Cuba

A Cuba dai Cubani

in viaggio con Massimo Tirinnanzi in Cuba

Siamo esausti e ce ne andiamo a letto a mezzanotte quando per il nostro organismo sono le 6 di mattina.
Il primo obiettivo della mattina seguente è il Museo de la Revoluciòn, vicino all’hotel, una tappa secondo me imprescindibile. Con 4 $ d’entrata (compreso l’extra per la macchina fotografica) veniamo proiettati nel recente passato. Il museo si trova nella ex residenza del dittatore Fulgencio Batista che fuggì in occasione della Rivoluzione del ’59. All’esterno si trovano un carro armato, una vecchia Pontiac che serviva per il contrabbando di armi e documenti, aerei che servirono per respingere l’attacco americano alla Baia dei Porci e all’interno una curiosità, l’angolo dei Cretini, generosamente dedicato a Reagan, Bush e naturalmente a Batista.
Terminata la visita ci dedichiamo ad un’altra priorità, la ricerca di un’auto da noleggiare. Intanto ci rituffiamo nel traffico cittadino. Il traffico non è caotico ma il tasso di inquinamento è ugualmente molto elevato a causa della circolazione di veicoli assolutamente non più adeguati, come le famose vecchie auto americane degli anni 50.
Altra curiosità l’alto numero di risciò, biciclette carrozzate per i turisti, e un tipo di taxi motorizzato, un triciclo a forma di uovo anch’esso destinato ai turisti (50 cent per chilometro la tariffa). Inoltre non sfugge certo alla vista il famoso “Cammello” un mostruoso autobus lunghissimo di color rosa che, avendo dei ripiani a scalino, viene così simpaticamente soprannominato.
Dopo tre tentativi riusciamo a trovare un auto presso l’Hotel Plaza. Un consiglio: l’auto è meglio prenotarla dall’Italia sia per il costo che per la qualità, preferibile un fuoristrada, lo capirete in seguito.
Ci viene assegnata una Volkswagen Gol (avete capito bene Gol no Golf), un’auto evidentemente destinata al mercato cubano, una sorta di mix tra una Lupo e una Polo. 65 $ il giorno compresa l’assicurazione. La compagnia è la Transtur (caldamente consigliata, credetemi).
Intanto iniziamo a prendere confidenza con questa città. L’Avana è una città fiera pur nella sua decadenza, è una città che ti ipnotizza per i suoi palazzi aristocratici che cadono a pezzi, per le sue piazze colme di habaneros intenti alle più svariate attività, per i suoi giardini con le imponenti palme reali, per il suo mare, a suo modo triste, non ci sono spiagge in città, ma allo stesso tempo affascinante, per il suo lungomare, il Malecòn, l’autentica immagine di Cuba.
Ora che abbiamo l’auto (el carro come dicono i Cubani, non el coche), ci dirigiamo verso Plaza de la Revoluciòn. Due cose a cui noi Italiani non siamo abituati, la quasi totale assenza di distributori di benzina (vedi embargo) ed il posizionamento dei semafori al centro e non all’inizio dell’incrocio con l’obbligo quindi di fermarsi prima, bisogna farci l’abitudine.
Plaza de la Revoluciòn ti colpisce subito per la famosissima effigie del Che, in metallo nero che si staglia sulla facciata del Ministerio del Interior. Al centro c’è invece il possente monumento a Josè Martì, l’eroe patriota, poeta e martire cubano, il personaggio più noto a Cuba; l’aeroporto dell’Avana ha il suo nome e quasi tutte le più importanti plazas o avenidas delle città portano il suo nome. La piazza è enorme e ti trasmette una sensazione di austerità e di grande rispetto per questi due grandi personaggi. E comunque la si pensi bisogna dire che questa è la conferma che il governo attuale non sottostà ad alcuna regola del mondo occidentale: la piazza è spoglia, le auto vanno parcheggiate lontano e bisogna arrivarci a piedi. Probabilmente la stessa piazza messa in Italia avrebbe un biglietto d’entrata ed un bel parcheggio a pagamento con cartelloni pubblicitari ai lati.
Sulla via del ritorno percorriamo il tunnel sottomarino per portarci sulla sponda ovest dell’Avana e ammirare lo splendido panorama dalla fortezza del Morro, risalente al XVI secolo, con mura spesse 3 metri costruite con blocchi di scogliera.
La sera ci concediamo una serata mondana al Tropicana, il più famoso nightclub di Cuba. Per chi piace il genere, l’alto costo del biglietto 85 $ a testa compreso di una modesta cena (bibite a parte) è comunque speso bene. Lo spettacolo è davvero bello, giochi di luce, costumi sfarzosi e soprattutto le incantevoli ballerine (ma anche i ballerini non sono male a detta delle nostre signore).
...continua il viaggio
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