Cile, Argentina

Viento de Patagonia - 4. Il Parco delle Torres del Paine

in viaggio con Leandro Ricci e Enzo Bevilacqua in Cile, Argentina

Come già avevamo saputo dagli amici che ci hanno preceduto, la località è raccomandata per i negozi di articoli sportivi, di ottima qualità e a prezzi di assoluta concorrenza: non manchiamo di approfittarne, investendo da "Balfer" una ventina di euro per un praticissino zainetto.
Si fa l'ora di cena: un po' come Ushuaia, Puerto Natales è il trionfo della centolla (granchio gigante). Da quanto letto nelle guide e in Rete, la prima scelta è il Restaurante El Maritimo in calle Pedro Montt 214: qualità e quantità appena inferiori alla Cantina Fueguina di Ushuaia, ma comunque soddisfacente. Spesa totale in tre, comprensiva di una bottiglia di buon vino bianco nazionale: 57 euro. Voto 8.

Martedì 20 gennaio 2009
Lasciamo il grosso del bagaglio al Weskar Lodge (dove torneremo domani sera), portando solo lo zainetto con lo stretto necessario per il pernottamento all'Hosteria Las Torres e l'escursione di domani. Alle 7.30 passa a caricarci il pullmino turistico che prevede il giro panoramico dei luoghi più significativi del Parco: a fine giornata gli altri partecipanti (una ventina di persone, di varie provenienze) torneranno a Puerto Natales, mentre noi tre ci divideremo a Laguna Amarga per l'interscambio con il furgone riservato ai clienti dell'Hosteria.
Dopo una ventina di chilometri, eccoci al primo luogo di visita, la Cueva del Milodòn. In questa caverna, lunga 200 metri, alta 30 e larga 80, lo scienziato Otto Nordenskjöld scoprì nel 1895 resti di un milodòn (Milodon darwini), un erbivoro simile a un orso alto oltre tre metri estintosi verso la fine del Pleistocene (circa 10.000 anni fa). Alla grotta si accede tramite un sentiero fra la vegetazione di circa 400 metri e al suo interno, superato un modello a grandezza naturale del milodòn, si compie un percorso ad anello agevolato da una gradinatura.
La zona riveste grande interesse per la presenza, oltre questa, di parecchie altre cavità che hanno rivelato l'occupazione circa 12.000 fa dell'uomo patagonico, una razza di cacciatori appartenente alla cultura Paleoindia.
Si prosegue ora sulla carrozzabile per circa 35 km in direzione nord fino alla riva del Lago del Toro, che si costeggia per un'altra ventina, scavalcando anche il Puente Serrano, fino all'ingresso sud del Parco: una prima sosta è d'obbligo per il panorama che - nonostante la distanza - è già di tutto rispetto verso il versante meridionale delle Torres del Paine, in particolare il settore che prende il nome di Cuernos per una serie di picchi a forma di corni.
La meta è ora il Lago Grey, che raggiungiamo con un tratto di 15 km in direzione nord-ovest. Disponiamo di circa un'ora e mezza per una bella escursione a piedi: dopo un tratto in sottobosco che comprende lo scavalcamento di un ponte sospeso sull'impetuoso Rio Pingo, si sbuca sulla riva del Lago, dalla quale si dirama una lingua sabbiosa unita a una penisoletta che offre una vista su piccoli "tèmpanos" (icebergs); è un tratto da percorrere con circospezione e tenendo d'occhio il livello delle acque, le cui correnti possono sommergerlo in pochi minuti.
Tornati al pullmino, ripetiamo a ritroso il percorso fino all'ingresso sud, un'area sulla quale sono sparsi diversi servizi, fra cui strutture ricettive e di ristoro: sono circa le 13.30, il momento giusto per la sosta pranzo al Refugio Lago Toro. Dall'antistante ampio prato si ammira un vasto panorama sul Rio Paine e sui Cuernos, "benedetti" da una schiarita, condizione non del tutto scontata da queste parti.
Scavalcato poco dopo il Puente Weber, si costeggia per 7 km. il Rio Paine fin dove questo si allarga nel Lago Pehoe, punto nel quale si impone la sosta ad uno dei più spettacolari "miradores" del Parco: subito sotto, l'Hosteria Pehoe che sorge su un isolotto boscoso collegato alla terraferma con un ardito ponte e, sempre più vicino al di là del Lago Nordenskjöld, l'intero allineamento delle cime, da sinistra a destra il Cerro Paine Grande (con la massima quota del gruppo, i 3050 metri del Cumbre Principal), i Cuernos del Paine e, dietro questi, le cuspidi delle Torres del Paine Sur e Central.
E' uno spettacolo di grandiosa bellezza: ammirandolo e osservando sulla mappa l'infinità di sentieri che si dipanano nel cuore di quel labirinto di roccia, si rimpiange davvero di non potervi dedicare una settimana di trekking zaino in spalla, facendo tappa nei rifugi e nei campi tendati. Per ora, possiamo solo auspicare un successivo viaggio per approfondire queste e altre meraviglie del Cile! ...continua il viaggio
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