Il Sudamerica di Paolo
in viaggio con Paolo Maggini in Cile, Bolivia, Argentina, Perù
Al mattino ho ancora il tempo per fare una passeggiata nella splendida Plaza de Arma, la giornata è splendida e assolata, e in più c'è una bella sorpresa finale, è giorno di festa; così trovo tanta gente che guarda la partenza di una lunga processione che esce dalla cattedrale con baldacchini che portano figure sante e del passato, poi numerosi costumi tipici e indigeni, una banda musicale e tantissimi colori, è stato veramente un bel saluto all'indimenticabile capitale storica del Peru.
Poi ci trasferiamo all'aeroporto di Cuzco, che prende il nome di un colonnello; il nostro aereo è puntuale ed è molto confortevole, la compagnia Tans non è niente male, le hostess ridono sempre, così lasciamo le Ande volandoci sopra, sfioriamo le cime innevate della Cordillera con un po’ di nostalgia. A Lima imbarchiamo i bagagli sul volo internazionale e per passare la giornata anziché tornare nella grigia città, ci facciamo portare nella località balneare di Miraflores.
Credo che Miraflores rappresenti il posto più mondano e benestante di tutto lo stato peruviano, ci sono moderne strade e grattacieli, molte sedi commerciali delle principali industrie, banche e società; praticamente può essere considerata la parte residenziale di Lima, inoltre visto che girano più soldi ci avevano avvertito di fare attenzione ai ladri, ma a noi la situazione è sembrata molto tranquilla, Sole la nostra cassiera è giunta intatta fino alla fine del viaggio.
La parte più caratteristica comunque è quella litoranea, dove una costa altissima cala a picco sull'Oceano Pacifico: qui sono stati costruiti viali e giardinetti come il Parco dell'amore dove ci siamo fatti le ultime foto del viaggio e una piattaforma dalla quale si lanciano i ragazzi con il parapendio, sfruttando le forti correnti ventose.
Poi dopo un drink, passeggiamo tra i negozi fino a sera e come gran finale consumiamo l'ultima cena peruviana, presso un bel ristorantino; ci serve una cameriera molto spiritosa e il cibo non delude né gli amanti del cicciopollo come Lorena e Andrea né quelli del pescado alla plancha tra cui io, Antonio e ovviamente Alfiero.
Spendo gli ultimi soles in un mercatino notturno per un maglione di alpaca e poi a malincuore salgo sul pullmino che ci conduce all'aeroporto. Il volo dell'Aerolineas Argentinas da Lima a Buenos Aires è pieno ma in perfetto orario, ci accomodiamo in poltrona ed io capito di nuovo distante dai miei amici, ma faccio una piacevole conoscenza con Ines, una bella ragazza peruviana: devo dire che questa linea mi ha riservato sempre delle gradite sorprese, dovrei prenderla più spesso!
Arriviamo a Buenos Aires nel primo mattino, ma dopo i controlli ci confermano una cosa che già avevamo sentito, cioè ci sono problemi per poter uscire dall'aeroporto! Sembra che rispetto all'andata le leggi siano diventate più restrittive, infatti dapprima ci chiedono una tassa di 30 dollari a testa da pagare (e non è poco!), poi anche volendo ci dicono che non c'è più il personale per i controlli quindi non si può più uscire! A questo punto crolla il nostro ultimo progetto, cioè quello di andare a visitare il delta del Plata, un'escursione di sicuro interesse, peccato! Mi riconsolo ricordando che comunque Buenos Aires sono riuscito a vederla all'inizio della nostra avventura.
Così ci rinchiudono un'intera giornata in aeroporto, e l'aria era un po’ quella del sequestro di persona: la nostra stanchezza accumulata durante gli ultimi giorni ci ha aiutato a dormire un po’ sulle panchine, poi abbiamo visto la deludente prova della nazionale Italiana contro la Croazia che ci ha abbattuto ancor di più, e infine una serie di spuntini e pranzetti alternandoci nei due punti di ristoro offerti dalla struttura.
La sera verso le 22 finalmente prendiamo il nostro aereo; un'ultimo sguardo sulle luci della grande Buenos Aires e parlando con un signore argentino che lasciava la famiglia per andare a lavorare in Italia, grazie all'ospitalità di suoi parenti di Ancona, rifletto su come sia possibile che un Paese così grande, democratico, pieno di risorse e poco denso di popolazione sia potuto sprofondare in una crisi di notevoli dimensioni e gravità; comunque è un gran bel popolo e tornerà alla normalità!
CONCLUSIONI ...continua il viaggio

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