bicchiere, una bottiglia di rum e una di Tropicola, per un buon “Cuba Libre”.
Cuba è cercare di farsi insegnare a ballare la salsa.
Cuba è sentire Fidel Castro che in televisione proclama ad alta voce: socialismo o muerte! Patria o muerte! Venceremos!
Cuba è il filone di pane lungo un metro che vendono sempre completamente secco. ...continua il viaggio
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