Piccolo racconto per un grande viaggio
Viaggio di:
motoviaggi.it
VERSO SAMARCANDA
Attraverso il Tagikistan. Non è possibile arrivare a Dusanbe, la capitale: è in corso da anni una strisciante guerra civile ed è presente anche un notevole contingente corazzato dell'esercito russo. Assolutamente sconsigliato viaggiare di notte. Trovo lungo la strada un ristorante con un gazebo pieno di frutta, aiuole colme di fiori, una bellissima fontana dove nuotano pesci pronti a finire tra le mani del cuoco. Tutta la costruzione è in mosaico, sembra un miraggio e sembra anche tutto tranquillo, ma qualche chilometro più in là c'è gente che si spara. I doganieri sono più interessati alla moto che al visto sul passaporto. Uno di loro è convinto che io sia un attore americano pur avendo in mano il mio passaporto italiano, mi racconta la scena di un film dove da solo riuscivo ad eliminare una banda di terroristi e ovviamente chiama tutti i suoi colleghi per mostrare loro la nostra nascente amicizia. Gli rilascio un autografo.
Dieci chilometri prima di Samarcanda il sole è al tramonto, intravedo le cupole del Registan. Mi fermo. In un ristorante all'aperto una ragazza turca in vacanza balla sui bordi di una larga fontana tonda. Qualcuno le grida qualcosa, lei smette, la musica continua. Non è sempre piacevole vedere qualcuno divertirsi quando non si può o non si sa fare lo stesso. Nella città barbuti Imam in lunghi caftani si mescolano a ragazze biondissime in mini minigonna. Eccellente gelato ai fichi.
BUCHARA
Si restaura un po' ovunque. Bambini che giocano a pallone tra antichi monumenti. Bambini che si tuffano nella splendida fontana di fronte alla statua in bronzo di Nasreddin Hogia, simpatico eroe popolare sul suo immancabile asinello, detentore, tipo Bertoldo, della saggezza popolare. C'è il silenzio dei paesi. L'incontro con una stupenda famiglia uzbeka, tutti con l'immancabile incisivo in oro, segno di ricchezza chiuso nella cassaforte della propria bocca.
VERSO IL TURKMENISTAN
Strada piatta. Nel solito giro alla ricerca di benzina, il netto rifiuto di un anziano a vendermene: sa che 75 ottani sono veramente pochi, non si vuole rendere complice della rovina del mio motore. Ma gli ottani sono quelli e qualche chilometro più in là non riceverò la stessa attenzione... ma grazie lo stesso amico! I rari distributori funzionanti hanno una piccola casupola semi-blindata con grata per i soldi, la pompa è azionata dall'interno, chiedi quanti litri vuoi, paghi e te la metti da solo, se ne hai chiesti troppi esce inevitabilmente tutta fuori. La gentilezza non è la dote principale dei benzinai! Il posto di confine. Su di un ponte semi galleggiante attraverso l'immenso Amu Darya.
MARY (Turkmenistan)
Una certa guida raccomandava un certo albergo... non immaginavo certo di capitare in un bordello! Spiedini pomodori cetrioli. La notte il cielo è immenso. La mattina due tre quattro Mig se ne impossessano. La strada è diritta nel deserto e la sabbia, grigia come le nostre spiagge, spesso la copre. Ci si aspetta di vedere il mare da un momento all'altro. In una locanda biscotti secchi appena sfornati. Sabbia. Bambini tra rarissimi cespugli bassi vendono acqua. Dromedari. L'incontro con due fuoristrada di Torino ma non ho la forza di alzarmi, di dir loro qualcosa.
IRAN
Altra gente. Si percepisce subito la loro antichissima cultura, la loro diversità dai popoli dell'Asia centrale.
MASHAD
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