Cuba, alla corte di Castro
in viaggio con Luca Bartolini in Cuba
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22 Novembre 1998 Oggi è il primo giorno di relax assoluto, la sveglia è spostata alle nove, il luogo di ritrovo è il salone del ristorante dove facciamo colazione e ci diamo appuntamento in spiaggia dove i più veloci tengono il posto anche per gli altri. Dell'intero gruppo, abbiamo formato un gruppetto di undici e sarà cementata la conoscenza fatta durante il tour.
La sera dopo lo spettacolo andiamo in una discoteca locale. Qui ci sono molti cubani ed è facilissimo incontrare e conoscere ragazze del posto che in alcuni casi si propongono in maniera molto esplicita. Essendo tra i pochi turisti del locale, per non suscitare le invidie dei ragazzi cubani che cominciano a guardarci di sottecchi ce ne andiamo tra il sommo dispiacere delle nostre ammiratrici.
23 Novembre 1998 Anche oggi il tempo è bello e quindi riusciamo a goderci in pieno sole e mare. La nostra attività ricreativa preferita è la pallavolo, e le sfide sempre accese e combattute, ci permettono di fare altre conoscenze tra i ragazzi dell'albergo.
Ci fermiamo a mangiare nel ristorantino all'aperto in una delle piazzette dell'Hotel, attirati dal profumo di carne alla griglia. L'ambiente è un po' spartano, ma si mangia bene e si ha la comodità di non dovere lavarsi e cambiarsi per andare a mangiare al ristorante principale. Oggi prenotiamo le escursioni. Abbiamo scelto una gita in barca dal costo di U$ 59, che effettueremo tutti domani ed una a Cayo Largo per U$ 120 a cui parteciperemo solo noi sei scapoloni del gruppo. Domani ci si dovrà alzare presto, pertanto il giretto nella discoteca dell'albergo è in formato ridotto.
24 Novembre 1998 Un pulmino ci conduce nella zona portuale di Varadero a qualche chilometro di distanza. Varadero non ha un centro vero e proprio ma è una lingua di terra, in cui si trovano sparsi locali ed alberghi e ci si può muovere solo usando i mezzi pubblici.
Una volta arrivati veniamo smistati su due barche, scapoli e ammogliati. Anche oggi è una splendida giornata e questo da ancora più risalto al colore dell'acqua che è spettacolosamente azzurra. Dopo circa due ore arriviamo a Cayo Pietra, un isolotto con poca vegetazione dove però c'è un'acqua fantastica e lì ci immergiamo. Nei punti più bassi c'è la maggiore concentrazione di coralli che stiamo molto attenti a non danneggiare e un'infinità di pesci di ogni colore e dimensione ci nuota intorno. Saliti a bordo mangiamo pesce e aragosta che il marinaio e il suo aiuto nel frattempo hanno preparato. Questa si che è vita. Nel pomeriggio, un altro tuffo e poi il rientro gareggiando con la barca rivale. Il sole e il mare di oggi ci hanno stancati parecchio e la nostra attività serale pertanto ne viene limitata.
25 Novembre 1998 Oggi è una giornata abbastanza nuvolosa e ne approfittiamo per dedicare il pomeriggio allo shopping. Facciamo dei giri nei pochi centri commerciali di Varadero: sigari, rum, magliette e cartoline sono gli acquisti più gettonati. La sera si va a letto presto.
26 Novembre 1998 La sveglia è alle sei e mezza, e il solito pulmino ci conduce all'aeroporto. La nostra guida è un ragazzo giovane che non ci fa rimpiangere Abel. Come lui è un'amante dell'Italia e della nostra storia ed è molto incline a raccontarci come si vive nel suo paese. A differenza dell'altro però prende decisamente posizione. Secondo lui Castro ha fatto per quest'isola molte cose positive ed è un personaggio molto ammirato dalle vecchie generazioni. Le nuove invece ringraziano ma vorrebbero dei cambiamenti. E' assurdo che non venga data la possibilità alle persone di guadagnare in base alle loro capacità perché la mancanza di incentivi limita l'impegno e conseguentemente i risultati. Come dargli torto? Gli aerei (ad elica) che prederemo sono degli Antonov, regalo di mamma Russia di chissà quanto tempo fa. Se dall'esterno non sono molto invitanti dall'interno inviterebbero a scendere. Si sprofonda nei sedili attaccati al pavimento da semplici viti arrugginite e sono evidenti i segni delle saldature sui pezzi dei rattoppi alle pareti. Una volta completato il decollo il pilota ci fa guidare uno per uno. L'atterraggio a Cayo Largo riesce bene e dall'alto si ha uno visione completa di quest'isola davvero incantevole.
Ci imbarchiamo su una nave insieme a tantissimi altri turisti alla volta della barriera corallina. L'acqua è limpida e piena di pesci anche nella zona del porto. Dopo una mezz'ora arriviamo. Il mare è mosso e si vedono le onde infrangersi contro la barriera e sul fondo c'è un relitto che ci è infranto anch'esso. Ci dotiamo di pinne, maschera e boccaglio e ci tuffiamo. Molto bello. Poi torniamo indietro, ci fanno montare su piccole scialuppe e ci conducono su un altro cayo: Cayo Iguana dove abbiamo modo di ammirare da vicino centinai di questi animali. All'una circa, rientrati al porto mangiamo ancora aragosta ed andiamo in spiaggia. Qui è quasi un paradiso terrestre il sole che riflette sull'acqua bianchissima e sulla sabbia chiara crea un effetto luminoso accecante. Sull'aereo prima dell'atterraggio, dietro un compenso sottobanco, il pilota sorvola a bassa quota la zona degli alberghi così che salutiamo in direzione della nostra spiaggia gli altri amici che non sono venuti con noi..
Chiudiamo la serata in un'altra discoteca in cui l'aria condizionata è talmente forte che fa un freddo micidiale a tal punto che andiamo fuori a scaldarci un po'.
27 Novembre 1998 Ultimo giorno intero di vacanza, domani si parte e questo ci dispiace moltissimo perché ci stavamo ormai abituando a questa vita. ...continua il viaggio

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