Croazia

Un Paradiso ... dietro casa!

in viaggio con Chiara Rossini in Croazia

A parte la bellezza e l'estrema pulizia degli appartamenti, il gusto, il comfort e la completezza con cui sono arredati, la signora Ivanka offre pasticcini, caffè, acqua e bibite, senza nemmeno chiederlo e ti dedica ore di chiacchierate in inglese sui più svariati argomenti. Una compagnia davvero piacevole, completata dai regali con cui ti lascia, nel momento in cui si deve ripartire.
Vicinissima all'appartamento c'era una "spiaggetta" di scogli che si affacciava su un mare, più aperto e quindi più ondoso, di quello di Rab.
Il lungomare di Njivice (paese in cui le graziose villette per turisti sono di più delle case degli abitanti) non sembrava un granché, pieno com'era di bancarelle e di gente, ma se non c'erano, allora si godeva una vista spettacolare sul mare, su cui il tramonto era una profusione di oro e di rosso. Un sera siamo anche stati intrattenuti da un lungo numero di majorette bravissime.
La città di Krk non è bella come Rab, ma vi sono alcune cose interessanti, come l'intricato nodo di viuzze irte e strette, i resti di antiche mura e alcune tavole in lingua glagolitica (l'antica lingua della Croazia), ivi conservate.
Bella, invece Vrbnik, dove siamo stati alla fine del soggiorno sull'isola. Il paese è a strapiombo sul mare e la vista è mozzafiato.
La spiaggia è meno verde, meno fresca e meno quieta di quella di Rab, ma l'acqua è ugualmente bella. La terra e le rocce sono rosse, come le ho viste solo nel sud della Puglia e intorno cresce qualche decina di alberi di fico (tantissimi sulla costa Croata) e bassi cespugli.
Come bellezza paesaggistica non provoca lo stesso incantato stupore di Rab, ma il mare che si nasconde tra gli alti faraglioni e che penetra tra le fenditure delle rocce, che scivola sui sassi lisci e lambisce gli scogli, è spettacolare.
Dall'alto sembra la rievocazione del "sublime kantiano", quella sensazione che ci fa sentire la grandezza terribile e meravigliosa della natura a confronto con la piccolezza dell'uomo, che ci fa intendere la melodia dell'universo e che ci fa piombare, storditi, nell'anima del mondo.
La cittadina, inoltre (come anche altri luoghi visitati) è piena di fiori, ovunque. Le scalette che conducono alle case sono quasi impercorribili, tanto sono coperte di vasi e piante. Ci sono, di conseguenza, tantissime api e farfalle, anche al mare. Vedendole, mi ha colpito come uno schiaffo la consapevolezza che lo stupore nel vedere una farfalla significa che in città sono rarissime e che i macaoni che entravano in cucina, quando ero piccola, sono ormai solo un ricordo dell'infanzia.
La sera dell'ultimo giorno abbiamo deciso che non potevamo lasciare la Croazia senza aver visto il Parco nazionale dei Laghi di Plitvič;e.così la mattina del 22 agosto, ci siamo alzati alle 6 e mezza e siamo partiti.
Per arrivare al Parco si percorreva la costa fino a Senj e poi si seguiva una strada interna abbastanza difficile da percorrere, come tutte le strade croate, ma molto suggestiva. Ci si arrampicava lungo una serie di tornanti, su per le colline dell'entroterra e poi si ridiscendeva e si percorrevano parecchi km immersi nella campagna e tra le colline.
Si passava attraverso paesi di campagna dove le tracce della guerra erano ancora visibili: tetti sradicati e muri bucherellati dai colpi di mitraglia. Ma tutto il paesaggio era incantevole e molte case avevano balconi talmente fioriti, da nascondere quasi la facciata. Le campagne erano bellissime e povere. Come a Rab avevamo visto dei contadini che vendevano sulla strada i pochi prodotti del loro orticello, qui gli allevatori vendevano, su sgangherati tavolini, posti sul ciglio della strada, i formaggi di pecora di loro produzione e il loro miele, preso direttamente dal favo. ...continua il viaggio
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